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PS3, Senza categoria

Dead Space 2


Due anni fa EA è riuscita a rinverdire un genere, quello dei survival horror, con un titolo incredibile, che mischiava le atmosfere di Silent Hill a quelle di Solaris e Event Horizon, creando un capolavoro targato Visceral Games.
Quel gioco era Dead Space.
Sono passati 24 mesi ed ecco, immancabile, il seguito.
Ambientato 7 anni dopo gli eventi del primo capitolo, Dead Space 2 ci vede di nuovo nei panni (scomodissimi) di Isaac Clarke.
Questa volta però non è a bordo della sua nave di soccorso, bensì si trova ricoverato presso un ospedale psichiatrivo dello Sprawl, un quartiere dell’immensa Titan Station, una sorta di città sospesa nel vuoto siderale.
Ad averlo sconvolto sono stati gli eventi di cui è stato l’unico sopravvissuto 7 anni prima, in particolar modo la morte di nicole, la sua ragazza.
La poveretta infatti aveva accettato di lavorare sulla USS Ishimura proprio su suggerimento del nostro, che ora è tormentato dal senso di colpa.

Isaac, tenuto in vita e in osservazione, si troverà (inaspettatamente, vero?) a dover fuggire dalla sua cella di detenzione durante un attacco delle mostruose creature note come necromorfi che avevano decimato l’equipaggio della Ishimura.
Dalla sua parte, Ellie, una ragazza inizialmente diffidente e tosta, che cercherà di fuggire insieme a lui e Stross, un altro pazzo che sembra sapere come eliminare la minaccia che deriva dal quartiere governativo dell’installazione.
Ovviamente le cose andranno sempre peggio, in una continua ricerca di vie di fuga e di un modo per fermare la continua nascita delle mostruosità aliene.
Durante il tragitto, come la volta scorsa, dovrete far tesoro di ogni proiettile, medikit o potenziamenti per la tuta che indossate, pena trovarvi in situazioni dalle quali sarà impossibile sfuggire.

Naturalmente i punti in comune col primo capitolo sono molteplici: alla fine si tratta dello stesso genere di gioco.
Quindi i punti di forza sono stati mantenuti integri e, a volte anche migliorati. PArliamo di una grafica ancora più sbalorditiva, con modelli e ombre molto più dettagliati, una giocabilità immediata e intuitiva, e un’atmosfera incredibile, aiutata molto da un sonoro di prim’ordine e alle musiche di Jason Graves, già autore dell’accompagnamento musicale di Dead Space 1.

E dato che il titolo di questo gioco presenta un “2”, la domanda nasce spontanea: ce n’era bisogno?
La risposta, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è affatto scontata e non è liquidabile con un semplice SI o NO.
Oltre alle succitate migilorie, le differenze tra questo e il prequel non sono infatti da sottovalutare.
La caratterizzazione del nostro alter-ego è parecchio più significativa: Isaac adesso ha una vera personalità, e una voce, oltre a vedersi anche in volto, cose che nel primo Dead Space erano state accuratamente evitate per dare al giocatore un livello di immedesimazione più profondo.
Altra novità non da poco è rappresentata da una modalità multiplayer che ricalca quelle viste in Left 4 Dead: a turni, i giocatori potranno impersonare umani e necromorfi, cercando di sopravvivere (i primi) e di annientare i nemici (i secondi) per portare a termine determinati obiettivi e poi vedere le parti invertite.

Gli (unici) aspetti negativi di DS2 sono costituiti solo da un’eccessiva linearità nel level design, e vista anche la possibilità di chidere alla vostra tuta dove si trova il prossimo traguardo, ci troviamo in una sorta di ècastello degli orrori futuristico in cui l’unica cosa da fare è proseguire fino al prossimo savepoint e al prossimo capitolo.
Non che la cosa sia facilissima, soprattutto alla vostra prima partita, anche a livello di difficoltà normale, alcune sequenze si faranno parecchio complicate.
I non moltissimi puzzle disseminati per la stazione poi non sono difficilissimi, e richiedono, il più delle volte, di essere risolti tramite il modulo cinetico o con la stasi, graditi ritorni dal primo capitolo e utili ancche in battaglia.
Dead Space 2 in sintesi si presenta come un “more of the same, much more of the same”: più sangue, più mostri, una durata più longeva, più cose da fare, più splatter.
E proprio questo gli è valso non poche critiche, con l’accusa di diventare quasi una parodia del primo capitolo, viste le esagerazioni in tutti i sensi.

Ma il vero punto di forza della produzione Visceral Games rimane l’atmosfera indiscussa che questa seconda esperienza nello spazio profondo è in grado di trasmettere.
Che si tratti di sequenze all’interno della stazione, a gravità zero, nello spazio o su un satellite, Dead Space 2 si presenta come uno dei migliori titoli disponibili al momento.
Certo che se non ne potete più di uccidere zombi/mostri/alieni o non vi piace la fantascienza, o ancora il genere proprio non vi piace, allora cercate altrove, ma un’occhiata io gliela darei.

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