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Philip K. Dick, Senza categoria

Io Sono Vivo. Voi Siete Morti.

1928 – 1982.
Solo la vita di un amante dei paradossi come Philip K. Dick poteva avere come estremi due date  così.
Moriva infatti prematuramente 25 anni fa (il 2 marzo) una delle menti più geniali della letteratura contemporanea, stroncato dall’ennesimo infarto.
Si tratta di quel Philip K. Dick che sta venendo riscoperto e tanto sfruttato dal cinema da qualche anno a questa parte, e al quale finalmente viene riconosciuto il giusto merito.
Convinto di essere il sogno di sua sorella gemella morta durante il parto, visionario e secondo alcuni profeta di un futuro inevitabile, fu l’autore di alcuni romanzi memorabili.
Da Ubik, considerato uno dei suoi capolavori, a Ma gli Androidi Sognano le Pecore Elettriche? (ispirazione per il Blade Runner di Ridley Scott), da L’Uomo nell’Alto Castello a Un Oscuro Scrutare, dalla trilogia di Valis a La Penultima Verità, ci si trova di fronte a un’opera omnia assolutamente imperdibile.
E non solo per gli appassionati di fantascienza mainstream (che l’hanno già eletto da tempo come guru e maestro, forse a volte in maniera acritica, ponendolo quasi allo stesso livello di Asimov), ma tutti dovrebbero affrontare almeno una volta qualcuno dei suoi romanzi più introspettivi.
Già il cinema lo sta facendo, riconoscendogli la paternità di certe idee (la serie di Matrix su tutte) e apprezzando solo a posteriori messaggi che forse, negli anni ’60 erano “scomodi” o comunque venivano attribuiti alle stravaganze dell’epoca, alle quali effettivamente quell’appassionato di musica classica e scribacchino aderiva senza remore.


E ancora oggi noi siamo qui, a stupirci di come alcune idee potessero scaturire dalla mente di un soggetto paranoico (era convinto che Nixon ce l’avesse con lui per qualche oscura ragione), drogato (l’uso che Dick faceva di sostanze stupefacenti non è di certo un segreto) e instabile (parecchi matrimoni e divorzi hanno contraddistinto la sua vita sentimentale) come lui.
Il mondo devastato da guerre e inquinamento, società multi-etniche e sovrappopolate (splendido esempio ne è il 1998 de Il Dottor Futuro), regimi totalitari (come l’Asse de L’Uomo nell’Alto Castello, che ha vinto la Seconda Guerra Mondiale generando un presente alternativo), poteri mentali (come quelli prensentati ne I Simulacri o in Noi Marziani) e la morte di Dio (“Dio è morto. Hanno trovato la sua carcassa nel 2019. Galleggiava nello spazio vicino ad Alpha Centauri.”, come viene affermato in I Nostri Amici di Frolix 8) sono solo alcuni degli elementi ricorrenti nella sua opera.

 

Affrontare Dick senza scadere nel banale è difficile, ma vale la pena tentare di capire come mai solo negli ultimi anni sia quasi “risorto”, con una prolifica e a volte inedita edizione di alcuni suoi scritti grazie alla Fanucci prima (che sta inoltre per pubblicare Il Paradiso Maoista, un suo volume finora inedito in Italia del ’49 e dove si parla di una sorta di “invasione” cinese, oltre a ripubblicare 25 volumi in edizione celebrativa) e all’industria cinematografica poi.
Alcune soluzioni alquanto improbabili per la risoluzione di problemi moderni, diverso contatto con la realtà (e quindi la finzione, il virtuale, che ci accompagna sempre di più in un’era tecnologizzata come la nostra) e visione della società disillusa e cinica costituiscono degli elementi che rendono sicuramente appetibile, quanto meno per sdrammatizzare in maniera grottesca la situazione disastrosa nella quale siamo finiti al giorno d’oggi.
Sovrappopolazione? Basta ibernare e mantenere in stasi tutti gli abitanti improduttivi! (Svegliatevi, Dormienti!). Guerra? Basta creare delle armi di cui nessuno potrebbe sospettare, come dei giocattoli, apparentemente innocui ma in grado di entrare nelle case di tutti i nostri nemici! (Il Sognatore d’Armi). Attentati e criminalità? Usare dei veggenti per prevenire i crimini e sbarazzarsi delle ipotetiche minacce sarebbe la soluzione ideale! (Minority Report). Religione? Perchè non crearci un messia comodo da seguire, che ci prenda in giro con false promesse in un’inutile ricerca di qualcosa che non esiste? [qualcuno ha pensato: “già fatto”?] (il mercerismo di Ma gli Androidi Sognano le Pecore Elettriche?).

