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New X-Men di Grant Morrison

Che le storie degli eroi di case editrici come Marvel e DC siano costantemente a rischio di incasinamento totale è un dato di fatto.
L'avvicendarsi di sceneggiatori diversi sulle pagine di ogni testata costituisce sia un pro che un contro.
L'aspetto positivo è che spesso in questo modo alcuni autori riescono a giocare, re-interpretare o anche stravolgere i personaggi di cui prendono le redini e presentarne delle versioni sempre più al passo coi tempi e con le mode o a svecchiare serie che sembravano ristagnare (qualcuno ha detto Neil Gaiman, Sandman?).
Troppo spesso invece, purtroppo succede che le libertà che si prende qualcuno, per sfornare idee apparentemente buone, col senno di poi si rivelano grosse cantonate, dando così adito ai famosi/famigerati "reboot" cui tutte le serie sono purtroppo soggette.
E mi viene in mente quando Peter Parker/Spider-Man fu definito clone di se stesso per lasciare il ruolo di protagonista a Ben Reilly/Scarlet Spider, o ancora ai vari Robin che si sono succeduti sulle pagine di Batman, per non parlare dell'evento più grosso e importante di tutti: la morte di Superman ad opera di Dan Jurgens.
Proprio a causa di una continuity così lunga e frastagliata, con tantissime testate mensili, non mi sono mai avvicinato stabilmente agli X-Men dell'universo Marvel classico: conosco i personaggi chiave e a grandi linee gli eventi più significativi, ma non sono un esperto.

Per rimediare, ho approfittato dell'Universo Ultimate datato 2001 (devo scrivere uno speciale anche su quello) e della testata Ultimate X-Men, che purtroppo pare essersi conclusa dopo lo stravolgimento (appunto) che è stato Ultimatum.
Ma ora? Cominciare ad acquistare una qualsiasi serie in fumetteria sarebbe un suicidio.
Quindi non mi resta che attingere ai volumetti che, sempre più spesso (per fortuna) costellano gli scaffali delle librerie.
Leggendo in internet ho trovato proprio questa lunga saga raccolta in 5 volumi (in Italia, da Panini) che contiene l'opera omnia di Grant Morrison sulle pagine di X-Men (dal numero 114 del luglio 2001 al nummero 145 di ottobre 2003 negli Stati Uniti), con tanto di cambio di titolo in "New" X-Men.
E devo dire che averli recuperati (alcuni a fatica) è stata proprio una mossa azzeccata.

Grant Morrison, se siete appassionati di fumetti, sicuramente lo conoscete.
Altrimenti, potete informarvi QUI. Vi basti sapere però che, insieme a Mark Millar e Garth Ennis, è considerato uno degli autori più irriverenti del momento.

Scritta (a detta di Morrison stesso) per rendere cool gli X-Men come lo erano ai tempi di Claremont e Byrne o quando li disegnava Jim Lee, questa serie, disegnata da diversi interpreti grafici, rappresenta la sua opera più lunga, insieme a Doom Patrol per la Vertigo e 52 per la DC Comics.
Ma è meglio procedere con ordine, tante e tali sono le cose da raccontare e prendere in esame in questi volumi.

 

