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Videogame Nostalgia 01) Sega Mega Drive Top Ten

Nuova rubrica dedicata al retrogaming e ai giochi che mi hanno segnato come giocatore e grazie ai quali posso dire di sapere l’inglese e di avere un lavoro che mi piace e che mi permette di mantenermi…

Cominciamo dalla console a 16 bit di Sega, uscita nei primi anni ’90 e all’avanguardi asu tutti, soprattutto sulla rivale Nintendo, che allora vantava un piazzatissimo NES e il GameBoy, che però non potevano nemmno competere con la potenza della Mega Drive.

Prenderò in esame titoli usciti in esclusiva per ciascuna console, tralasciando tutti quei giochi che sono usciti su più piattaforme. QUI potete trovare invece una lista di TUTTI i giochi usciti su MD.

E dopo ogni gioco ho inserito (e inserirò, quando possibile) le longrun, cioè i video dell’intero gioco. Ovviamente è mpossibile farlo per i Role-Plying game, che sono troppo lunghi da giocare “di fila”. Per vedere di cosa si tratta e cercare i vostri preferiti vi rimando a World of Lonplays.com!

 


01) Phantasy Star IV
Quando la serie di Final Fantasy era famosa solo in Giappone, in europa Sega aveva già cominciato ad importare la sua serie di JRPG, a partire dal Sega Master System (ovviamente il primo Phantasy Star sarà nella classifica dedicata a quella console) e ancora oggi pubblica capitoli di questa epopea che, in verità, ha purtroppo perso di vista le sue radici. Ma ai tempi, questo gran finale della storia legata al sisteama solare Algo, ai 3 pianeti rimasti dopo l’esplosione di Palma (in PSIII) e il relativo esodo, il ritorno di Dark Force e le storie personali di Chaz, Alys, Rune, Griz e tutti gli altri rappresentavano uno degli esempi più fulgidi di come, senza avere la tecnologia moderna, si potesse raccontare una storia in modo appassionante, intelligente, con un contorno e un’interfaccia perfetti e uno sviluppo dei personaggi limitato e lineare (ma solo per gli standard di personalizzazione a cui siamo abituati al giorno d’oggi) decisamente azzeccato.

 

 

02) Thunder Force IV
Lo sparatutto per eccellenza, Thunder Force IV non è al primo posto di questa classifica solo per l’eccessiva difficoltà che lo contraddistingue, talmente alta che nella cartuccia originale era stato implementata l’opzione di attivare i crediti infiniti per dare la possibilità di giungere al termine a tutti i giocatori. Il resto è un’esperienza per i tempi sublime: una grafica incredibile, sprite giganteschi e combatttimenti frenetici, un arsenale di armi classiche ma non scontate, upgrade e una profondità di gameplay fino ad allora insuperata. Una colonna sonora varia ed esaltante, e una miriade di livelli diversissimi tra loro e memorabili: scontri spaziali, invasioni planetarie, incursioni tra i ghiacci di un pianeta congelato, combattimenti con boss di fine livello enormi e tantissimo altro fanno di Thunder Force IV il miglior gioco del suo genere, anche oggi.

 

 

 

03) Wonderboy in Monster World
A metà strada tra un platform e un’avventura, il quinto capitolo della serie Wonderboy rappresenta un’avvincente e lunghissimo excursus super deformed in un mondo fantasy di stampo prettamente “manga-style” in gado di catturare anche il più scettico dei giocatori. Migliorando le caratteristiche che hanno reso celebre Wonderboy and the Dragon’s Trap su Sega Master System (aspettatevi di veere anche quello nella relativa classifica), l’avventura di Shion inizia in un modo molto banale: il mondo è in pericolo e lui decide di salvarlo. Nessuna principessa rapita, nessuna ricompensa favolosa, solo la voglia di fare del bene e potersi fregiare del titolo di Eroe. Lungo, splendido a vedersi (alcuni paesaggi sono graficamente incredibili, basti pensare al villaggio delle fate, alla terra dei draghi o alla regione dei ghiacci) e caratterizzato da un livello di difficoltà in continua crescita ma calibrato ottimamente, una trama principale ottima e tanti segreti, WBiMW è un vero gioiello di game design ed epos videoludico.

