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Paradise Kiss

di Ai Yazawa

volumi: 5 tankobon (10 edizione classica, 5 nella versione Collection)

edito da: Planet Manga

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PARADISE KISS su AI Yazawa’w World

L’ANIME

Yukari Hayase è una studentessa come tante, fa’ il suo dovere nonostante le pesi studiare ed è innamorata del suo compagno Hiroyuki.
Tipico incipit per uno shojo.
Un giorno però la sua vita viene sconvolta dall’incontro con Arashi, uno studente dell’Istituto Yazawa di moda, che la introduce all’Atelier, un ex-locale trasformato in base operativa dai ragazzi della Paradise Kiss, il cui sogno è vincere il primo premio alla sfilata di fine anno e poi, possibilmente, diventare stilisti.
Loro la vogliono come modella per la sfilata, e vedere tanta passione verso un sogno così difficile da raggiungere scatena in Yukai qualcosa che la farà cambiare, progressivamente, mentre si scontra con Joji quello col quale che avrà un rapporto più turbolento e importante. E tra litigi, fraintendimenti, passione e freddezza, i 10 volumi che compongono la serie nella prima edizione italiana (5 nella Collection) scorrono che è un piacere, lasciando quell’amarezza in bocca tipica delle storie della Yazawa, molto più mature e meno disilluse rispetto ai sogni ad occhi aperti dal lieto fine tipici di autori come la Yoshizumi o Katsura.
Il tratto qui non è ancora ai livelli di NANA, è meno morbido e più spigoloso, più netto e ordinato, senza essere però mai asettico come ad esempio il CLOVER delle Clamp.
Paradise Kiss è il seguito indiretto di Cortili del Cuore, e infatti incontreremo alcuni personaggi già noti ai lettori della prima serie, che però non è indispensabile conoscere per apprezzare quest’opera.
Le uniche cose davvero fastidiose a mio avviso sono 1) il carattere della protagonista (che piange sempre!!!), 2) la conclusione mooolto sbrigativa e 3) i costumi esagerati dei protagonisti, che sfoggiano abiti davvero TROPPO pacchiani e ridondanti.
Da notarte che nel 2005 ne è stata tratta anche una serie animata, il cui character design è stato affidato nientemeno che a Nobuteru Yuuki (Escaflowne, Lodoss War…) e di cui vi propongo il trailer in inglese…

 

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Discussione

8 pensieri su “Paradise Kiss

  1. posso essere d’accordo con il fatto che la protagonista piange un pò troppo…
    per quanto riguarda i vestiti “pacchiani e ridondanti” sì è vero, però questo manga è una sottospecie di continuazione di Gogkinjo Monogatari, nel quale la protagonista si vestiva in modo decisamente eccentrico, tutti i protagonisti per la verità avevano un loro stile. La Yaza non fa altro che riprendere quei modelli e “gonfiarli” un pò.
    Finale un pò troppo affrettato, sì, ma non avrei visto un’alternativa migliore. Il tutto è incentrato sulla sfilata, di conseguenza: finita sfilata, finito manga.

    La tua recensione capita proprio a puntino. Ieri sera ho finito di vedere l’anime. Ben fatto direi. E’ stata una visione piacevole.
    Adesso proseguo la lettura del blog

    Pubblicato da Siria04 | 23 aprile 2007, 20:42
  2. The Rocky Horror Picture Show

    Apoteosi dark. “Rocky Horror Picture Show” ha portato in trance il popolo della notte (ma non solo). Azzurri e rossi gli occhi, tacchi a spillo, giarrettiere, ombelico in vista, unghie affilate e grandi cappelli e pelle, tanta pelle su cui assaporare pori altrui. Una fisarmonica stordente e contagiosa, febbricitante. Questo è il “Rocky Horror”, con la sua carrellata di brani-cult, da “Time Warp” a “Sweet transvestite”, da “I’m going home” a “Double feauture”. Il musical di Richard O’Brein è un inno alla bisessualità e alla trasgressione. Un’opera teatrale dal ritmo mulatto, meticcio, scene gonfiate da una vitalità gargantuesca, raffiche di doppi sensi e doppi sessi come se piovesse. E infatti piove quando Brad e Janet, due sposini impacciati e candidi che, causa un guasto alla macchina, finiscono a “Frankestein Place”. Metafora, immagino io, del “battello ebbro”. Frank, creatura onirica, famelica e gran puttanone su cui si depositano tutte le ambiguità del mondo, gioca a chi è bravissimo a scacchi, ma poi si ritrova un disastro nella vita. Ha con lui uno stuolo di servi, Riff-Raff, Magenta, Colombia e fantasmi vari, tutti iniziati alla poetica del ‘non sognatelo: fatelo!’ O meglio ‘non sognatelo: siatelo!’, pare suggerire sibillinamente la commedia gotico noir…
    (Continua, come sempre per chi è interessato).

    Ciao, ogni tanto irrompo, scusami. E’ un modo per confrontarsi con chi conosce la musica perché la fa o la usa a suo uso e consumo. Come me. E ovvio che puoi ignorare questo scritto come fosse un cleanex usato in una zona industriale alle 2,38 di notte e tutto impiastricciato nonché filamentoso. Il mio è solo un avviso, nella “convinzione” che forse quello che ho scritto può interessarti. Inutile spiegarti del “Rocky horror”, so che lo conosci già. Ed è per questo che ti chiedo un giudizio *TUO* sulla commedia monumento alla psichedelia e al travestitismo issato come emblema di una rivoluzione sessuale “sorridente” e cinica.

    Se ti va passa per lasciare una tua traccia sul “Rocky horror” di Richard O’ Brein.

    Ciao, Matteo.

    Pubblicato da MatteoTassinari | 24 aprile 2007, 01:26
  3. Un salutino……….
    Vado, l’ammazzo e torno!!!!
    Ehehheeh… scherzo.
    Vado solo a riposarmi un po’…..
    D.

    Pubblicato da ddrake | 24 aprile 2007, 10:25
  4. certo che mi va…
    kiss
    mari

    Pubblicato da CrazyDiamond84 | 25 aprile 2007, 22:22
  5. Grazie di essere passata a trovarmi… la musica di sottofondo sul mio blog e : Kiss the Rain by Yiruma…
    sono contenta che ti piaccia.
    Il tuo blog e anche molto bello… passero dopo con piu tempo.
    Un caro saluto….G.

    Pubblicato da amicadellaluna | 26 aprile 2007, 15:23
  6. Grazie di essere passatA a trovarmi!!!
    Ancora???

    Non sono una lei!!!

    Cmq ti aspetto…

    Pubblicato da Kalyth | 28 aprile 2007, 13:14
  7. Buona la recensione…anche a me la protagonista non è piaciuta tanto…di questo fumetto (come avrai notato nel mio blog) ho adorato Miwako! Per quanto riguarda il finale concordo con te, mentre per quanto riguarda i vestiti è proprio lì il suo bello, è una sorta di mondo a sè! Comunque, complimentissimi di nuovo*

    Pubblicato da HachiEve | 28 aprile 2007, 14:42
  8. nuuuu…è bellissimo Parakiss! Proprio per gli abiti pacchiani che sono meravigliosi XD ma d’altra parte è un “marchio di fabbrica” Yazawa quando si parla di moda…A me è piaciuto molto, chissà, forse perchè mi ritrovavo in Yukari ^^” non credo che la conclusione sia affrettata, ma anzi appropriata: non avrebbe avuto senso protrarre la storia ulteriormente 🙂

    Pubblicato da Galadwen | 29 aprile 2007, 09:34

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