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Alice: Madness Returns

Dieci anni fa usciva su PC e su PS2 un titolo molto controverso che fece parlare molto di se.
Era American McGee's Alice, una versione distorta e horror della favola di Lewis Carroll: un titolo non solo confezionato ottimamente ma in grado, grazie alle sue idee allucinate, di crearsi un fandom davvero importante.
Quando EA, un paio di anni fa, ha annunciato di essere al lavoro su un gioco intitolato semplicemente "Alice", le aspettative erano già altissime.
E col passare del tempo non hanno fatto altro che aumentare.
Siamo arrivati al 2011, e due mesi fa (giugno) il gioco è uscito, incontrando non poche critiche.
Ma è davvero uscito così male, soprattutto visto il tanto osannato prequel?



Sono passati 10 anni dagli eventi narrati nel primo capitolo (disponibile come download grauito in questa versione), e Alice è sull'orlo della follia.
Il senso di colpa per la morte dei suoi genitori e della sua sorellina la sta dilaniando, e le sedute di terapia presso il professor Bumby non sembrano essere proficue come dovrebbero.
Alice è sconvolta, e tornare a rifugiarsi nel Paese delle Meraviglie non la aiuta.
Anche il mondo incantato in cui è migliore della sua controparte timida e impacciata sta trasformandosi: un treno infernale sta distruggendo tutto quello che trova sulla sua strada, radendo tutto al suolo.
Ovviamente solo Alice potrà salvare il mondo generato dalla sua fantasia, con un immanso sforzo di volontà che la vedrà avventurarsi in 5 lunghissimi capitoli di diversa ambientazione.
Per farlo, dovrà trovare tutti i suoi "amici" e cercare aiuto da loro.
Lo Stregatto, la Lepre Marzolina, il Cappellaio Matto, il Bianconiglio, il Brucaliffo e tutti gli altri sono presenti e disposti ad aiutarla (chi più chi meno), in cambio di alcuni favori che si trasformeranno in missioni lineari da portare a termine.

 


Alice: Madness Returns fa parte di quel genere misto che unisce platform e action e giocandoci più volte mi è tornato in mente quel capolavoro di Kingdom Hearts.
Qui non ci sono statistiche, HP, valori o altro, ma l'azione ricorda davvero tanto il gioco targato Square-Enix, aggiungendoci un pizzico di Devil May Cry.
È quindi possibile dividere ogni capitolo del gioco fasi di esplorazione e combattimento che continuano a ripetersi a catena.
L'aspetto esplorativo vi vedrà saltare da una piattaforma all'altra, superando baratri, trappole di vario genere e trovando, grazie alla possibilità di rimpicciolirvi, passaggi segreti e piattaforme invisibili per raggiungere bonus extra e zone altrimenti inaccessibili.
L'aspetto action invece è costituito dai combattimenti, molto strategici e impegnativi, soprattutto nei momenti più concitati che vi vedranno affrontare più avversari allo stesso tempo, ognuno dei quali da sconfiggere seguendo un particolare pattern d'attacco.
Per fare ciò, avrete a disposizione quattro armi potenziabili (non tutte da subito), due per affrontare i nemici a distanza e 2 in corpo a corpo, permettendovi di generare diverse combo.
Oltre a queste sezioni, sarà possibile incontrare puzzle piuttosto semplici o dei mini-giochi stile platform 2D che cercano di dare un po' di varietà.

 


Ma se sulla carta pare funzionare tutto bene, la pratica è ben diversa.
Purtroppo tutte le sezioni del gioco soffrono di difetti che abbassano il livello generale di un gioco che poteva essere davvero una rivelazione, come fu per il suo predecessore.
Le sezioni platform sono afflitte da alcune imprecisioni nelle collisioni con gli ambienti, e la telecamera (comunque controllabile) spesso riesce a spostarsi da sola rendendo impreciso o quasi azzardato ogni salto rendendo frustrante vedere Alice cadere nel vuoto per l'ennesima volta.
I combattimenti sono invece fin troppo facili una volta capito come sconfiggere ogni nemico e, per assurdo, più si va avanti e più sono semplici dato che avrete più armi e le starete potenziando con il proseguire del gioco.
Altro grosso  difetto della produzione EA è sotituito da una grafica che non è delle migliori purtroppo, con modelli poligonali assolutamente datati.
Ed è da riscontrare anche un'esagerata lunghezza dei livelli/mondi di gioco, che sono davvero esasperanti per colpa di una ripetitività di fondo che al giorno d'oggi sembra un errore davvero ingenuo.

 


Questa nuova avventura di Alice però non è proprio da buttare, anzi, una volta fatto il callo agli elementi di cui sopra, ci si trova davanti ad un titolo il cui punto di forza risiede nel design pressoché perfetto.
Architetture, paesaggi, idee e intuizioni all'interno del Paese delle Meraviglie in rovina sono tutte fantastiche, e più volte vi perderete di fronte ad alcuni passaggi davvero evocativi, siano essi i meccanisimi a vapore del Cappellaio matto, il castello di Carte della Regina di Cuori o la foresta del Brucaliffo.
Tutto, almeno a livello di progettazione è stato curato in maniera maniacale.
Le voci sono azzeccatissime in originale (per l'italiano non posso esprimermi, visto che è anche opera mia e sarei di parte) mentre il commento sonoro non è proprio ai livelli del resto della produzione.
Insomma, un titolo da provare prima di acquistarlo, in grado di appassionare e stupire con alcune trovate, ma che avrebbe meritato più cura nel comparto tecnico.


In rete:
Il Sito Ufficiale
La Recensione di AoG

La videorecensione di Gametrailers
 

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