 

04) Sonic 2
Il primo gioco di Sonic fu in grado di salvare il mercato dei videogiochi. Il Super Nintendo e la conseguente ripresa del settore erano lontani, ma il porcospino blu di Sega portò una ventata di aria fresca in un mercato che ristagnava su se stesso. Era la prima volta che un gioco poteva vantare una tale velocità senza alcun rallentamento o calo di framerate, una giocabilità così immediata e priva di inutili fronzoli, risultando però al contempo completo e appassionante. Sonic 2 fu in grado di migliorare tutto questo, ripetendo la formula vincente ma aggiungendo elementi nuovi che lo elevano a miglior titolo della serie. L’entrata in scena di Tails, la volpe a due code fedele spalla del nostro, un level design più raffinato e vario, dei livelli bonus graficamente impressionanti in 3D resero Sonic 2 un must buy per i possessori del Mega Drive.

 

 

05) Streets of Rage II
Negli anni ’90 in sala giochi ci furono 2 episodi che cambiarono per sempre il modo di videogiocare, ed entrambi sono targati Capcom. Se infatti Street Fighter II creò un genere (quello dei picchiaduro a incontri, venendo clonato, copiato e imitato innumerevoli volte), prima ancora Final Fight raffinò il concept di Double Dragon rendendolo obsoleto e facendo scuola. Ma se Nintendo si accaparrava tali licenze sulla sua nuova console a 16 bit, poteva Sega restre a guardare? Ovviamente no, ed ecco nascere la serie Streets of Rage.Se il primo episodio era ancora un po’ acerbo e presentava delle ingenuità notevoli, SoRII poteva benissimo essere paragonato al gioiello Capcom, e anzi, in alcuni frangenti gli era superiore. Quattro personaggi tra cui scegliere, con stili ben diversi di combattimento, tanti livelli attraverso i quali aprirsi la strada non solo a mani nude, ma anche con armi di fortuna (tubi, spranghe, coltelli e via dicendo), con azioni combinate tra i giocatori e una serie di mosse speciali incredibili che rendevano il semplice “turbine” di Final Fight un’insignificante escamotage per liberarsi dei nemici intorno al personaggio. Se poi si pensa che tecnicamente il gioco era una vera perla di grafica e sonoro, con brani techno fantastici per allora, Streets of Rage II non può assolutamente non essere presente in questa classifica.

 

06) Gunstar Heroes
Un altro titolo difficilissimo dopo Thunder Force IV, questo fu il gioco che rese celebre il team di sviluppo Treasure e lo consacrò tra i migliori nel settore, cosa che venne confermata, a mio avviso, con il bellissimo Guardian Heroes su Sega Saturn molti anni dopo. Impossibile non impazzire per e con questo capolavoro di frenesia e azione che, nonostante il look poco serio, presentava una profondità immensa: tantissimi tipi di armi, livelli geniali e genialmente congegnati, non un attimo di respiro e un’orgia di personaggi, proiettili e quant’altro ad affollare lo schermo riuscendo a mantenere sempre e comunque una giocabilità perfetta e senza risultare mai frustrante come invece poteva fare Contra Hardcorps, ennesimo capitolo della serie targata Konami che per contro risultava un’esperienza decicata solo agli harcore gamers. Bellissimo e osannato da tutti, Gunstar Heroes rappresenta un’esperienza incredibile che, pubblicata nel periodo di massimo splendore della console Sega, diventò presto un termine di paragone col quale la concorrenza dovette fare i conti e che è stato addirittura ripresentato quest’anno su Playstation Store, da scaricare e giocare su PS3.

07) Ranger X
Altro titolo fantascientifico, altro action/shoot’em up difficilissimo ma assolutamente rivoluzionario e un po’ complicato, Ranger X fu un tentativo di rivoluzionare un genere riuscito, ma solo in parte. E non perchè il comparto tecnico non fosse all’altezza, anzi: proprio il fatto che fu rilasciato in un periodo in cui il Mega Drive stava passando di moda fa capire quanto ormai gli sviluppatori fossero abituati a programmare su questa console. Grafica e sonoro sono al top per le potenzialità della console, e vestire i panni di una specie di robot pesantemente armato e agilissimo in livelli intricati e mai lineari, ma anche da esplorare lo rendono un vero precursore. Il difetto (unico) di Ranger X risiede nella giocabilità.
Se infatti nei soliti giochi di questo genere siamo di fronte a controlli semplici e intuitivi, lo stesso non si può dire di quelli dello sparatutto in esame. Controllare un robot in grado di sparare in due durezioni diverse in base alla pressione di un tasto o di un altro, in grado di volare e, nel contempo e con lo stesso pad, controllare ANCHE la sua moto indipendentemente, all’inizio poteva risultare davvero molto ostico. Ma una volta abituati al sistema di controllo, affrontare i livelli e creare delle azioni fino ad allora impensabili poteva risultare assolutamente gratificante ed esaltante.

