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Metallized!

Dopo Art of Gaming, webzine con la quale collaboro da anni ormai e che si occupa di videogiochi, da un mese circa faccio parte anche della redazione del sito Metallized.it, ottima webzine di informazione musicale con anche un forum per tutti gli appassionati di metal!
Ecco qui quindi gli incipit dei pezzi che sono stati pubblicati finora.

Richie Kotzen – Peace Sign
Eclettico. Ecco come può essere definito un guitar player come Richie Kotzen. Dagli esordi negli anni '80 fino al presente, infatti, molteplici sono state le collaborazioni, le comparsate, i camei del nostro, e questo Peace Sign può essere visto come la summa di questa trentennale carriera.
Il chitarrista/cantante americano infatti ha raccolto un pool di dodici brani (+1 cover/bonus track dell'edizione giapponese) semplici ma mai banali, sobri nonostante la maestria del virtuoso di Philadelphia. Abbandonate le velleità da shredder che lo contraddistinguevano inizialmente, ora il nostro sembra alla ricerca di qualcosa di nuovo, di più impegnato e impegnativo dal punto di vista lirico/cantautoriale rispetto alle sue esperienze non solo con Poison e Mr.Big, ma anche rispetto alla sua carriera solista. Si tratta infatti del secondo disco nel giro di pochi mesi, dato che il precedente lavoro, The Road, viene pubblicato a inizio 2009.

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Yngwie Malmsteen – Relentless
Dopo due dischi controversi come Angels of Love e la raccolta High Impact, ecco il nuovo lavoro di Malmsteen con il gradito ritorno alla voce di Tim "Ripper" Owens (già membro di Judas Priest ed Iced Earth), che ormai collabora con il nostro guitar hero dal 2008, anno di pubblicazione di Perpetual Flame. Se vi era piaciuto proprio quel disco di tre anni fa, saprete di certo cosa aspettarvi da questo nuovo lavoro in studio: heavy metal neoclassico in cui la Fender del velocissimo shredder fa da padrona, con solos e riff paurosi ed un tono che ormai ben conosciamo, nonostante alcune ruffianate hard rock e strategie per rendere l'ascolto un po' meno riservato "agli addetti ai lavori". Ovviamente la qualità e la tecnica del nostro sono indiscutibili, ma anche la pretenziosità e l'egocentrismo di un interprete come Malmsteen rimangono indubbi in quest'occasione.

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Alberto Rigoni – Rebirth
Rebirth, breve ma intenso.
Ecco come si potrebbe definire questo lavoro dell'italiano Alberto Rigoni, già membro del gruppo prog TwinSpirits e del duo Lady & the BASS. Il talentuoso bassista trentenne di Treviso infatti ha appena dato alle stampe un lavoro sicuramente di grande effetto ma di breve durata. Quarantatre minuti per nove brani di genere misto, che lasciano intendere, per chi non lo conoscesse, di cosa è capace il nostro.

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Glen Drover – Metalusion
Metalusion: metal fusion. Fusion e metal insieme. Più che appropriato.
Freschissimo di pubblicazione, questo disco di debutto solista del chitarrista ex membro dei Megadeth e fondatore degli Eidolon è difficile da trattare: composto da 10 tracce, di cui 5 composizioni originali ed altrettante cover di giganti della musica a sei corde (ma non solo), l'album di Glen Drover lascia trasparire un aspetto che da lui forse non ci saremmo aspettati, abituati come siamo a sentirlo accompagnare Mustaine e soci.

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