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I 100 più grandi chitarristi metal

Autore McIver Joel
Prezzo € 20,00
256 pagine
Editore Tsunami

 

Joel McIver, giornalista musicale già autore di monografie dedicate a Metallica e Slayer, questa volta si dedica solo alle 6 corde, cercando di stilare una specie di classifica mondiale.
E come da premessa, solo di METAL si parla, quindi i vari Steve Vai, Joe Satriani e compagnia non sono compresi nelle pagine di questo volume.

L’ottima rassegna/analisi di McIver racconta per ogni shredder non solo le origini e le influenze, le band in cui ha militato o le capacità, ma ne descrive anche i punti di forza e le debolezze (non che i chitarristi presentati abbiano davvero dei punti deboli…).
Questo processo si rivela in verità un po’ difficile se affrontato solo tramite la semplice carta stampata, e infatti a conclusione di ogni "capitolo" il paragrafo "Momento geniale" ci viene in aiuto, citando titoli caratteristici e pezzi da ascoltare per comprendere meglio ciò che ci è stato spiegato a parole.

Man mano che si prosegue nella lettura e si scala la classifica lo spazio dedicato ai vari axemen risulta più ampio, e se per le posizioni dalla 100 alla 20 magari solo alcuni paragrafi vengono dedicati a ciascuno, verso la fine anche diverse pagine verranno impiegate per descrivere le vite, le passioni e lo stile dei protagonisti di questo grosso affresco dalle tinte decisamente forti.

Ovviamente non vi svelerò le posizioni finali, che rivelano una sorpresa (almeno per me, la numero 1, anche se pensandoci potrebbe essere azzeccata), ma vi posso anticipare che la maggior parte dei musicisti elencati in questo libro fanno parte di gruppi trash e death metal, i due generi forse più veloci in assoluto.

Tra classici chitarristi come Adrian Smith (Iron Maiden), Glen Tipton (Judas Priest) o Kerry King (Slayer), troviamo alcune nuove leve come Alexi Laiho (il prodigioso leader dei Chidren of Bodom), Matt Tuck (Bullet for my Valentine) o Corey Beaulieu (Trivium), ad indicare che non importa l’età, la formazione sociale o la nazionalità: non c’è niente da fare, il metal è qualcosa che ti scorre nel sangue.

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