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DC Comics, fumetti, Senza categoria

DC Comics – il reboot

Il mondo DC per me è sempre stato un mistero: non mi sono mai deciso ad avvicinarmi ai supereroi più o meno iconici di questa casa editrice, se non esplorando alcuni volumi da libreria classici, come i vari Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, Batman: Anno Uno o, più recentemente, alcune cose davvero ottime di cui non ho avuto ancora il tempo di scrivere. Non potevo però ignorare la notizia, risalente all’estate scorsa, di un totale reboot delle ben 52 testate che compongono il catalogo della Detective Comics. Risale infatti a novembre 2011 negli States quest’evento epocale, che pareva essere qualcosa di assolutamente sconvolgente. Informandomi un po’ in rete e grazie al riassunto di un amico (grazie Ste!), ho scoperto che questo reboot è una conseguenza di uno story arc che ha riguardato prevalentemente Flash. Flashpoint, questo il nome di suddetto ciclo narrativo, ha fatto si che, per sventare alcuni cambiamenti nella linea temporale della Terra della DC (già frutto dell’unione di due realtà alternative, vedi Crisi sulle Terre Infinite, del 1985), lo Scarlet Speedster abbia modificato il continuum spazio-temporale e il presente ne è risultato modificato. Quindi non un vero reboot, semmai più che altro un colpo di spugna su alcuni accadimenti (che non conosco sinceramente) che quindi ha portato le cose in un momento di apparente equilibrio abbordabile per tutti i lettori, vecchi e nuovi. Per “studiare” questo fenomeno, ho deciso quindi di acquistare il primo numero di 5 delle testate monografiche (non ho mai amato i supergrupppi, tranne gli X-Men della Marvel). Vediamo un po’ cosa c’è in questi volumi reperibili in fumetteria.

[SPOILER ALERT ON]

Batman

Allora, pare che nelle ultime vicissitudini legate all’Uomo Pipistrello, Bruce Wayne fosse stato in giro per il mondo e abbia fondato la Batman Inc. per contribuire con i suoi mezzi a combattere il crimine anche nel resto del mondo. Il suo mantello è stato indossato da Dick Grayson (Il primo Robin) in sua assenza, aiutato Tim Drake (il terzo Robin) e Demian Wayne (figlio di Bruce e Talia Al’Ghul). Dopo gli avvenimenti di Flashpoint, Bruce ha fatto dietro-front e indossa nuovamente il suo costume. Gli altri, rispettivamente, sono i suoi aiutanti Nightwing (come era già stato), Red Robin e Robin. Leggendo da qualche parte, inoltre, pare che anche Barbara Gordon sia “tornata indietro”, quindi non è più prima paralizzata/in versione Oracolo e poi morta, e penso sia di nuovo Batgirl (ma potrei sbagliare). Ad ogni modo, il monografico presentato dalla RW Edizioni, Batman n.1 contiene il primo numero di tre testate: Detective Comics, Batman e Nightwing. Ne’ Il Trucco del Coltello, di Scott Snyder e Greg Capullo, ci viene quindi mostrata la situazione attuale del Cavaliere Mascherato,  intento sia a investigare su una serie di omicidi che regaleranno una grossa sorpresa fin da subito, sia a investire in un progetto su grande scala nei panni del miliardario Wayne. La seconda storia presentata, senza titolo, ad opera del sempre più influente e in gamba Tony Daniel (testi e disegni), ci “presenta” l’arcinemico del Pipistrello, Joker. Anche lui morto e risorto più volte, in questa sede viene catturato dal nostro e riportato ad Arkham. Ma il finale davvero sconsigliato ai deboli di stomaco sembra suggerire che volesse proprio questo. Il numero 1 di Nightwing invece, Benvenuti a Gotham, di Kyle Higgins ed Eddy Barrows, scava nel passato di Dick Grayson, e lo fa riportando in città il circo dove lavorava da piccolo, e dove sono stati uccisi i suoi genitori. Ormai indipendente da Batman, dovrà non solo cercare di conciliare la sua vita passata con quella presente, ma anche difendersi da un misterioso assalitore munito di artigli.