Vol. 1 – E come Estinzione
Il primo volume di questo ciclo contiene due mini-serie.
La prima, che da il titolo al volume, è composta da 3 episodi e, nonostante l'importanza degli eventi narrati, risulta piuttosto veloce e, in parte, superficiale.
E come Estinzione vede il gruppo di mutanti composta da Bestia, Ciclope, Jean Grey, Wolverine e, in un secondo momento, Emma Frost, dovranno affrontare la minaccia di Cassandra Nova per la prima volta.
Questa telepate potentissima scatenerà un plotone di nuove sentinelle contro Genosha, con l'aiuto dell'ignaro nipote di Bolivar Trask (creatore dei robot stermina-mutanti).
Sviluppare una storia così importante e caratterizzata da un climax così potente, a mio avviso, avrebbe meritato un po' più di tempo, soprattutto vista la rivelazione finale.
Così com'è, l'effetto è un po' troppo veloce, nonostante le idee siano davvero ottime.
Altra mancanza purtroppo è costituita dall'assenza totale di un recap di quanto successo in precedenza, cosa che potrebbe spaesare qualsiasi nuovo lettore (come il sottoscritto) che non avendo seguito gli episodi precedenti non sa a cosa si riferisc Jean quando parla del cambiamento di Ciclope o dell'involuzione della mutazione della Bestia.
Dopo un breve episodio singolo (Stanze del Pericolo), dove si approfondisce appunto la questione di Hank/Bestia e Xavier parte per lo spazio con la sua vecchia fiamma Lilandra dell'impero Shi'Ar, passiamo ad un'altra mini-serie intitolata Germ Free Generation.
In questi altri tre episodi, gli X-Men, abbandonati dal loro leader, devono vedersela con la minaccia di John Sublime, che è deciso a raccogliere il DNA mutante per creare dei potenziamenti umani e poter combattere ad armi pari una guerra contro i portatori del gene X.
Inoltre, viene introdotto un nuovo personaggio, la quattordicenne di colore Angel, il cui potere mutante la trasforma in una specie di ragazza-insetto con tanto di ali e succhi gastrici acidi.
Verrà catturata dal gruppo di Sublime e salvata da Wolverine, mentre Ciclope ed Emma Frost, tornata ufficialmente nel gruppo, si occuperanno del capo dell'organizzazione.
All'Istituto di Xavier, intanto, le cose si fanno bollenti e, alla fine, siamo lasciati con un cliffhanger che spiega alcuni avvenimenti di Stanze del Pericolo e lascia aperta la strada per il volume successivo.
Frank Quitely è un ottimo disegnatore, ma forse, per rivoluzionare il look degli X-Men, con nuove divise e aspetto moderno, ci sarebbe voluto qualcuno di più "esagerato".
Il suo tratto pseudo-realistico infatti a volte fa sembrare proprio brutti i protagonisti di questi primi 7 episodi e dei successivi: la sua presenza sarà confermata fino al terzo volume, Rivolta Mutante, dove verrà sostituito da Chris Bachalo.
Un inizio "col botto" quindi, letteralmente, ma appunto, forse un po' sbrigativo.

 

Vol. 2 – Imperiale
Secondo volume della serie, secondo sconvolgimento,seppur minore, nel mondo degli X-Men.
Si inizia con Silenzio: Slavataggio Psichico in Corso, episodio pubblicato nel febbraio del 2002 che fa parte dell'iniziativa 'Nuff Said, che vide tutte le testate Marvel proporre quel mese storie mute.
Un viaggio onirico di Jean ed Emma nella mente del Professor X in coma, intrappolato nel corpo di Cassandra.
E se Frank Quitely non aveva convinto tantissimo nel primo volume, nonostante il tratto poco convincente, direi che con questa prova si riscatta a pieni voti: il volume pubblicato da Panini presenta infatti in coda la sceneggiatura dell'episodio in questione, e il modo di interpretare le istruzioni di Morrison risulta, con questo documento allla mano, davvero straordinario.
E proprio alla fine di questo primo episodio, lo shock: "Il Professor X cercò di uccidere la sorella gemella quando erano ancora entrambi nel ventre della madre. Dobbiamo parlare."
Queste sono le uniche parole pronunciate, alla fine dell'episodio, da Jean, di ritorno dall'excursus psichico.
E da qui in poi è il caos: Cassandra Nova, nel corpo di Xavier, riesce a portare il caos tra le fila dell'Impero Shi'Ar, mandando il plotone di guerrieri più potenti al comando di Lilandra sulla Terra, contro gli X-Men.
Questi ultimi, provati dagli eventi del volume precedente e in preda a un'influenza debilitante che di casuale ha ben poco, rischiano di soccombere durante lo scontro.
Per curare il corpo in fin di vita di Cassandra, in cui è rinchiuso il loro leader, Scott parte alla ricerca di Xorn, un mutante di creazione recente sempre per opera di Morrison, il cui potere, tra le altre cose, è in grado di guarire gli altri mutanti.
E tra scontri furibondi con i soldati Shi'Ar comandati da Legionario e crisi d'identità.alla fine sarà solo affidandosi ad un vecchio nemico che gli X-Men potranno sconfiggere Cassandra.
In appendice, X-Men Annual 2001, con la presentazione di Xorn dopo uno scontro con il gruppo di John Sublime (vedi sopra), avvenuta quindi un anno prima degli avvenimenti di questo volume.
Imperiale non è un brutto volume, ma non mi ha cconvinto fino in fondo, vuoi per i cambi di matite da Frank Quitely a Igor Kordev, Ethan Van Sciver, Tom Derenick e di nuovo a Quitely, che rispetto agli altri fa un lavoro egregio, vuoi per il troppo caos generato attorno e all'interno all'Istituto con personaggi vecchi e nuovi che sembrano un po' non sapere qual'è il loro posto.
Ma solo l'episodio di testa, quello di coda e la sceneggiatura in appendice ne rendono meritaevole l'acquisto.

