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L’Ultima Sera di Carnevale

di Carlo Goldoni

Teatro Outoff

regia di Lorenzo Loris

con

Sara Bellodi, Serena Brindisi, Martina De Santis, Cecilia Di Donato, Margherita Giacobbi,

Sara Urban, Renato Avallone, Daniele Bonaiuti, Daniele Gaggianesi, Vincenzo Giordano,

Mario Gualandi, Giorgio Paiano, Antonio Peligra  

Consulenza drammaturgica:   Luigi Lunari

Musica e canto: Silvia Girardi

Movimenti e danza:  Elisabeth Boeke

Scene: Fabrizio Palla  e  Daniela Gardinazzi

Costumi: Enza Bianchini  e  Nicoletta Ceccolini

Luci: Paolo Latini  e  Luca Siola

Foto: Dorkin

“…In fondo di questa Commedia è un’allegoria, che ha bisogno di spiegazione. Essendo io in quell’anno chiamato in Francia, e avendo risolto di andarvi, per lo spazio almeno di due anni, immaginai di prender congedo dal Pubblico di Venezia col mezzo di una commedia…"

Ottimo spettacolo in scena dal 21 di febbraio al 19 marzo prossimo all’Outoff di Milano, questa pièce di Goldoni riesce a divertire e commuonvere al contempo, mostrando uno spaccato della vita quotidiana di un mercante di tessuti veneziano, di sua figlia Domenica, degli amici più o meno strani e bizzarri durante, appunto l’ultima sera di Carnevale.

Nonostante le bizzarie e la baraonda causata dai personaggi (interpretati dai bravissimi attori del terzo anno della rinomata scuola Paolo Grassi), è l’amore a farla da padrone, o meglio parone. L’intera vicenda è infatti recitata in dialetto veneto, e se all’inizio può cogliere un po’ impreparati, a lungo andare e "sintonizzandosi" con l’ambientazione non ci si può tratenere dal sorridere a sentire modi di dire, battute e tormentoni tipici del dialetto lacustre.

Ed è proprio Amore, quello tra Anzoletto/Goldoni e Domenica/Venezia: proprio a detta dell’autore l’intera opera non è altro che un parallelo del suo forzato abbandono della Serenissima. Un mix di recitazione classica, canzoni (brevi), ballo e avanguardia (data la scena, volutamente scarna e alcune tecniche poco classiche di proiezioni e suoni). Una spassosa opera d’addio del Goldoni rappresentata davvero con successo e leggerezza, ma non per questo senza impegno, anzi.

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