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fumetti, Marvel, spider-man

Ultimate Spider-Man

Avrei voluto parlare di Ultimate Spider-Man tanto tempo fa, ma ho sempre rimandato, preferendo concentrarmi su cose più impegnate/ive di solito, come il Sandman di Neil Gaiman, Alan Moore e i suoi capolavori o, di recente, le letture di Grant Morrison. Oggi, gennaio 2012, ho un motivo per farlo, e la possibilità di affrontare la cosa in maniera completa. Attenzione, l’articolo contiene spoiler.

Premessa: nel 2000, in concomitanza con l’uscita del primo film di Spider-Man al cinema, Marvel ha deciso di iniziare un esperimento delicato ma importante.
Riproporre in chiave moderna la stragrande maggioranza dei suoi personaggi, per aggiornarne un po’ il look, le tematiche, e il feeling generale delle serie, e nel contempo poter fare avvicinare dei nuovi lettori che non avevano mai preso in considerazione l’idea di leggere dei fumetti prima, spaventati da decenni di continuity.
Altro scopo di questa vera e propria collana alternativa era anche il poter annullare un sacco di pasticci che i vari autori avevano combinato alternandosi con il passare degli anni, partendo quindi da zero, e presentando una situazione nuova, mostrandoli in versioni innovative e più moderne.
La mossa, coraggiosissima, fu opera di Brian Bendis e Mark Millar, che terranno rispettivamente i timoni delle prima due serie previste: Ultimate Spider-Man e Ultimate X-Men.
Insieme, le due testate sconvolsero il panorama del comicdom mondiale, con incassi da record e storie davvero incredibili, presto raggiunti da Ultimates (la nuova versione dei Vendicatori) e da Ultimate Fantastic Four, sempre ad opera dei due autori.
Questo monopolio permise a Bendis e Millar di giocare molto, dando però un’estrema coerenza e continuità, che costituirono, all’inizio, il vero punto di forza della collana, i cui cross-over (frequentissimi) non avevano un solo difetto e costruirono in sintesi un nuovo universo Marvel coeso e credibile.

La prima serie, ai disegni della quale fu messo Mark Bagley (apprezzatissimo e storico illustratore di Amazing Spider-Man) come abbiamo detto, fu proprio Ultimate Spider-Man, che ho deciso di prendere in esame solo ora, dopo un evento che davvero trovo contro controverso e forse anche TROPPO coraggioso e fine a se stesso.
Ma andiamo con ordine.
Nell’universo Ultimate, Peter Parker è ancora un ragazzino, va al liceo, viene punto dal ragno radioattivo e diventa l’eroe che tutti conosciamo ormai.
Rispecchiando in maniera non sempre fedele (anzi) le vicende che videro protagonista il Peter Parker degli anni ’60, le prime storie di USM hanno da subito portato una ventata di freschezza.
La morte di zio Ben fa sì che una cazzutissima zia May si prenda cura del ragazzo, che cerca di tenere nascosto il segreto sia a lei che a Mary Jane, sua ragazza praticamente fin da subito.
Gwen Stacy, invece di essere quella classica brava ragazza della serie regolare, è una pseudo-teppista vestita di pelle, e la morte del padre la porterà a vivere sotto lo stesso tetto di Peter, creando una situazione amorosa molto complicata per il nostro.
Che tra una cosa e l’altra, nei 160 volumetti originali, finirà anche per avere una storia con Kitty Pride/Shadowcat degli X-Men.
I nemici del tessiragnatele poi, in versione Ultimate, riescono ad essere più convincenti e coerenti.
Goblin/Norman Osborn è un incrocio tra la sua versione del film (che sviluppa armi per l’esercito) e quella base, ma invece di indossare un costume si trasforma in una sorta di Hulk in grado di scagliare palle di fuoco, e più volte il suo odio per Spider-Man ne farà un avversario temibile come quello che abbiamo visto già in tempi più recenti nella serie regolare: una folle, ma geniale nemesi in grado di trasformare la sua vita in un inferno, non solo sul livello “supereroistico”, ma anche e soprattutto personale.
Anche il Dottor Octopus ha preso molto (ma non troppo) dalla sua versione cinematografica, essendo uno scienziato puro e semplice, e non un criminale fine a se stesso.
Ma se tutti quanti hanno beneficiato di questo restyle, i cambiamenti più apprezzabili sono sicuramente quelli dedicati a Eddie Brock/Venom.
Niente Guerre Segrete, niente viaggio sul pianeta Mondoguerra (già, scrivevano cose del genere una volta), niente costume alieno.
Questa volta il simbionte che causerà un sacco di problemi al nostro eroe è una fase sperimentale di una nuova cura per il cancro che i genitori di Peter e di Eddie (che quindi non è più un giornalista incazzatissimo come nell’universo regolare), prima di morire, stavano sintetizzando in laboratorio.
I ragazzi scopriranno questa scomoda eredità e se Peter deciderà di staccarsene quasi subito, Eddie accetterà di esserne l’ospite e cercherà di trarne i migliori beneifici possibili per combattere il suo ex-migliore amico.
Insomma, nei primi 111 volumi firmati Bendis&Bagley tutto fila liscio: le storie sono accattivanti e ricche d’azione, i dialoghi funzionano sempre, non c’è nulla fuori posto se non una voglia esagerata di sensazionalismo legata alla novità.
Se infatti ad esempio i vari avversari dello Spider-Man originale han dovuto attendere molto per essere presentati, qui il susseguirsi dei vari “Ultimate Venom”, “Ultimate Electro”, “Ultimate Carnage, “Ultimate Kraven” e via dicendo è stato un po’ tanto rapido.
Negli anni il nostro eroe ha affrontato nemici e avversità, la sua identità è stata smascherata, lo S.H.I.E.L.D. lo ha schedato e si è garantito che, al compimento della maggiore età, il ragazzo diventerà membro degli Ultimates per fare l’eroe in via ufficiale. Poi ci fu Ultimatum.