 

Vol. 3 – Nuovi Mondi
E dopo la devastazione di Genosha e l'attacco dallo spazio dei primi due albi, Nuovi Mondi si pone come volume di transizione, con toni decisamente meno epici e più "quotidiani".
Un salvataggio nel tunnel della Manica, la rivelazione di alcuni nuovi mutanti, un viaggio in oriente da parte di Jean e del professor X e una visita alla distrutta Genosha per sistemare alcuni problemi irrisolti sono solo eventi in preparazione dell'avvento di Kid Omega, una nuova minaccia il cui destino sarà risolto nel volume successivo.
E intanto si approfondisce uno degli elementi fondamentali dei protagonisti: lo sviluppo interiore.
Scott che deve tornare a capire cosa prova per jean e per Emma, Hank che si dichiara gay per mettere alla prova l'opinione pubblica e cerca di superare l'involuzione ulteriore della sua mutazione e Jean è alle prese con un'ipotetica resurrezione della Fenice.
L'unico a non cambiare, forse proprio perché fondamentalmente immortale, è Logan, che continua a fare quello che sa fare meglio, oltre a scoprire alcuni indizi su Arma XII, il prosieguo del progetto di cui è stato esperimento.
9 episodi di impatto minore, più rilassati e quotidiani come detto più su.
Ma forse, proprio per questo, più apprezzabili.
Soprattutto la prima storia, con protagonista assoluto Xorn alle prese con una tragedia familiare legata al gene X.
E come per i primi due volumi, anche stavolta l'artista principale è Frank Quitely, anche se non mancano sporadiche collaborazioni di Kordev, John Paul Leon e Ethan Van Sciver.

 

Vol. 4 – Rivolta Mutante
Rivolta Mutante riprende esattamente da dove ci aveva lasciato Morrison nell'ultimo volume, e cioè con la rivoluzione interna all'Istituto di Xavier da parte di Quentin Quire, il giovane Kid Omega che grazie al Kick, una droga in grado di potenziare le mutazioni e all'aiuto di alcuni suoi amici, porterà il caos all'interno della scuola.
Proprio durante l'Open Day, con umani in visita al centro. Sventati i piani di Quire, non a basso prezzo, si torna ad occcuparsi della quotidianità a casa X.
Con altri colpi di scena: Emma seduce Ciclope e i due vengono scoperti da Jean, il cui potere latente di Fenice si sta manifestando nuovamente.
In seguito a ciò, Emma viene trovata fatta a pezzi. Ma nemmeno Alfiere e l'androide Sage riescono a scoprire il colpevole.
Nel frattempo, Ciclope e Logan partono per una missione personale e, insieme a Fantomex, si dirigono verso il centro di Arma Plus.
Questo quarto volume, nell'economia della serie, si presenta come uno dei migliori, nonostante sia un altro volume di transizione (finisce una mini-serie e ne inizia un'altra).
E vede anche il passaggio definitivo delle matite da Quitely a un Chris Bachalo in formissima.
Nel finale anche i temi vertono verso la fantascienza, con un'escursione nello spazio che farà da apripista per lo sconvolgente finale della serie nel quinto volume.

