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Batman di Grant Morrison

Avevo già parlato di Grant Morison poco tempo fa esaminando il suo lavoro su New X-Men, una serie che nonostante alcuni grossissimi punti di forza mi aveva lasciato l'amaro in bocca.
Per non fare torto a nessuno, e forte dell'idea che più che seguire una serie con testardaggine, forse è meglio seguire il percorso di un autore, eccomi ad analizzare tre volumi appena letti di casa DC.
Non si tratta di tutto quello che Morrison ha scritto sul Cavaliere oscuro, ma questa trilogia rappresenta, come ho scoperto informandomi in rete, il grosso del lavoro svolto su Batman, oltre a quel capolavoro incredibile che risponde al titolo di Arkham Asylum (illustrato da Dave McKean) che ha contribuito a consacrare l'autore scozzese nell'Olimpo degli sceneggiatori di comics mondiale.

 

Batman & Figlio

La gestione di Morrison inizia con una serie di eventi tanto eclatanti quanto il genocidio di mutanti all'inizio delle sue storie dei mutanti Marvel.
Il Joker viene ucciso da un folle, emulo di Batman, che gli spara in piena fronte durante un combattimento, prima di essere arrestato dal Cavaliere di Gotham.
Se questo non fosse un colpo abbastanza pesante per i lettori e gli appassionati, lo scrittore di Glasgow ci presenta il figlio segreto di Batman rifacendosi ad una singola storia che vedeva il nostro amare solo per una notte Talia al Ghul, figlia del noto criminale.
Oltre ad avvicinarsi sentimentalmente alla bellissima Jezebel Jet, il nostro dovrà vedersela con un esercito di Man-bat ninja (pessima idea), e un altro finto Batman che fa strage di prostitute per le strade di Gotham.
E come bonus nel volume, una storia che vede il Batman del futuro incarnato proprio da suo figlio Damian e un racconto in prosa niente male illustrato da John Van Fleet.
Inutile dire quanto i disegni dell'ormai mitico Andy Kubert siano uno dei punti di forza di questo volume, che vede una storia originale e narrata con stile (la scena alla mostra di pop art è geniale), ma con alcune trovate un po' esagerate (i Man-bat ninja ad esempio) ma presenta un interessante novità come il piccolo e pericolosissimo Damian.
Ho trovato un po' ridondante invece la visione sul futuro di Gotham e del suo difensore incarnato da suo figlio: come per il ciclo sugli X-Men, sembra che far vedere dei futuri distopici sia una fissa per Morrison, che questa volta però si risolve con un mero riempitivo.
 

Batman e il Guanto Nero

Secondo Volume della serie, Batman e il Guanto Nero si apre con una storia che non capisco.
Alla fine della precedente raccolta Batman è al centro di quello che crede essere un complotto contro di lui, ha una nuova ragazza alla quale tiene molto ma per la cui incolumità è molto preoccupato e un figlio a cui badare e cosa fa?
Va ad una riunione di ex-eroi mascherati su un'isola dei Caraibi, giustificandosi con Robin dicendo "C'è una cosa che mi ha sempre affascinato. Cosa fanno gli eccentrici che hanno tutto, quanddo si annoiano?".
Non ha molto senso, primo perché così facendo cade palesemente nella prima trappola del Guanto Nero, e secondo perché durante la storia qualcuno dirà "Non si è mai nemmeno degnato di venire alle altre riunioni".
Per fortuna dopo questo excursus abbastanza noioso in cui Morrison strizza l'occchio alla Agatha Christie di Dieci Piccoli Indiani e a Watchmen si torna a Gotham City.
Prima per affrontare il presente di follia dell'assassino dei genitori di Bruce Wayne e poi per vedere il terzo (e ultimo) Batman cattivo all'opera, per chiudere il cerchio con un'altra epifania: Jezebel scopre l'identità segreta di Batman!
 

Batman R.I.P.

