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cinema, fumetti, Marvel

The Amazing Spider-Man

di
Marc Webb

Con
Andrew Garfield
Emma Stone
Rhys Ifans
Martin Sheen
Sally Field

136 minuti

Produrre un film su Spider-Man dopo i tre (o forse meglio dire “due”) di Sam Raimi dev’essere stato un compito molto arduo. Si doveva cercare di fare qualcosa di diverso ma contemporaneo, senza snaturare un personaggio così delineato, raccontandone qualcosa di nuovo.
Si doveva anche pescare un nemico di quelli classici che potesse combaciare con la genesi del personaggio e si doveva scegliere la ragazza di Peter: Mary Jane o Gwen Stacy?

Marc Webb (con un cognome così se non faceva Spider-Man lui non so chi altri doveva farlo) riesce nell’intento.
Non ero particolarmente smanioso di vedere un altro film sull’Uomo Ragno, soprattutto da quando ho saputo che si sarebbe trattato di un reboot.
Risorbirsi tutta la pappardella dei poteri e delle responsabilità, la morte di Zio Ben, Peter che si fa il costume e i lancia-ragnatele e blablabla… non mi ispirava affatto.
E qui infatti c’è tutto quanto. Ma è tutto diverso, e funziona.
Come saprete se siete un minimo interessati al film e/o avete visto i trailer saprete che al quesito sulla fidanzata e sul nemico la produzione ha deciso di buttarsi su Gwen Stacy e su Lizard.
Scelte azzeccatissime: si tratta di tasselli fondamentale della “carriera” dell’arrampicamuri dei fumetti. Una nemesi frutto di una mutazione/ricombinazione genetica, per il battesimo del fuoco, vede in Lizard un rappresentante perfetto. E la piccola povera Gwen Stacy (sigh) è una sicurezza sia se la si volesse sacrificare nei prossimi capitoli alla dea coerenza (per rendere ancora più speciale, in futuro, il rapporto di Peter con Mary Jane, che in questo film non si vede nemmeno) sia si decida di mantenere lei come spider-girl ufficiale di questa versione cinematografica.

La trama, in sintesi, racconta del giovane e brillante Peter Parker, sfigatone deriso dai bulli e dalle ragazze, timido e orfano, cresciuto dagli zii. La sua vita viene scombussolata quando viene morso da un ragno geneticamente potenziato che gli trasmette delle facoltà incredibili e i poteri proporzionali di un ragno. A causa della sua arroganza Peter sarà involontariamente causa della morte dello zio e per questo deciderà di lottare contro il crimine, nascondendosi dietro una maschera. Nel frattempo, alla Oscorp, il dottor Curt Connors grazie anche all’aiuto di Peter riuscirà a completare una formula in grado di fargli ricrescere il braccio monco ma con l’effetto collaterale di trasformarlo nel pericoloso Lizard.

Punto focale del film è costituito dai legami, che come una ragnatela uniscono tutti i personaggi, in un quadro più grande dove non tutti sono destinati a sopravvivere. Responsabilità e reazioni, un pizzico di patriottismo e simbolismi inevitabili quando si parla di un eroe in maschera condiscono il tutto.
E fermandoci qui potremmo concludere dicendo che Amazing Spider-Man sia un film di supereroi qualunque.
Ma non lo è.
Innanzitutto, la domandona tanto attesa: è meglio o peggio della versione di Raimi?
Risposta: rispetto al primo e al terzo sì, mentre risulta in difetto se paragonato a Spider-Man 2.
Se gli attori sono molto migliori qui (tutti, da Garfield alla Stone, da Martin Sheen a Sally Fields) il problema di doverci sorbire ancora le origini di un personaggio che ormai conoscono anche i muri potrebbe annoiare. Certo, ci sono dettagli nuovi, ma sempre quello è.

Secondariamente, il tono del film è decisamente più scuro, meno giocoso, e si vede tantissimo che tra l’interpretazione di Raimi e quella di Webb c’è stata una certa pellicola di un certo Christopher Nolan a fare scuola. Ovviamente qui non si raggiungono i livelli di drammaticità de Il Cavaliere Oscuro, ma qualche tono dark, qualche nota dolente, qualche momento di pessimismo cosmico c’è.

Altre note positive sparse: la movenze di Spidey sono PERFETTE. È davvero un ragno per metà, fa cose da ragno (stare a testa in giù in camera da letto, tessere una tela nelle fogne per captare i movimenti del nemico, avviluppare Lizard in un bozzolo girandogli intorno) e “si spara le pose” come nelle tavole più riuscite delle serie a fumetti.
In più, durante i combattimenti, fa battute stupide come da copione, dettaglio questo quasi assente nelle pellicole precedenti.
Altro elemento non positivo, ma ottimo: la Gwen Stacy interpretata da Emma Stone è perfetta. Bellissima, dolce, carina, adorabile: impossibile non innamorarsi di lei.

Cosa c’è che non va in The Amazing Spider-Man quindi? Direi nulla di eclatante, se non che si tratta di un reboot, e che avrebbero potuto approfondire molte cose se non avessero dovuto ri-raccontarci tutto da capo, o ancora che purtroppo un film del genere non fa più scalpore, mentre quel maledetto, bellissimo, esaltantissimo trailer delle Twin Towers per il primo film di Raimi aveva fatto miracoli, e portato l’hype a livelli inverosimili. Oggi purtroppo si tratta dell’ennesimo film di supereroi, dell’ennesimo film Marvel, e si piazza a cavallo tra due uscite come The Avengers (a maggio, spettacolare) e il terzo capitolo del Batman di Nolan (fine agosto prossimo), rischiando di perdersi nel mare delle produzioni di questo tipo.
Però, a mio avviso, il bersaglio, è stato centrato.
A dimostrarlo basta una scena (SPOILER ALERR ON): Spider-Man ha finalmente realizzato i suoi poteri, ha accettato il suo ruolo e il suo destino. È in cima ad un grattacielo, sotto di lui la città è piccola, e si sente un dio. Il sole nel tramonto sembra inchinarsi a lui. Suona il cellulare.
“Sì zia. D’accordo. Biologiche, va bene.” (SPOILER ALERT OFF)
Spider-Man, l’eroe del quotidiano raccontato e sviscerato in pochissimi secondi. Geniale.

Speriamo nel seguito, che se sarà all’altezza, potrebbe essere un vero capolavoro.

Il trailer

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Discussione

2 pensieri su “The Amazing Spider-Man

  1. Purtroppo non condivido proprio il tuo giudizio, caro Kalyth… ma come si dice: il mondo è bello perchè è vario, no ?! ;-p
    Probabilmente sarò io a essere troppo attaccato alle VERE origini del personaggio e al suo modo di essere, ma questa versione di Webb proprio non mi ha convinto…. 😦

    Pubblicato da Spider-Ci | 20 luglio 2012, 14:33

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  1. Pingback: Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno « Distant Visions - 4 settembre 2012

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