Cos’è Ultimatum? Come intuibile dal nome, si tratta di un cross-over (l’ennesimo) che ha coinvolto tutte le testate, sconvolgendo il mondo dei nostri eroi.
Magneto (formidabile avversario degli X-Men) si impossessa di Mjolnir (il martello di Thor che gli consente di governare le leggi atmosferiche) e unendolo al suo potere, inverte i poli magnetici della Terra, causando una catastrofe di proporzioni bibliche. Ovviamente New York viene colpita prima che gli eroici mutanti possano impedirlo, e un’ondata gigantesca colpisce e sommerge la città. Tante sono le morti, sia sul campo di battagli contro Magneto (in cui praticamente gli X-Men vengono decimati) sia in città, dove gli eroi cercano di fare la differenza.
Dopo questo “colpo di spugna”, tutte le testate hanno smesso di uscire e sono state riorganizzate, sia dal punto di vista editoriale sia narrativo ovviamente.

Per Peter, le cose sono cambiate quasi in meglio oserei dire.
Gli X-Men non esistono più, quindi Bobby Drake/l’Uomo Ghiaccio si trasferisce da lui.
Stessa cosa per i Fantastici Quattro, e il coetaneo di Peter, Johnny Storm/la Torcia Umana decide di volere fare una vita “normale”, andando a scuola e frequentando ragazzi della sua età.
Aggiungendo al gruppo la defunta/risorta Gwen Stacy, la sere Ultimate Comics: Spider-Man si è trovata con una situazione che vedeva i 4 ragazzi vivere sotto lo stesso tetto con zia May, che sa delle loro identità segrete e fa loro da tutor nei confronti, ad esempio, del succitato S.H.I.E.L.D.
Ma questo nuovo assetto non è durato tanto.
Arriviamo infatti al presente.

Nell’agosto 2011, l’universo Ultimate viene sconvolto con una serie intitolata “Death of Spider-Man”.
Non solo una minaccia o un rischio, bensì la fine di USM come lo conoscevamo, e il mese prossimo questo ciclo vedrà la sua conclusione pubblicata anche qui in Italia.

Dopo l’avvicendarsi di diversi disegnatori, per concludere questa decennale serie Bendis ha voluto al suo fianco l’uomo con cui tutto era iniziato, Mark Bagley, e insieme hanno narrato la tragica fine di un eroico ragazzino, simbolo di onestà, sincerità, bontà e modestia. Un ragazzino che, anche se immaginario, è stato un compagno per tutti i lettori, un modello da seguire, un “amico” che a me personalmente mancherà molto.