Flash

Eccolo, è lui: l’eroe che ha sconvolto tutto, l’eroe da incolpare per questo reboot che a molti fan ha ricordato l’infelice Brand New Day di Spider-Man ma applicato a tutti i personaggi: Barry Allen, alias Flash, difensore scarlatto di Central City. La prima storia del nuovo ciclo di Flash, a cura di Francis Manapul e Brian Buccellato parte in quinta, facendoci assistere alla “trasformazione” sailormooniana del nostro pavido e un po’ sfigato agente della scientifica già a pagina 3. Per sventare il furto di un importante artefatto in grado di ricombinare il DNA durante una mostra sulle nuove tecnologie il nostro fermerà uno dei ladri per scoprire che si tratta di un suo vecchio amico. Incolpato dell’omicidio di quest’ultimo, Barry sarà ancora più sorpreso di rivederlo, qualche giorno dopo, e di venire messo di fronte a una rivelazione quantomeno interessante. Non male, ma troppo veloce (scusate il gioco di parole), anche se disegnato molto bene. La seconda storia dell’albo, La Fossa, di Geoff Johns (che con questo e i Nuovi Titani fa tripletta) e Ivan Reis è dedicata ad Aquaman e, incredibilmente, funziona! Johns si prende il tempo necessario per far accadere solo due cose in 22 pagine: degli esseri mostruosi stanno uscendo in superficie e Arthur/Aquaman prende una decisione importante insieme alla sua adorata Mera. Semplice, lineare, e scritto bene, questo primo capitolo fa tesoro della “fama” mondiale del suo protagonista e lo rende un elemento narrativo, arricchendo la storia narrata. Pezzo ambiguo di questo volume è Captain Atom. Non so se e come fossero “concluse” le sue vicende nella continuity DC originale, ma in L’Evoluzione della Specie lo troviamo a combattere con un robot nel centro di Chicago, subire una metamorfosi che sicuramente non lo ucciderà (essendo questo il numero 1) e dover fermare l’eruzione di un vulcano nel centro di New York… JT Krul e Freddie Williams II ci mostrano una storia non originalissima, non disegnata benissimo e abbastanza inutile, soprattutto se paragonata con il ben più illustre collega atomico creato da Alan Moore (ci torniamo nella conclusione del post).

Lanterna Verde

Ecco un personaggio di cui davvero non so quasi nulla. L’ho sempre trovata un’idea orribile, oltre a detestare i mix super-eroi+fantascienza (anche in casa Marvel, ovviamente). Ad ogni modo, pare che Flashpoint abbia toccato davvero poco le serie legate alle Lanterne Verdi, essendo perlopiù ambientate nello spazio. Nel volume in questione troviamo infatti avvenimenti che seguono “tranquillamente” la continuity precedente Flashpoint (ma non ne sono sicuro al 100%, smentitemi pure!) con Geoff Johns e Doug Mahnke alle prese con Green Lantern n.1 (intitolato Sinestro – parte I), in cui l’ex fondatore delle Lanterne Gialle nonché archenemy storico torna al suo ruolo nel corpo delle Lanterne Verdi. L’anello di Hal Jordan (che nel frattempo è tornato “normale” e cerca di reintegrarsi nella società) l’ha nuovamente scelto come suo possessore. Una situazione che non piace a nessuno dei due, e che entrambi vogliono cambiare e che, probabilmente, vedrà alcuni sviluppi nel prossimo volume. In Green Lantern Corps n.1 invece, troviamo due famose Lanterne Verdi (Guy Gardner e John Stewart) che si preparano ad affrontare una forza aliena in grado di distruggere mondi interi e sterminare intere razze (by Peter J. Tomasi e Fernando Pasarin). Terza storia presentata nell’albo, forse unica vera novità, è Green Lantern New Guardians n.1, in cui Tony Bedard e Tyler Kirkham ci presentano una nuova Lanterna Verde: si tratta di Kyle Rayner, un giovane fumettista che viene insignito del potere dell’Anello e trascinato in un nuovo mondo che prima aveva solo potuto vedere dal di fuori. Cosa succede però se anche gli altri anelli degli altri ordini/colori, rimasti orfani dei loro originali proprietari, decidessero di scegliere la stessa persona? Certo Kyle non se la passa benissimo, quando degli alieni lo attaccano per riprendersi tali artefatti magici.