Volume conclusivo di questa parte delle avventure di Batman scritte da Grant Morrison, R.I.P., si presenta meravigliosamente, con un'altra "bomba":
Joker non è morto, ma è rinchiuso ad Arkham, come al solito, ma è praticamente impazzito (più del normale). Ma Batman è incazzato e vuole arrivare a fondo di questa storia.
Ma mentre lui e Robin sono a caccia di criminali, il Guanto Nero riesce a prendere il controllo della sua vita, della bat-caverna, a rapire Jezebel e a devastare psicologicamente il nostro eroe.
E se questa trappola sembra inizialmente avere la meglio, col dipanarsi della vicenda (narrata volutamente in maniera un po' caotica), si arriverà ad uno scontro tra il capo dell'organizzazione, che si è associato con il Joker per terminare il piano, e il Batman di Zurr En Arrh, con un costume i cui colori sembrano fare da eco a quelli indossati da Robin e da Joker.
E il climax dello scontro vedrà una tragica fine per il nostro eroe, che sarà vittorioso, ma a quale prezzo?
R.I.P. è sicuramente il volume forse più riuscito dei tre, nonostante alcuni dettagli che possono portare un lettore non esperto di Batman (come me) un po' in confusione, ma complice Google, tutto è risolto. Scorre in maniera più coerentea nonostante la follia che imperversa nella mente di Bruce, ma non è privo di dettagli a mio avviso un po' fastidiosi (come una rivelazione, l'ennesima, alla fine, su Jezebel).

In definitiva, Morrison su Batman mi ha lasciato parecchio perplesso.
Come per il suo lavoro alla Marvel sembra che non sappia decidere che elementi utilizzare della continuity dei personaggi, e che quindi decida di usarli TUTTI, rischiando molto.
Un conto è rendere omaggio e citare alcune cose, ma riutilizzarli e inserirli anche forzatamente in storie che potrebbero avere molto più senso e linearità (da non confondere con "banalità") è un processo rischioso, soprattutto con personaggi che hanno alle spalle così tanti anni di attività e storie da cui attingere.
Viene definita "destrutturazione del personaggio" in rete e nei vari incipit e introduzioni di questi 3 volumi, ma il sentore che si sia creata una definizione ad hoc per giustificare un po' di stanchezza è sempre presente.
Peccato, perché togliendo alcuni elementi come  L'Isola del Signor Mayhew (nel secondo volume) o alcuni momenti allucinati e rapidissimi come l'infezione del virus del Joker (citato e basta nel terzo), tutto avrebbe potuto funzionare decisamente meglio.


Il Batman di Grant Morrison su FumettidiCarta

 

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Discussione

4 pensieri su “Batman di Grant Morrison

  1. Direi che sono sostanzialmente d'accordo con te, escludendo che quella parentesi dell'isola del sig. Mayhew l'ho trovata molto carina…! 😉
    Per il resto anche a me Morrison non convince fino in fondo e spiazza un po', perchè a volte imbastisce trame fin troppo contorte e con riferimenti che solo in pochi riescono a cogliere in pieno, per non parlare di quando si addentra in realtà parallele e viaggi nel tempo, ma qui si parla di storie che ancora devi leggere ( post RIP )…. 😉

    Pubblicato da SpiderCi | 30 ottobre 2011, 19:14
  2. Già, ieri un mio amico mi ha detto del Ritorno di Bruce Wayne e sinceramente non so cosa pensare. Ho appena letto una mini della Marvel con Spidey e Wolvie a spasso per passato e futuro e l'ho trovata alquanto irritante, quindi boh…

    Pubblicato da Kalyth | 31 ottobre 2011, 11:25
  3. Ah ah ! Direi che la pensiamo allo stesso modo, allora !!!
    A breve pubblicherò la mia recensione anche di quella… 😉

    Pubblicato da SpiderCi | 31 ottobre 2011, 18:32
  4. Devo cominciare a leggerli anch'io questi – mi mancano.
    La storia del figlio (Damian?!?) è comunque una cosa che avevano già preventivato moooolto tempo fa'…mah!

    Baz

    Liss

    Girovagando…

    Pubblicato da Lissbeth | 8 novembre 2011, 10:37

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