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Indie gaming, retrogaming, sci-fi, steampunk, videogame nostalgia, videogames

Machinarium

Machinarium è uno degli esempi più fulgidi della realtà videoludica indipendente dei giorni nostri.

Insieme ad altri titoli disponibili su PC (ma non solo) come Braid, Limbo, Flower o Journey rappresenta infatti una categoria di esperimenti che difficilmente le major del settore si arrischiano a produrre.

Basti pensare all’avventura grafica in lavorazione dello studio DoubleFine di Tim Schafer, che nonostante il nome, sinonimo di qualità nel settore, ha dovuto optare per il finanziamento tramite Kickstarter. E proprio un’avventura grafica punta e clicca è questo Machinarium del team ceco Amanita Design.

Essenziale. Ecco come definirei questo gioco, la cui trama è rarefatta, i cui panorami sono disegnati a mano in modo volutamente impreciso, la cui splendida colonna sonora è composta da brani minimalisti ma non per questo poveri.

Protagonista della vicenda è un robottino fatto a pezzi e gettato in una discarica, fuori dalla città. Nei suoi panni, dovremo innanzitutto rimetterci in sesto e raggiungere la nostra amichetta/fidanzatina/ragazza, unico nostro ricordo. La sfida da superare per raggiungere il nostro obiettivo è rappresentata da tutta una serie di puzzle concatenati tra di loro, e servendoci unicamente del puntatore del mouse dovremo spostarci da una schermata all’altra e interagire con gli elementi dei bellissimi sfondi, raccogliere oggetti, combinarli tra loro o utilizzare la nostra abilità di allungarci o accorciarci per raggiungere alcune location.

Una tematica semplice, per controlli altrettanto basilari e consolidati ma funzionali, e un’ambientazione post-apocalittica/steampunk trasformata in poesia dalla facilità d’approccio e dallo stile adottato. Non si tratta di un titolo lunghissimo, soprattutto se userete le soluzioni in-game fornite tramite un tomo di “istruzioni per l’uso” di cui sbloccare ogni pagina con un mini-gioco apposito, ma per le ore in cui vi troverete ad esplorare la città dei robot, con i suoi memorabili abitanti senza nome e con le sue stramberie, il tempo non sarà un problema.

Una “storia d’amore” che vede il protagonista far fronte ai suoi difetti fisici e alla sua debolezza di fondo con intelligenza e buona volontà, una serie di “do ut des” in cui ogni buona azione verrà premiata e grazie alla quale i bulli che hanno rapito la vostra ragazza e minacciato tutti saranno puniti come meritano.

Se avete voglia di qualcosa di diverso ma classico allo stesso tempo, Machinarium (disponibile su PC e Google Play) è il gioco che fa per voi.

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  2. Pingback: Primordia | Distant Visions - 6 marzo 2013

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