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Ritorno a Silent Hill

Ho parlato di molti videogiochi su questo blog, ma non ho mai preso in esame questa serie di survival horror targata Konami.
Purtroppo, col passare degli anni e con l'avanzamento tecnologico, la serie che ha contribuito a creare un genere, ha perso smalto, fino a raggiungere con Silent Hill: the Room (il quarto capitolo della saga), il conflitto tra gli appassionati.
Le sperimentazioni adottate hanno portato alcune novità che hanno fatto piacere ad alcuni e hanno deluso molti.

Ma ovviamente un franchise come questo non poteva essere abbandonato, ed è stato recentemente messo in mano al dipartimento statunitense della software house di Pro Evolution Soccer e Castlevania, per vedere se fosse stato in grado di infondere nuova linfa vitale ad un concetto che, ormai, sembra ristagnare da anni.
Se i primi 3 Silent Hill erano dei veri capolavori, tornare in città dopo il film di qualche anno fa potrebbe non essere più la stessa cosa.
Va vediamo come è stata trasformata/utilizzata la cittadina lacustre più spaventosa del mondo.
 

Silent Hill Origins (2007)

Originariamente pubblicato su PSP, Origins rappresenta un ottimo compromesso.
Da una parte, atmosfere familiari, location già viste e situazioni simili sembrano voler avvertire il giocatore di un deja vu un po' insistente, dall'altra alcune meccaniche nuove (nei combattimenti soprattutto), una trama che svela alcuni nuovi dettagli sul passato di Silent Hill e la portabilità del titolo lo resero un gioco da non perdere.
Silent Hill Origins è Un gioco breve e piuttosto facile se paragonato agli altri capitoli, ma rappresenta un'esperienza di tutto rispetto.
Nei panni di Travis Grady, arriverete a Silent Hill giusto in tempo per salvare una bambina dall'incendio della sua casa.
Legati al destino di questa bimba, vi ritroverete ad esplorare non solo la città, ma anche le location più famose come l'Alchemilla Hospital o il Riverside Motel, per scoprire la verità sul tormentato passato del protagonista.
Ovviameente la versione PSP risulta graficamente più gradevole che non la sua conversione su PS2, che visualizzata su un monitor normale o su un TV di ultima generazione perde davvero molto in qualità, ma non in atmosfera.

 


Silent Hill Homecoming (2008)

Primo capitolo next-gen della serie, Homecoming (che ne è ufficialmente il quinto capitolo) è stato accolto con una tiepidità generale un po' da tutti, fan e non.
La storia di Alex, di ritorno dalla guerra e alla ricerca del fratellino Josh, in una Silent Hill profondamente mutata dalla sua partenza si rivelerà però molto intima e introspettiva, con non pochi momenti degni dei primi episodi, che rischieranno di risultare scontati a volte, proprio a causa della "ingombrante" presenza di Silent Hill 2, che ha portato il dramma familiare in una nuova dimensione videoludica.
Grafica e sonoro splendidi (anche se non all'altezza delle ultime release PS3 e X360), ancora una volta nuove meccaniche legate al combattimento (il fatto che Alex sia un soldato aiuta non poco nei momenti più concitati e d'azione), unite ai punti di forza della saga fanno di Homecoming un gran bel gioco se non avete giocato i capisaldi su PSOne e PS2, mentre in caso contrario rimane una storia a se' stante piuttosto godibile, anche se non senza difetti.

Silent Hill Shattered Memories (2009)

Pubblicato su Wii come remake del primo, storico Silent Hill (1999, PSOne), Shattered Memories è una svolta radicale all'interno della serie.
Meccaniche di gioco stuiate appositamente per la console Nintendo, un'introduzione che funziona da test psicologico per permettere al software di "giocare con voi", e una storia che è diventata ormai un classico, rendono Shattered memories un esperimento molto particolare.
Sotto forma di seduta psichiatrica infatti il gioco rappresenta i ricordi di Harry Mason, protagonista del primo capitolo, così come presenti nella sua mente a posteriori.
Grande stratagemma narrativo per permettere al tutto di presentarsi in maniera diversa, più moderna, e per giustificare eventuali discrepanze.
Un'interfaccia visualizzabile tramite smartphone, l'assenza di combattimenti veri e propri, e alcuni elementi estrapolati da alcuni concorrenti (come il fotografare i fantasmi, chiave della serie Fatal Frame/Project Zero) rendono Shattered Memories un vero must buy su Wii, dove i giochi "maturi" scarseggiano, mentre su PS2 perde molto.
Sia in termini di grafica, sia di giocabilità. Se l'aspetto visivo nemmeno su Wii raggiunge le vette dei titoli PS3 e X360, rimane comunque un gradino più in alto rispetto alla seconda console Sony, e per quel che riguarda i movimenti da effettuare tramite Nunchuk e Wii remote, beh, sono stati implementati/sostituiti da alcune movenze da rendere tramite la levetta destra del pad, con risultati piuttosto inutili.
Comunque, rimane un gioco da provare se vi interessa rivisitare un classico in maniera totalmente originale.

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