Vol. 5 – Pianeta X
O meglio, la fine dell'operato di grant Morrison su New X-Men inizia col botto.
Una rivelazione incredibile che cambia di nuovo le carte in tavola e che coinvolge Xorn sarà la chiave di volta per la fine degli X-Men così ccome li conoscevamo.
Un cerchio cche si chiude quindi: se E come Estinzione aveva visto un genocidio mutante, questa volta, l'arcinemico del gruppo di eroi riesce a ribaltare per l'ennesima volta la situazione in suo favore.
Sì, Magneto, che non era morto durante l'attacco a Genosha del primo volume, è riuscito ad orchestrare tutto quanto quello che è succcesso nei volumi scorsi per sterminare il genere umano.
Ma se inizialmente sarà il vincitore, non si rende conto che i mutanti moderni non sono come lui e Xavier, e non sono pronti a seguirlo nella sua follia, risultando concausa della sua sconfitta, assieme al risveglio di Fenice.
E siamo a metà volume, quando Morrison cerca di fare il vaerso a Giorni di un Futuro Passato (celeberrima saga di Chris Claremont e David Byrne del 1981), proponendoci l'ennesima versione futuristica e post-apocalittica degli X-Men.
In questa mini di 4 numeri disegnata da Mark Silvestri e ambientata 150 anni nel futuro troviamo la Bestia trasformata e diventata un tiranno malvagio che cerca di impadronirsi dell'uovo di Fenice, per svegliarla e avere a portata di mano il potere supremo.
Nel frattempo, una resistenza formata da Cassandra nova, le 3 Naiadi, Logan e altri mutanti si troveranno a combattere le schiere di Crawler (mutanti creati in laboratorio da McCoy con i poteri e l'eredità genetica di diversi X-Men) per cercare di impedire all'avversario di realizzare il suo piano.
Ma questo futuro avrà, in qualche modo, ripercussioni sul presente del gruppo.
A Ciclope ed Emma, nel presente, rimane infatti la scelta: portare avanti il sogno di Xavier oppure no?

In conclusione, il ciclo di Morrison si ritaglia uno spazio memorabile all'interno della continuity dei Figli dell'Atomo nonostante l'alternarsi di alti e bassi.

HIghlights del ciclo sono sicuramente Emma Frost e la storia con Ciclope, finalmente sentore di cambiamento interiore e rinnovamento del personaggio.
Altri momenti davvvero degni di nota sono cotituiti dall'incursione "silenzionsa" all'inizio di Imperiale nella mente di Xavier, il personaggio di Xorn, ottimo fino alla rivelazione finale e l'idea generale di fondo, che vede il mutamento (come poteva essere altrimenti?) come base per grandi storie: i tempi sono cambiati nel mondo dei lettori ma non solo, le idee di Magneto, il bianco contro il nero, non valgono più.
Tra gli elementi deludenti invece citerei Fantomex: un mutante con una specie di astronave che fa il ladro e vive da riccastro; e ancora la quasi totale mancanza di informazioni sul resto dei personaggi. Dove sono Nightcrawler, Rogue, Kitty Pride e compagnia? Qualcuno appare ogni tanto (tipo Angelo che insegna a volare ad alcuni studenti), ma gli altri?
E ancora la rivelazione sull'identità di Xorn che si rivela essere una minchiata colossale (si veda il primo bellissimo episodio di Nuovi Mondi).

Giudizio sospeso invece sul Spettri dal Futuro: dopo un ciclo come l'Era di Apocalisse e tutte le altre visioni del futuro non si capisce se Morrison l'abbia fatto per racchiudere nei volumi a disposizione davvero TUTTO quello che si legge di solito nella serie (Arma X, le origini, mutanti e razzismo, lo scontro con Magneto, nuovi mutanti teste calde) o se abbia preso un abbaglio e abbia esagerato.
Ad ogni modo rimane un ciclo di storie scritte davvero bene, i cui dialoghi sono la parte migliore, insieme alle azioni di alcuni personaggi, che racchiudono più del solito degli esempi metaforici in grado di dare uno spessore ad una "semplice" serie a fumetti.

 

Altro in rete
Una discussione su DCLeaguers

Un'ottima analisi di Percival Constantine

La serie su Marvel Wikia

New X-Men su PopMatters

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Discussione

2 pensieri su “New X-Men di Grant Morrison

  1. Ma pensa! Io ho finito giusto sta mattina di leggere “Pianeta X” dopo un anno che lo cercavo. C’ho messo un macello pure io a cercarli ma alla fine ce l’ho fatta, erano volumi da avere se si ha voglia di capire il degno seguito di questa gestione Morrion & Friends (cioè Astonishing X-Men di Joss “Marvel’s Avengers” Whedon & John “Planetary” Cassaday che ti consiglio di recuperare) ma sopratutto se si è fan accaniti degli X-Men. E’ un peccato che tu ti sia avvicinato poco a questo gruppo, quando avrai un pò di danari da spendere usali per comprarti l’omnibus di Chris Claremont nel caso tu non li abbia ancora letti, sono le colonne portanti di questi personaggi e ti assicuro che saranno soldi spesi bene! Ma parlando di cose sèriè…

