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American Vampire

di Scott Snyder e Stephen King
disegni di Rafael Albuquerque

Planeta DeAgostini

Considerare i "fumetti" made in USA come semplice intrattenimento per ragazzini, al giorno d'oggi, è un errore madornale.
E se lettori attenti e assidui come il sottoscritto ne sono a conoscenza da anni ormai, per fortuna esistono anche serie, ogni tanto, che riescono a ricordarlo anche a chi questo media non lo conosce affatto.
Rischiando di risultare monotono, citerò il Sandman di Neil Gaiman, il Watchmen di Alan Moore, o il Sin City di Frank Miller come baluardi del genere.
Ma se questi nomi ai "non addetti ai lavori" potrebbero risultare totalmente sconosciuti, sicuramente non lo sarà quello di Stephen King.
L'autore di alcuni dei romanzi horror più famosi della storia infatti è sempre più coinvolto in questo media che sta prendendo sempre più piede e in modo sempre più serio, accostandosi finalmente alla letteratura, come merita.
Se infatti King stesso sta vedendo trasposta in serie a fumetti la sua saga della Torre Nera dalla Marvel, eccolo finalmente partecipare attivamente alla creazione di una storia nuova e fresca, nonostante i generi che unisce siano già consolidati e conosciuti.
Grazie a Scott Snyder, già autore della serie Vodoo Heart e alle matite di Rafael Albuquerque, nasce il primo volume di questo American Vampire, scritto da Stephen King stesso.


L'idea alla base è ottima: raccontare una storia che vede Skinner Sweet, fuorilegge americano di fine '800, e intrecciarla con quella di Pearl Jones, aspirante attrice hollywoodiana che vive negli anni '20.
Quindi una storia di far west e una di charleston che apparentemente poco hanno in comune l'una con l'altra, se non il fatto di essere due caratteristiche ambientazioni associabili alla storia degli Stai Uniti.
Ma se alla base di tutto poi mettiamo l'elemento horror, i vampiri del titolo, cosa succede?
Che la storia prende una piega incredibile.


La storia è raccontata per metà in stile Intervista col Vampiro, tramite il racconto di un giornalista americano che narra delle vicissitudini che l'hanno visto alla ricerca di Skinner Sweet per tutta la vita. e per l'altra metà attraverso gli occhi dell'ingenua ma forte e volenterosa Pearl Jones.
Questa, una malaugurata sera, abbocca ad un tranello di alcuni nosferatu ricchi produttori cinematografici e viene uccisa, o almeno così credono i succhiasangue che la aggrediscono.
A farle il solito "dono", ci penserà proprio Skinner Sweet, che rappresenta una nuova versione di vampiro, che non teme la luce del sole, più forte e potente dei suoi antenati europei con i quali è in conflitto.
E alternando le due narrazioni, King nel primo volume ci porta dal 1880 al 1925, per abbandonare il viaggio e lasciarlo nelle mani di Snyder e Albuquerque per il secondo volume che, speriamo, non tardi a farsi vedere anche qui da noi.

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