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Art of Gaming, fumetti, horror, PS3, videogames

The Darkness II

Nel 2007 quei geniacci di Starbreeze Studios riuscirono a creare quello che molti considerano ancora oggi uno dei primi veri FPS della current-gen. Basandosi su una serie a fumetti della TopCow molto violenta, privandola della sua componente supereroistica e fumettosa, i talentuosi sviluppatori diedero al pubblico qualcosa di nuovo. Un FPS sanguinoso, dalle tinte forti, con elementi horror/sovrannaturali. Il protagonista, Jackie Estacado, poteva muoversi liberamente all’interno di una New York limitata ma ben caratterizzata, utilizzando i pochi ma devastanti poteri che il suo ospite infernale, la Tenebra, gli garantiva. Sono passati anni, e i fan di questo titolo di culto sono stati in attesa trepidante di un bis, che è appena uscito, curato questa volta da Digital Extremes. Il cambio di team avrà fatto bene a questo sequel?

La risposta non è semplice. Infatti i ragazzi responsabili di questo gioco hanno preso il lavoro precedente e l’hanno reso forse più mainstream, meno ibrido, in virtù di una commercialità più vicina ai gusti moderni. E se già dalle preview e dalle prime voci, risalenti all’anno scorso ormai, avevano fatto dubitare molti, il pericolo è (in parte) stato confermato. Intendiamoci: The Darkness II non è un brutto gioco, anzi. È confezionato secondo i crismi moderni, con dei tocchi di originalità e alcune carte davvero vincenti, ma si tratta di un prodotto meno incisivo e meno caratterizzato rispetto al prequel.

Proprio il primo titolo vantava una struttura di base innovativa e coraggiosa: la New York dell’ambieentazione era esplorabile liberamente, nelle sue ridotte dimensioni (per intenderci, si parla di una mappa globale ben più piccola di quella, ad esempio, della rinomata Liberty City), e nonostante molte location fossero poco vive, la possibilità di spostarci con la metropolitana nei vari quartieri, di entrare in molti dei palazzi presenti e tutte le mini-quest secondarie disponibili lo rendevano un mix tra sparatutto e avventura che aveva molto da dire, se ci si lasciava catturare dalla storia e dai personaggi che la popolavano.
Purtroppo, questa è l’era di Call of Duty, di Battlefield, di Medal of Honor, di Halo, giochi realizzati ottimamente, ma tutti uguali tra loro, in cui il giocatore si trova a dover affrontare dei livelli partendo dal punto A per arrivare al punto B, con più checkpoint o obiettivi secondari all’interno della mappa stessa, sopravvivendo e ammazzando più nemici possibile. Ecco, in The Darkness II succede lo stesso, anche se spesso e volentieri ci saranno degli intermezzi narrativi molto marcati che servono da motivazione e a rendere più credibile e verosimile (ma anche crudo e folle) il mondo in cui vive Jackie.
Se però i succitati giochi vantano un realismo e una componente tattica/militare molto marcata, il prodotto 2K per ovvi motivi legati alla natura stessa del franchise, non può fare altrimenti, facendo passare l’aspetto militare/bellico in secondo piano.

… continua su Art of Gaming

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Discussione

3 pensieri su “The Darkness II

  1. Non ho mai seguito i fumetti della Top Cow e onestamente non pensavo che ne fossero venuti fuori anche dei videogiochi decenti…! Se riesci cerca di recuperare il crossover Batman/Darkness, pubblicato dalla Panini, illustrato dal bravissimo Marc Silvestri ! Una vera gioia per gli occhi !!! 😉

    Pubblicato da Spider-Ci | 19 febbraio 2012, 17:29
  2. Allora, i fumetti TopCow non sono malaccio, anzi: presentano almeno un’alternativa ai supereroi che fa molto “World of Darkness”.
    Il primo capitolo di The Darkness non era affatto male, questo è fatto bene ma davvero cortissimo (finito in 8 ore al massimo).

    Il crossover con Batman mi vede un po’ contrariato: è proprio l’incontro con Batman che sconvolgerà la visione di Jackie, che dopo aver conosciuto il Caped Crusader deciderà di non fare più lo hitman della famiglia mafiosa, diventando buono e rivoluzionando così la serie.
    I giochi sono molto più seri e maturi: gli aspetti superoistici sono totalmente tralasciati, e trasformano la vicenda (prendendo solo i punti migliori e scremando un sacco delle cose “brutte” che si sono viste nella serie) in un thriller/horror dalle tinte forti.
    La cosa bella è che questo approccio è piaciuto molto e quindi anche il fumetto ora è cambiato radicalmente, in meglio!
    Dagli una letta magari a partire dai volumi della serie 100% che sta pubblicando Panini, sono molto meno “fumetto” e più “graphic novel”.

    Pubblicato da Kalyth | 20 febbraio 2012, 09:36
  3. Ah ecco…non sapevo che l’incontro con Batman fosse stato così fondamentale per Darkness….!
    Grazie cmq del consiglio, se mai risucirò a finire i fumetti che ho in casa farò un pensierino anche su quelli !!! 😉

    Pubblicato da Spider-Ci | 25 febbraio 2012, 18:11

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