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Videogame Nostalgia 02) Sega Master System Top Ten

Seconda top 10 dei giochi del passato, questa volta andiamo ancora più indietro nel tempo rispetto alla prima parte dedicata al Sega Mega Drive.
Era il lontano 1987, avevo 6 anni, e ancora ricordo il giorno in cui mio padre regalò a me e mio fratello la console a 8 bit di SEGA, il Master SYstem, conosciuto in Giappone con il nome di Mark III, con due titoli purtroppo che non fanno parte però di questa classifica (World Grand Prix e Space Harrier).
Quello fu l’inizio di tutto.
E allora, ecco i 10 giochi migliori di questa storica piattaforma alla quale bisogna dare tutta la colpa per le ore e diotrie perse davanti ad uno schermo dal sottoscritto.
Che ricordi!

01) Phantasy Star
E come per la classifica passata anche questa trova in cima alla lista un capitolo della mitica serie di JRPG targata SEGA.
Una storia fantastica, ricca di intrighi e colpi di scena, nonostante la linearità dei giochi di allora, ma soprattutto una grafica pazzesca per una semplice console a 8 bit.
Se i personaggi durante le esplorazioni non erano proprio splendidi, bastava assistere a una delle “cutscene” o ancora meglio entrare in un dungeon per trovarsi a bocca aperta (ai tempi, ovviamente) data la fluidità del tutto.
Se consideriamo che su PC girava Eye of the Beholder in quegli anni, capirete il perché di tanto entusiasmo.
Un gioco grandioso, lunghissimo e avvincente che potete giocare scaricandolo sulla Virtual Console Wii o, se conoscete il giapponese, in uno splendido remake in versione SEGA AGES per PS2 all’interno di Phantasy Star Generation 1. L’inizio di una leggenda.

 

02) Wonder Boy in Monster Land
Antenato e precursore del terzo gioco nelle classifica precedente, Wonder Boy in monster Land fu uno dei primi titoli a mischiare action, platform e RPG insieme.
Mischiare sapientemente l’abilità con il pad e la strategia necessaria ad essere sempre equipaggiati di tutto punto, un sacco di segreti e sfide diverse, esplorazione e stereotipi fantasy occidentali lo resero un titolo convertito su numerose piattaforme.
A differenza del suo successore a 16 bit però, in questo titolo del 1988 non era possibile effettuare alcuna sorta di backtracking, cosa che sminuiva leggermente la sensazione di libertà.
Quindi una grande avventura, limitata dall’impossibilità di non dover ricominciare ogni volta e da una struttura a livelli un po’ forzata.
Nonostante molti preferiscano il seguente Dragon’s Trap a questo, l’innovazione partì da questo gioco.

03) Golvellius
Come fare a descrivere Golvellius senza dire “come Legend of Zelda 1 e 2″? Impossibile, e infatti: Golvellius, targato Compile, anno 1988, costituisce quello che possiamo definire un clone dei primi due capitoli della serie di giochi di ruolo Nintendo per antonomasia,
Una lunga avventura fantasy durante la quale il nostro protagonista dovrà esplorare un mondo di gioco vasto e formato da diverse schermate visualizzate dall’alto.
Da questa “mappa di gioco” il nostro potrà accedere ai dungeons, che si dividono in due tipologie: livelli dalla visuale laterale in stile platform o ppure con visuale dall’alto con scorrimento verso l’alto che ricordano molto alcuni sparatutto.
Alla fine di ogni dungeon, ad attenderlo, ci saranno gli immancabili boss.
E comee nei più famosi giochi che l’hanno ispirato, ogni volta acquisirete delle armi o degli oggetti che vi garantiranno di sbloccare nuove aree della mappa, fino a raggiungere (circa un’ora dopo, conoscendo il gioco a memoria) il combattimento finale.
Graficamente ottimo, Golvellius riesce a rubare molto bene dai suoi illustri ispiratori, meritandosi un posto molto alto in classifica.
Peccato che non sia tutta farina del suo sacco. Ma va bene o stesso.

04) Black Belt
Nonostante la copertine che non c’entra davvero NULLA (e le conversioni dei giochi da Jap a US sono sempre state delle ciofeche graficamente, soprattutto negli anni ’80, ma ne riparleremo…), bastava accendere il SMS e vedere la schermata iniziale per capire davanti a cosa ci trovavamo.
A confermare poi quanto fosse un gioco di Kenshiro (guardate anche qui)camuffato da picchiaduro generico c’erano i nemici che esplodevano, i 4 generali del primo stage, il primo boss che attacca come Shin e l’immancabile “Uatatatatatatatatatatatatata!” con il quale il protagonista finisce i nemici alla fine di ogni livello.
Insomma, prima che anime e manga fossero sdoganati pienamente anche in occidente, SEGA aveva prodotto un gioco di Ken il guerriero migliore di molti titoli che l’hanno succeduto negli anni, nonostante la tecnologia incredibile del giorno d’oggi.
Sei livelli di cazzotti e calci a orde di poveri malcapitati, azione e frenesia, per un gioco breve ma intenso in grado di divertire tanto per i tempi.
Lo adoravo.
Oggi è rintracciabile nella collezione SEGA AGES in un gioco che ne contiene anche il remake (di dubbia qualità).