    Personalmente ho apprezzato tantissimo questi volumi nonostante Grant Morrison sia un mistero per me. Non ho mai avuto occasione di approfondire bene il suo stile comprando qualcos’altro di suo come per esempio “The Invisibiles” che voglio da una vita, mi sono limitato a farmi prestare da un amico i suoi lavori su “All Star Superman” e su “Batman” (che ha portato poi alla tanto decantata “Batman R.I.P.”) leggendo poi qualche intervista….e credo che sai un poco sfigato, non nel senso dispreggiativo del termine ma in senso buono, dalle interviste si capisce che non va pazzo per Batman e che il suo super-eroe preferito è Superman però la storia che ho letto sul “Uomo D’Acciaio” mi ha fatto davvero schifo (forse perchè provo un odio viscerale per il personaggio) mentre quella sul Cavaliere Oscuro è stata davvero una sorpresa e mi è piaciuta molto. Sfigato per questo, perchè è bravo coi personaggi che non gli piacciono, a volte, non sempre.

    Morrison ho avuto modo di conoscerlo qui, in un campo dove ho molta familiarità, gli X-Men e la Marvel e dove credo lui abbia trovato un’equilibro poichè essendo un supergruppo hai chi apprezzi e chi ti sta sulle balle e qui ha potuto sfoggiare svariate tecniche di narrazione apprese negli anni, fonderle assieme creando qualcosa di unico che magari molti fan hanno già visto in altre opere ma che per gli X-Men era qualcosa di completamente inedito. Se si analizza bene la gestione Morrison degli X-Men, almeno secondo il mio parere, si può trovare un tema centrale a cui credo che lo scrittore scozzese sia molto affezionato o sia bravo a scrivere, cioè la Caduta, il Confronto, la Resurrezione e il Nuovo Inizio. E’ un tema semplice alla fine, non dei più innovativi ma che Grant Morrison riesce a rendere speciale grazie a continui ritocchi e perfezionamenti nei dialoghi, nei particolari attraverso semplici comprimari storici (in questo caso, Wolverine e Bestia) oppure in quelli nuovi (Fantomex creato dalla stesso artista ed Emma Frost completamente rivisitata) in cui lo stesso scrittore riversa parte della sua personalità, della sua irriverenza e di quello che cerca in un personaggio. Se dovessimo cercare un protagonista credo proprio che sia Ciclope poichè è attraverso lui che meglio si spiega l’essenza stessa degli X-Men, Xavier avrà anche creato il gruppo ma è Scott Summers la vera essenza degli Uomini X come lo è Capitan America per i Vendicatori. Attraverso Scott si scopre come certe situazioni che ci mettono alle corde abbisognano non di un cambiamento interiore (poichè è già avvenuto) ma un cambiamento di quello che ci circonda e che possa sopportare quello che ora sia diventati mettendo in conto che ci sarà qualche perdita. Ovviamente non mancano le trame leggere che però fanno “tutto bordo” e portano all’inevitabile conclusione che dopo la fine ci sia solo un nuovo inizio. Analizzandolo ancora più bel dettaglio:

    E Come Estinzione = Abbiamo la Caduta che ci rende deboli e vulnerabili (esempio: milioni di mutanti morti e quelli vivi minacciati da Cassandra Nova che è un nuovo e apparentemente inossidabile nemico degli X-Men; Scott Summers e Jean Grey in crisi poichè Jean è sempre la stessa mentre Scott è distaccato e freddo, minacciati da Emma Frost che ci prova con lui; Bestia con delle prestazioni mutanti migliorate ma col terrore che ne vada della sua umanità)

    Imperiale & Nuovi Mondi & Rivolta Mutante = Abbiamo il Confronto ampiamente discusso poichè le tematiche viste nella Caduta erano davvero cupe e minacciose, nel Confronto anche se non siamo davvero consapevoli di come potremmo uscire da una situazione difficile l’istinto ci comanda di sopravvivere e non farci schiacciare, il Confronto ci costringe a ravanare nel passato per trovare coraggio ed affrontare la difficile situazione presente e quindi vivere meglio il futuro. Una volta che si è compreso questo, si è pronti per la resurrezione. Esempio: Cassandra Nova che si scopre gemella di Xavier (collegamento con il passato) che viene sconfitta da Emma Frost (Emma compie un’azione direttamente contraria al suo passato per vivere bene il suo futuro con Scott); Wolverine che con l’aiuto di Ciclope (collegamento con il passato) e di Fantomex (elemento presente) cerca di far luce sul suo oscuro passato (per vivere meglio il presente); il confronto tra Jean Grey e Emma Frost (passato e futuro di Scott in lotta per definire il suo presente); la rivolta di Quentin Quire che si spiega da sola (il presente senza base che minaccia il futuro poichè non ha un solido passato).