 

Un autore prolifico quindi, con le idee chiare nonostante le apparenti incoerenze e bizzarrie che costellano i suoi romanzi e racconti brevi: Occhio nel Cielo è chiaramente stato scritto sotto l’effetto di stupefacenti, e non è l’unico suo lavoro ad essere frutto di un rapporto assiduo con le droghe e gli allucinogeni. Tra questi, svariati racconti brevi o meno come La Città Sostituita costituiscono un corpus interessante e da prendere con le dovute precauzioni, mentre per quel che riguarda i suoi capolavori (che però non gli hanno mai fruttato premi o riconoscimenti) non si può dire lo stesso.
La storia di Joe Chip e dei suoi sfortunati compagni di viaggio (da intendere anche nella sua accezione inglese – “trip”) che in Ubik lottano disperatamente contro una degenerazione che li sta consumando uno a uno, o ancora  il Ted Bentley di Lotteria dello Spazio (il primo romanzo pubblicato di Dick), che cercando un semplice lavoro diventerà parte fondamentale nel logicissimo e intricatissimo gioco dal quale dipende il destino dell’Universo, sono racconti impregnati di forza evocativa e spietate regole con le quali i protagonisti devono fare i conti loro malgrado, pena il loro annientamento sia a livello fisico o mentale.

 

Per andare ad approfondire il suo pensiero, per cercare di capire cosa passasse per la testa di un simile genio (decisamente incompreso perchè all’avanguardia) posso solo suggerirvi un paio di volumi:
– Io Sono Vivo. Voi Siete Morti di Emmanuel Carrère (biografia romanzata)

– Confessioni di un Artista di Merda (romanzo autobiografico)

Sono passati 25 anni da quando è morto, e se la società in cui viviamo sta lentamente andando verso lo sfacelo (come aveva forse previsto?), è anche vero che idee come le sue stanno diventando sempre più di moda, e influenzano sempre di più se non la nostra vita, almeno l’arte, la filosofia e la narrativa moderna, decretandone quindi una sua non solo attualità, ma vera e propria rinascita.
Ma se allora pensiamo che Dick è morto (quando non lo è), se aveva davvero previsto tante cose, chi se la sente di escludere a priori che facciamo tutti parte di un suo visionario sogno?

 

In Rete:

 

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WIKIPEDIA

UN SAGGIO di Carlo Pagetti

FANUCCI EDITRICE

LA GNOSI DI P.K.DICK

 

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Discussione

3 pensieri su “Io Sono Vivo. Voi Siete Morti.

  1. Bel post davvero, concordo sulla sua grandezza. Dopo le sue opere precedenti (“scorrete lacrime” e “ubik” su tutte) ho letto da poco la trilogia di Valis, su di essa ho anche scritto qualcosa. Sai dov’è la tomba della foto, Berkeley? Mi piacerebbe visitarla un giorno.

    Pubblicato da Aramcheck | 12 marzo 2007, 14:10
  2. Si, credo proprio che si trovi a Berkeley…

    Pubblicato da Kalyth | 12 marzo 2007, 15:44

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  1. Pingback: Philip K. Dick – I Giocatori di Titano « Kalyth's blog - 7 giugno 2012

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