08) World of Illusion
Il primo gioco Disney su console Sega fu Mickey Mouse: Castle of Illusion, un divertente e coloratissimo excursus in mondi fantastici attraverso le sale di un castello magico. A questo primo successo seguirono Fantasia (mediocre titolo ispirato al capolavoro musicale), Quackshot (mitica avventura stile Indiana Jones con protagonista Paperino) e poi, finalmente, questo World of Illusion. NOn più un castello da esplorare, ma un mondo intero, stavolta non solo nei panni di Topolino, ma anche di Paperino, in un ottimo esempio di multiplayer in cui la collaborazione poteva risultare fondamentale. Grafica spettacolare e fiabesca, camei di personaggi e situazioni celeberrime e una giocabilità per allora insuperabile facevano di WoI un titolo che esaltava le qualità del Mega Drive,
elevandolo alle tanto mirabolanti ed esaltate capacità del rivale SNES, che poteva vantavre chipset ovviamente più potenti. Un gioco da sogno, da vivere con gli occhi di un bambino, ma non ingenuamente: anche i giocatori più smaliziati si trovarono davanti una vera sfida difficilmente etichettabile come infantile solo a causa dei suoi contenuti.

 

09) Strider
Abbiamo già parlato di Capcom e di quanto negli anni’90 fosse importante (perché, oggi invece?), ed ecco qui quella che poteva tranquillamente essere presa come prova del futuro successo di questa software house, soprattutto in ambito casalingo. Conversione dell’omonimo coin-op, Strider su Mega Drive è la versione migliore in assoluto di questo classico gioco d’azione. Nei panni di Hiryu, una specie di ninja del futuro, dovrete sconfiggere il Grandmaster, che ha costruito la Terza Luna, una stazione spaziale dalla quale vuole conquistare la Terra. Armati solo della spada al plasma e della sua straordinaria agilità dovrete affrontare le orde di nemici, soldati, robot, bestie e chi più ne ha più ne metta fino a giungere al confronto finale con la vostra nemesi. Strider era uno dei primi giochi del Mega Drive, e mostra una perizia di programmazione enorme, presentandosi sotto un aspetto audiovisivo incredibile, e facendo della semplicità del suo gameplay un punto di forza. Ottimo, sotto tutti i punti di vista.

 

 

 

10) Ecco the Dolphin
Ecco the Dolphin è un altro esempio di esperimento riuscito al 99%. Nessuno prima di allora aveva anche solo osato pensare un gioco del genere. Un delfino, un oceano da esplorare, un mondo da salvare. Semplice e lineare come concept, questo classico si presentava ai tempi come una vera sfida, misterioso e tutt’altro che facile, ma intrigante e pieno di fascino. Nei panni di Ecco, il goicatore doveva muoversi attraverso livelli incredibilmente articolati e tutti ovviamente ambientati sott’acqua, trovando un modo per riportare sulla Terra tutti gli esseri viventi risucchiati, all’inizio del gioco, da un vortice spazio-temporale. Durante la sua ricerca il nostro scoprirà segreti al limite dell’incredibile, visiterà luoghi magnifici (come l’antica biblioteca dei cristalli che contiene tutto lo scibile universale) e affronterà sfide sia naturali (squali, meduse, pescecani) che extra-terrestri. Un gameplay dinamico e veloce, un protagonista solo apparentemente anonimo nel suo mutismo ma al quale ci si affezionava prestissimo e un’ambientazione tra le più suggestive (almeno per allora) ne fecero un classico che è stato riproposto più e più volte, anche in versione 3D, sull’ormai defunta console Dreamcast. Mitico, in tutti i sensi.


 

Ovviamente non solo questi dieci meriterebbero di essere giocati e approfonditi, ma tanti altri titoli furono in grado di fare la storia della console a 16 bit di Sega, apportando novità, nuovi concept, innovazione. Basta pensare a Comix Zone, a Columns, a Robocop vs Terminator, Jungle Strike, la serie di Shining Force, Micro Machines, NBA Jam, Landstalker e tantissimi altri per scoprire alcuni gioiellini imperdibili che hanno saputo racchiudere tanto in così poco spazio (4 o 5 mega ogni cartuccia!). Un’epoca d’oro.

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Discussione

2 pensieri su “Videogame Nostalgia 01) Sega Mega Drive Top Ten

  1. Eh eh…quanti ricordi….!!!
    Penso che anche il post che ho appena scritto ti interesserà…. 😉

    Pubblicato da SpiderCi | 18 ottobre 2009, 17:16

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  1. Pingback: The Adventures of Batman & Robin « Distant Visions - 25 agosto 2012

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