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fumetti, Philip K. Dick, sci-fi

Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche? Polvere alla Polvere

 

Pubblicato in Italia dalla GP Comics, Polvere alla Polvere è un’opera in due volumetti dall’indubbio interesse, soprattutto per un fan di Dick come il sottoscritto. Composto di otto capitoli, questo prequel al romanzo di Dick scritto da Chris Robertson e illustrato da Robert Adler, riprende sapientemente le atmosfere dell’originale e le unisce all’influenza visionaria del Blade Runnner di Ridley Scott per creare qualcosa di atipico.
Un po’ come i romanzi di K.W. Jeter, che erano invece sequel del capolavoro di Scott, si vanno a inserire in maniera un po’ caotica nell’universo che compone la “saga” di Rick Deckard.
Per fortuna però, trattandosi di un prequel, ufficializzato tra l’altro dagli eredi di Dick, non c’è rischio che crei confusione almeno a livello narrativo.
Ambientato anni prima della nascita dei Nexus-6 della Rosen/Tyrell Corporation, il corpo dei cacciatori di replicanti già esisteva.
Protagonisti di questa vicenda sono Malcolm Reed, l’unico “speciale” in grado di riconoscere i replicanti dagli esseri umani, Charlie Victor, un Blade Runner replicante e la giovane dottoressa Samantha Wu.
Il plot è molto (fin troppo) simile alla più illustre fonte di ispirazione di quest’opera: alcuni replicanti sulle ccolonie spaziali si sono ribellati, e ora sono sulla Terra, con un piano volto alla distruzione del genere umano.
Ovviamente vanno fermati, e il compito spetta a Charlie Victor, ex commilitone del capo dei ribelli, che cercherà l’aiuto di Malcolm Reed, un uomo costretto ad utilizzare dei farmaci per non percepire le emozioni degli altri, che altrimenti sarebbero soverchianti per la sua mente.
Grazie a questa sua capacità, è l’unico in grado di distinguere esseri che non provano nulla come i replicanti.

Durante le indagini, arriveranno al laboratorio di Samantha, che sta cercando di capire come risolvere il problema della cosiddetta “polvere” (in inglese “kipple”), l’insieme di scorie e rifiuti che stanno ricoprendo la Terra, e che causano mutazioni, impotenza e malformazioni a chi ne resta esposto a lungo. I temi cari ai fan di Dick e di Blade Runner ci sono tutti quindi, l’atmosfera è ottimamente ricreata e i protagonisti sono i giusti esemplari della fauna umana che costituisce il mondo del romanzo e del film. E ci sono anche citazioni di elementi chiave dell’opera originale (come la religione del Mercerianesimo o l’estinzione degli animali), ma sono solo abbozzati, quando potevano essere utilizzati meglio e approfonditi per dare un quadro di insieme più simile alla fonte.

Nonostante ciò, funziona tutto, anche se c’è qualcosa che non permette a questa mini-serie di fare il salto di qualità per raggiungere le vette di opere come il The Surrogates di Venditti e Weldele. E quel qualcosa risiede nel suo lignaggio. Sebbena anche The Surrogates sia innegabilmente ispirato a tutti quei temi cari a Dick quali la distinzione tra reale e non reale, tra umanità e finzione (tanto più che il titolo del film ad esso ispirato, in Italia, è stato cambiato ne Il Mondo dei Replicanti), almeno non richiamava forzatamente una fonte così importante.
I due autori potevano invece benissimo scrivere una storia di fantascienza con gli stessi temi, senza per forza scomodare un colosso come Ma gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?/Blade Runner, uscendone per forza di cose perdenti nell’inevitabile confronto.
Diciamo che questo prequel non era necessario, così come non lo sono mai stati i succitati romanzi di Jeter ne’ lo è l’annunciato nuovo film di Ridley Scott in pre-produzione.
Con questo non voglio bocciare questa lettura, anzi, si tratta di una storia interessante, ben scritta e disegnata, ma che cerca di fregiarsi di un titolo troppo importante.

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