Superman

Icona della DC per molto tempo, primo vero supereroe della storia dei comics, incarnazione dei valori positivi dell’uomo, Superman viene presentato in maniera molto originale in occasione di questo reboot. In Action Comics n.1 infatti, Superman contro la Città del Domani, ci troviamo di fronte un Clark Kent giovane, agli esordi. Grant Morrison e Rags Morales colpiscono fin dalle prime riprese mostrandoci un eroe incazzato, capace anche di atti fuorilegge per punire i cattivi. Niente costume intero, ma solo un mantello corto e una maglietta blu infilata in un paio di jeans per lui, poteri ancora non sviluppati a pieno (un omaggio quindi alle prime vere avventure di Supes) e una semplicità di fondo che nasconde un grandissimo personaggio. Ovviamente, non poteva mancare Lex Luthor, complice della polizia, che riesce a mettre in seria difficoltà il nostro, lasciandolo in balia delle forze armate alla fine della storia. Diversissimi gli avvenimenti raccontati in Che Prezzo ha il Domani?, di George Perez e Jesus Merino, in cui siamo nel presente post-Flashpoint, e il Daily Planet viene inglobato dalla Galaxy Communications, mentre Suèerman affronta una sorta di demone del fuoco alieno probabilmente legato a Krypton, il suo pianeta natale. Da notare che siamo ad un nuovo punto di partenza per la relazione tra Clark e Lois, che pare abbia dimenticato la vera identità del notro e lo ignori totalmente dal punto di vista sentimentale. Terza, brevissima storia dell’albo, è L’Ultima Figlia di Krypton, di Michael Green & Mike Johnson e Mahmud Asrar, in cui Supergirl arriva sulla Terra e viene attaccata dalle forze della difesa (apparentemente) prima di scoprire i suoi poteri e venire salvata da Superman. Inutile dire che delle tre, la terza è sicuramente la più debole, trattandosi fondamentalmente di un’unica sequenza di combattimento. Per quel che riguarda il resto, ho trovato molto interessante la visione da vero “ve lo faccio vedere io un Superman agli inizi, ma moderno” di Morrison. Avevo letto il suo All-Star Superman (che non mi aveva convinto fino in fondo), ma questa sua nuova serie potrebbe rivelare qualcosa di davvero ottimo.

WonderWoman/Freccia Verde

Toni totalmente diversi per la Wonder Woman di Azzarello invece! Mitologia moderna più che supereroi per Diana, l’amazzone di casa DC, che si trova coinvvolta nel salvataggio della giovane Zola. DOpo aver ricevuto una visita inaspettata ed essere stata assalita da dei centauri, una rivelazione gravissima le verrà fatta da un morente Ermes, mentre un semidio infuriato trama alle loro spalle. Troppo sbrigativo come numero 1, ma sicuramente interessante, anche se i personaggi sono (per ora) piuttosto piatti. È il turno di Freccia Verde, un character che non ho mai apprezzato: in questa nuova veste sembra un incrocio tra l’Ultimate Occhio di Falco della Marvel e Bruce Wayne/Batman. Scritta da J.T.Krul e disegnata da George Perez, Vivere una Vita di Privilegi vede Oliver Queen muoversi tra la sua identità di fondatore delle Industrie Queen e il suo ruolo di cacciatore di criminali. Nellla fattispecie, a Parigi, dove incontrerà Doppleganger, Dynamix e Supercharge (che non so se siano nuovi personaggi o se fossero già presenti nel mondo pre-Flashpoint). Una storia abbastanza banale, che sembra davvero un episodio (brutto) di Batman. Terza storia presentata in questo albo è La Particella di Dio, in cui Gail Simone e Yildiray CInar ci presentano Firestorm, personaggio di cui ignoravo l’esistenza. In questa versione trattasi di due ragazzi americani diversissimi (uno è un biondo quarterback e l’altro un nerd afroamiericano) che, messi a contatto con una “bottiglia magnetica”, si trasformano nei due Firestorm in grado di unirsi in un unico essere atomico. Anonimo e assolutamente non all’altezza delle grandi icone DC, ma forse volutamente meno epico e più simile ai nuovi supereroi Marvel della versinoe Ultimates, con problemi legati all’adolescenza e alla vita di tutti i giorni. Potrebbe riservare delle sorprese, ma non ci giurerei.