05) Psycho Fox
Prima che Sonic facesse la sua velocissima comparsa sulle console SEGA, la compagnia giapponese aveva cercato diverse volte di farsi una mascotte.
E se Alex Kidd (cfr. l’ottava posizione di questa classifica) era stato il primo prototipo, Psycho Fox costituiva un passo davvero di classe verso la direzione presa successivamente.
Platform e velocità estrema sono infatti gli elementi caratterizzzanti di Psyco Fox, entrambi punti di forza del porcospino blu che sarebbe nato di lì a qualche anno.
Ma a differenza di Sonic, Psyco Fox era molto più simile a Super Mario: livelli pieni di segreti, oggetti e potenziamenti da utilizzare e la possibilità di trasformarsi in diversi animali con caratteristiche proprie ne facevano uno spassosissimo gioco, per niente facile.
Bellissimo e in grado di farsi giocare e rigiocare un sacco di volte, anche grazie alla follia e la visionarietà tipicamente Jappa che permea tutto quanto!

06) Zillion II
Le collaborazioni delle software house con le case produttrici di anime e manga in Giappone sono sempre state una cosa assolutamente ordinaria, molto prima che, ad esempio Namco e Bandai si fondessero.
I.G. Production e SEGA, nel 1987, producono infatti il primo Zillion, serie animata e omonimo videogioco fantascientifico che univa le meccaniche di Impossible Mission e il primo Metroid, ma non con grandi risultati.
Il suo seguito invece era un gioco composto da livelli divisi sparatutto “motorizzato” (vedere il video per capier meglio).
Veloce, ottimamente realizzato e con una buona colonna sonora, Zillion II si lasciava giocare piacevolmente senza essere troppo facile, ma pronendo una sfida continua.

07) Fantasy Zone
Se vi avessero detto, prima della nascita di Parodius e di Pop’n’Twin Bee, che era possibile fare uno sparatutto con grafica “tenerosa” e risultare credibili ci avreste mai creduto?
Anni prima delle follie Konami dei succitati titoli, SEGA creava Fantasy Zone, un gioco difficilissimo (non sono mai finito a finirlo) in cui prendere il controllo di Opa-Opa (altra mascotte di SEGA, seppur per breve tempo).
Scopo del gico: trovare e distruggere tutte le basi dei nemici in ogni coloratissimo livello prima di accedere allo scontro con il boss e distruggere anche lui.
Tramite poi un sistema di negozio errante era possibile acquistare potenziamenti vari e incrementare così velocità, potenza di fuoco e altro.
Ottimo, davvero realizzato con cura e, successivamente, potenziato in versione 16 bit con Super Fantasy Zone su Mega Drive.

08) Alex Kidd in Shinobi World
Geniale. Ecco come parlare di Alex Kidd in Shinobi World, quarto installment della serie dedicata alla prima vera mascotte di casa SEGA.
Citando un altro suo classico da sala che aveva spopolato anche in versione casalinga (Shinobi appunto), ma anche ridicolizzandolo e trasformandolo in un platform “pacioccoso”, gli sviluppatori sono riusciti a creare un titolo divertentissimo.
Non solo faceva ridere assistere alle parodistiche avventure del nostro eroe in versione ninja, ma la sfida era anche entusiasmante grazie a una giocabilità ottima, controlli ben calibrati e una realizzazione ottima, con sprite super deformed e idee geniali (il secondo boss è il migliore) che prendono in giro in maniera irriverente le più seri(os)e avventure del ninja nero protagonista dell’omonima saga.

09) Cloud Master
Altro sparatutto super deformed davvero ottimo, Cloud Master era una delle prime trasposizioni della saga dello scimmiotto di pietra tanto cara ai fan di Dragon Ball.
E altro titolo davvero ben realizzato e difficile da affrontare con strategia.
Potenziamenti e bonus da acquistare, stile grafico cinese super deformed e un sacco di azione assurda erano gli ingredienti di questo gioco semisconosciuto la cui struttra ricorda non poco quella del succitato Fantay Zone.

10) Kenseiden
L’unico elemento che impedisce a Kenseiden di essere in cima a questa lista è la sua estrema difficoltà dovuta a una giocabilità a volte frustrante.
Platform d’azione di ambientazione giapponese/fantasy-mitologico, questo titolo vi metteva nei panni di un samurai ache si oppone alle forze demoniache che infestano il giappone feudale.
Una lunghezza piuttosto elevata, possibilità di backtracking, elementi “da rpg” (affrontare determinati livelli vi permetteva di sbloccare nuove abilità), una grafica ottima e audio adeguato concorrevano a fare di Kenseiden un capolavoro che però, proprio a causa di problemi legati alla giocabilità potevano rendere l’esperienza di gioco a volte davvero problematica.

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