Nonostante gli splendidi esordi di Ultimate X-Men (che contengono alcune delle storie a fumetti migliori che abbia mai letto in assoluto) e i capolavori fatti su Ultimates (cicli brevi e sporadici, ma davvero splendidi), Ultimate Spider-Man risultava, alla fine, la migliore di queste testate.
Non raggiunge l’intensità di UXM per temi trattati o introspezione, non parla di problemi planetari, politici e militari come fa Ultimates, ma se la serie dei mutanti dopo un po’ ha preso una piega davvero banale e a volte proprio stupida e quella dei Vendicatori vede nella rarità della sua pubblicazione un vero neo, complessivamente, rimanendo sempre su livelli più che buoni, USM è sempre stata una serie godibile, divertente e coerente, confezionata con cura e passione.

Attualmente le avventure di Ultimate Comics: Spider-Man (a cura sempre di Bendis ma disegnate dall’italiana Sara Pichelli, davvero bravissima), vedono come protagonista Miles Morales, un ragazzo in parte afroamericano dalla non troppo velata somiglianza con il Presidente Obama.

Non voglio precludermi la possibilità di leggere altre bellissime storie, quindi almeno per il momento ho intenzione di seguire anche la nuova e rinnovata serie, sperando che la morte di Peter non sia stato uno scherzo, come troppo spesso è accaduto con le finte morti dell’universo Marvel regolare.
Però per me Spider-Man sarà sempre Peter Parker.

Ultimate Peter Parker

2000-2012

R.I.P.

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Discussione

3 pensieri su “Ultimate Spider-Man

  1. Io ho smesso di seguire USM già da diverso tempo, perchè non mi piace il modo di scrivere troppo “decompresso” di Bendis e perchè onestamente ci ho visto più un’operazione commerciale che un vero tentativo di voler rinnovare Spidey….
    Questa cosa poi di far morire Peter e di sotituirlo con un afro-americano, solo per attirare più pubblico di colore, mi sembra una mossa davvero azzardata e fin troppo radicale ! Alcune caratteristiche di icone mondiali come Spider-Man, secondo me, non andrebbero MAI toccate….! 😉

    Pubblicato da Spider-Ci | 29 gennaio 2012, 15:58
  2. Io ho provato a leggere Ultimate X-Men, però ho dopo una cinquantina di numeri mi sono stufata, non mi sono nemmeno avvicinata a USM perchè temevo avrebbe fatto la stessa fine… ma sai una cosa? Mi hai fatto venire voglia di leggerlo 😉

    Pubblicato da Debh | 30 gennaio 2012, 11:04
    • Ciao!
      Intanto benvenuta sul mio blog, da quando mi sono spostato sto ancora apportando modifiche al template e agli archivi (soprattutto per il formato dei post) e devo anche ricostruirmi il “fanbase” se possiamo chiamalo così, quindi grazie per la subscription!

      Tornando OT: su Ultimate X-Men siamo d’accordissimo: all’inizio era un capolavoro, ma poi si è un po’ perso, non so per colpa di chi o cosa… Dopo Ultimatum però (da un paio di numeri a questa parte) nonostnte il grosso cambio, è scritto molto bene.
      USM è stato quasi sempre ottimo, senza veri picchi, ma senza nemmeno l’altalena qualitativa che si è vista appunto in UXM o in Ultimates/Ultimate Avengers, che recentemente hanno raggiunto il ridicolo con l’introduzione del nuovo gruppo alternativo in cui figura anche Blade. Ti dico solo che in una copertina c’era HULK vampiro… =(
      Non so cosa si sia fumato Millar per scrivere cose del genere…
      L’ultimo cambiamento invece di USM mi lasci amolto perplesso, come dice SpiderCi qui sopra, non dovevano farlo, soprattutto perché si è trattato (secondo me) di una reazione al reboot fatto sulla testata originale: trovandosi con due serie in cui Peter non era sposato, che vive a casa con Zia May ecc ha fatto pensare alla Marvel che avevano praticamente due testate gemelle.
      Per variare però non hanno posto rimedio alla grossissima cazzata fatta su Amazing Spider-Man, bensì hanno rovinato anche USM.

      Bah, speriamo che almeno le storie di Miles Morales siano convincenti e appassionanti.

      Ti aspetto di nuovo qui!
      A presto!

      Pubblicato da kalyth | 30 gennaio 2012, 11:20

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