[SPOILER ALERT OFF]

Considerazioni finali: quando cerca di mostrare supereroi con problemi di vita reale (quando cerca di imitare la concorrenza), la DC non mi sembri risultare credibile. Mi spiego: Superman funziona, mi spiace per i problemi con Lois, ma chissenefrega, è l’Uomo d’Acciaio insomma! Batman sappiamo già che sociopatico sia, quindi lo accettiamo per il grandissimo personaggio tormentato qual’è, tant’è che vederlo attorniato dai vari Robin stona un po’. Ma per il resto, tutto OK. Wonder Woman e Aquaman sono storie che tirano in ballo addirittura le divinità stesse e la mitologia, quindi passiamo oltre. Lanterna Verde e compagnia sono un caso a parte, sono supereroi a tutto tondo e affrontano minacce spaziali. Non mi piace ma funziona. I Firestorm sono anonimi e non sembrano avere molto da offrire ad un pantheon così ricco, Captain Atom, ispiratore, nella sua prima incarnazione del 1959, del Dottor Manhatthan di Watchmen, soffre troppo del paragone con il suo emulo, che l’ha superato e Freccia Verde è uno sfigato che vorrebbe essere Batman ma non ci riesce (almeno in questa nuova versione, non so nulla del pre-Flashpoint). Flash sta a metà strada.

Altra nota negativa di questa scelta editoriale italiana: i volumi contenitore. Perchè leggere tre storie di Batman separate in un volume quando si potrebbe pubblicare un intera mini da tre episodi e non spezzare il ritmo della narrazione? Se pensiamo che Action Comics 1 è uscito a novembre, oggi avremmo potuto leggere i primi tre numeri nel vol.1, e poi intanto i numeri 1, 2 e 3 di Superman nel secondo albo, dando così il tempo a un’altra trilogia di concludersi e alternare almeno le vicende, inframmezzando magari un ciclo completo di Supergirl su Superman e di Nightwing all’interno di Batman. Insomma un dettaglio non da poco che mi ha anche allontanato da quasi tutte le uscite dei concorrenti. Non so quindi ancora se continuerò a seguire le storie di questi personaggi: per quanto alcune possano definirsi decisamente interessanti (Batman e Superman soprattutto), il formato di rivista contenitore mi lascia perplesso. Non si poteva aspettare di avere più materiale e magari proporre degli interi cicli narrativi? Mi immagino il primo volume di Superman con la trilogia di Morrison su Action Comics n.1-2-3, o i 3 capitoli iniziali di Batman di Snyder e poi quelli di Daniel, per dare al tutto uno svolgimento più organico che permetta di godersi queste storie meglio, senza dover aspettare per forze di cose i volu brossurati. È una cosa che PaniniComics ha capito, quantomeno per le testate dell’universo Ultimate che infatti funzionano molto meglioi delle serie regolari. Il parere in merito a quest’operazione (commerciale? necessaria?) dal mio punto di vista è purtroppo limitato da un’ignoranza di base in merito ai personaggi della DC. Per non parlare poi delle altre testate n.1 uscite sempre in questi giorni come i Giovani Titani, la Justice League of America (che potrebbe ispirarmi, dato che vede la collaborazione di Geoff Johns e di Jim Lee in persona) o ancora Batman & Robin e Batman World. Il mondo dei comics è spietato, e tutti questi cambiamenti potrebbero venir di nuovo cancellati con un nuovo evento di qui a qualche anno. ma solo vivendo (e leggendo) sapremo cosa succcederà.

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Discussione

Un pensiero su “DC Comics – il reboot

  1. Non entro nel merito delle storie, perchè ancora non le ho lette ( e parlo di Batman, l’unico mensile che per ora ho intenzione di prendere ! ). Sul fatto delle testate antologiche molti si sono lamentati, anche perchè la Planeta ci aveva abituato a farle più monotematiche…la Lion invece ha tentato di copiare palesemente la Panini, che di fatto resta il loro principale concorrente !!!
    Io ti posso dire però che i volumi della Lion sono piuttosto carucci ( costano in media 10-12 euro per circa 144 pagine ) e non hanno la stessa qualità di quelli Planeta ! Per cui a questo punto preferisco leggermi più serie a un prezzo abbordabile che svenarmi coi loro volumi o lasciarglieli tutti sullo scaffale della fumetteria ! ;-p

    Pubblicato da Spider-Ci | 6 maggio 2012, 16:14

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