    Pianeta X = Il climax portato da Grant Morrison arriva alla sua epica conclusione con la Resurrezione e il Nuovo Inizio. Dopo aver affrontato la difficile situazione presente grazie in parte al passato si può finalmente vivere sereni nel futuro, cambiati nel corpo e nello spirito poichè il futuro è mutevole e bisogna sempre essere pronti a cambiamenti. Esempio: la morte di Jean Grey che consente a Scott di passare la vita con qualcuno pronto ad accettarlo così com’è ora; un Magneto incapace di adattarsi alla realtà dei fatti e incapace di mutare mentalità che per questo non riesce più a vivere nel mondo odierno (si può infatti considerare il Signore del Magnetismo come personaggio parallelo e Ciclope dove però il primo fallisce e il secondo riesce nel tentativo di mutare, così facendo Morrison mostra tutte e due le visione sia in caso di successo che di fallimento); e l’esagerato e dispotico futuro che mostra cosa succederebbe nel caso non si risorga. Una volta risorti non ci resta altro che vivere la vita in compagnia nel nostro cambiamento. Questo è il nuovo inizio, così come la fine di questa miniserie è solo un nuovo inizio per lo scrittore che verrà.

    Scusa per il lungo commento ma era da una vita che volevo esporre questa tesi, ti ringrazio per avermene dato l’occasione 🙂 complimenti per il blog e passa a trovarmi sul mio dove parlo anch’io spesso di fumetti. Alla prossima!

    – Symo

    Pubblicato da Symo | 16 giugno 2012, 11:20
    • Ciao Symo e grazie per l’intervento! Sarei davvero contentissimo di avere tutti lettori come te su questo blog!
      Grazie per l’analisi e i consigli di elttura: la prima la metterò a confronto con i volumetti magari durante una rilettura, i consigli sono apprezzati anche se in realtà conosco gli X-Men da sempre praticamente, anche se non li ho mai seguiti seriamente. I personaggi, le situazioni, i messaggi li ho ben presente, ma con così tanta carne al fuoco ho sempre preferito Spider-Man (anche per affetto nei suoi confronti).

      Tra l’altro la gestione di Whedon per metà l’ho letta (Lacerati, credo sia la seconda parte) e ora mi sono avvicinato all’universo mutante con Scisma.

      Ma la critica maggiore che faccio alla gestione Morrison, anche di Batman (come ho scritto nel post relativo) e di Superman, è che tende a voler prendere tutti i temi cari ai lettori, camuffandoli da citazioni, per farne una sua versione che, a mio avviso, non sempre funziona.
      Qui aveva a disposizione 75 numeri, e ha voluto PER FORZA inserire delle cose che sinceramente non avrei messo, come l’excursus futuristico, tema ormai affrontato da TUTTI praticamente, e che vede ne L’Era di Apocalisse il suo massimo (e irraggiungibile) esponente.
      E poi l’episodio iniziale di Nuovi Mondi poi, che ho trovato BELLISSIMO (come anche qquello muto all’inizio di Imperiale), viene annullato dalla rivelazione finale su Xorn, che non ha senso! Magneto non si sarebbe MAI comportato come fa Xorn in quelle pagine.
      E poi Fantomex e Arma 0. Mi sono sentito un po’ preso in giro, sembrava davvero voler rispolverare tutte le tematiche X, a costo di fare delle caxxate.
      Ho apprezzato invece moltissimo l’inizio di E come Estinzione, potentissimo incipit dalla drammaticità altissima e la ribellione di Quire e dei giovani nuovi mutanti (altro concetto, quello delle nuove leve, che continua a ripetersi).

      Se prendi poi Superman, stessa cosa: ci mette dentro la scoperta dell’identità segreta da parte di Lois, la loro storia d’amore, una nuova minaccia di Luthor, la morte di Superman ecc… insomma, sembra che ricicli le idee e le rivisiti in chiave propria. Piuttosto avrei preferito di gran lunga idee nuove, anche coraggiose e sfrontate: sappiamo che Morrison ne è capacissimo!

      Pubblicato da kalyth | 16 giugno 2012, 14:22

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