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Kingdom of Heaven

Sono appena rientrato. Sono stato al cinema con amici. Abbiamo visto Kingdom of Heaven, anzi scusate, "Le Crociate", come è stato malamente tradotto/adattato il titolo dell’ultimo film di Ridley Scott.

                                                                                   

Che dire? Mi aspettavo molto di peggio. Si tratta di un film epico che vuole fare il verso ai vari Gladiatore, Le Due Torri, L’Ultimo Samurai e, ancora prima, chiaramente, a Braveheart, capostipite di questa moda che vede sfornata ogni tot mesi una nuova pellicola con scontri bellici di dimensioni sempre più consistenti. Kingdom of Heaven è uno spettacolo che si lascia guardare e ammirare senza problemi, a patto di non essere pignoli riguardo eventuali incongruenze storiche. A dire il vero le scene di guerra vera e propria non sono nemmeno così lunghe o tediose come ci si aspetterebbe, e i personaggi presentati sono decentemente caratterizzati (anche se si poteva fare decisamente meglio), soprattutto Saladin, che risulta un leader carismatico e saggio ma anche duro e spietato.

Ho volutamente usato le parole guardare e ammirare qualche riga più su, il motivo è subito svelato: se questo film ha un difetto, quello sta nel copione, che presenta battute forzate ogni due minuti, soprattutto per quel che riguarda Balian (Orlando Bloom), i cui discorsi sono poco realistici e sembra dover fare sempre la battuta ad effetto anche quando non ce n’è motivo.

Dal punto di vista tecnico però siamo di fronte ad un grande film: non solo per gli effetti speciali o i costumi (che sono nella media ormai) ma soprattutto per una regia fantastica. D’altra parte sempre di Ridley Scott si tratta, no? Vedere cavalli galoppare in mezzo a onnipresenti nubi di fumo fa sembrare il tutto ambientato tra le nuvole in cielo (Il Regno del Paradiso del titolo), e alcune inquadrature riescono a parlare da sole (quella del muro di Gerusalemme crollato visto dall’alto è un capolavoro di espressione dati i presupposti). Dal punto di vista della sceneggiatura si trovano molti momenti degni di nota e dei contenuti attualissimi e universali, nonostante le già menzionate lacune a livello di dialoghi che culminano con una frase pacchiana e non necessaria alla fine del film che vi lascio scoprire da soli.

Senza le pretese di realismo e le pecche di cui sopra avrebbe potuto essere un capolavoro (visto anche il coinvolgimento di attori di un certo spessore quali Liam Neeson e Jeremy Irons), ma così rimane un buon kolossal, diretto perfettamente e dai buoni spunti di riflessione etici, morali, sociali o religiosi, rendendo giustizia ad entrambe le parti in causa (Cristiani e Musulmani), vittime delle macchinazioni dei folli che detengono il potere.

Il fatto che poi venga sponsorizzato come il film DAL REGISTA DE IL GLADIATORE (e non de I Duellanti, Thelma & Louise o Blade Runner) lascia ben intuire il target a cui si rivolge.

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Discussione

Un pensiero su “Kingdom of Heaven

  1. mi dispiace non approvo assolutamente il tuo commento…i personaggi non assolutamente caratterizzati, forse l’unico effettivamente è Saladin, ma veramente pochissimo…le guerre fanno solo eco a quello del Signore degli anelli, di positivo non hanno nulla!per me pollice in giu! 😀 ciao ciao!

    Pubblicato da sile81 | 14 maggio 2005, 10:27

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