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cinema, letteratura, live, musica, Philip K. Dick, sci-fi

Do Androids Dream of Electric Sheep? Omaggio a Blade Runner – 30th Anniversary

Non basta della musica futuristica, spezzoni del film e due cubisti (uomo e donna) vestiti da replicanti, ma fermi (a citare un po’ forzatamente la Pris/bambola della pellicola) a convincere i fan di Blade Runner accorsi che si aspettavano un vero tributo al film di Ridley Scott, che quest’anno festeggia il suo trentesimo compleanno.

Serata organizzata dal festival musicale MI.TO presso la Fabbrica del Vapore di Milano, Do Androids Dream of Electric Sheep? Omaggio a Blade Runner – 30th Anniversary, è risultata un pretesto non molto ben riuscito per spacciare l’evento per qualcosa che in realtà non è stato.

Troppi gli ultratrentenni presenti per dare a Yokokono, Jimmy Edgar e Kuedo un pubblico adatto. Troppi gli ultraquarantenni che si guardavano intorno smarriti senza sapere come approfciare la proposta musicale del DJ set. Per non parlare degli ultracinquantenni. Non mi esprimo sulla qualità della musica, che non sono in grado di definire (trance? techno? disco? new age? Trip-pop? Ambient?) ma non sarebbe stata nemmeno male se tutto fosse stato chiaro da subito.

Affibbiando a una serata così il titolo di Blade Runner per giustificare le esibizioni dei tre DJ si è creato un gran casino, scontentando sia i fan del capolavoro di Scott che i discotecari più incalliti.

Tanta gente di tutte le età ferma in uno stanzone con musica assordante, quattro schermi giganti che proiettavano solo alcune scene del film in loop e luci da discoteca. Peccato, perchè così non è stata resa giustizia al film e non si è nemmeno creato l’ambiente giusto per permettere agli ospiti di esibirsi davanti a un pubblico in grado di apprezzare.

Certo, nei mix proposti figuravano sonorità e brani della colonna sonora di Vangelis, ma non è stato davvero sufficiente. Si sarebbe potuto organizzare una cosa diversa, magari cercando di dare risalto alle atmosfere del film con un setting più convincente, con dell’intrattenimento che anche i non avvezzi alla pista da ballo potevano apprezzare, o proiettare il film e farlo accompagnare dalle musiche dei tre artisti, quasi a comporne una nuova colonna sonora, oppure semplicemente lasciar stare Blade Runner e organizzare un rave senza possibilità di fraintendimento. Peccato!

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