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The Crimson Idol – 20 anni dopo

If I could only stand and stare in the mirror would I see One fallen hero with a face like me And if I scream, could anybody hear me If I smash the silence, you’ll see what fame has done to me”

Era il 1992, e la scena musicale fu sconvolta dal fenomeno del grunge. Kurt Cobain e i Nirvana avevano aperto la strada ad un nuovo genere in cui i ragazzi potessero immedesimarsi carico di quel “mal de vivre” che portò lo stesso Kobain al suicidio. Certo, la grinta e la rabbia che ne sacturivano erano qualcosa di già vissuto anche in precedenza, ma venive proposta in maniera totalmente diversa, nuova. Se un pezzo rock della decade appena passata aveva assoli sfrenati, ritmi serrati e una mentalità “kick-ass”, il genere appena nato era invece permeato da depressione e menefreghismo. I rocker del decennio entrante sembravano dire “non vi andiamo bene? ‘fanculo, lasciateci stare, nemmeno a noi piacete voialtri!” E tra camice di flanella, capelli più corti, chitarre acustiche e una meno marcata capacità tecnica, c’era chi dava ormai per spacciato il metal, genere che negli anni ’80 aveva furoreggiato, con le sue innumerevoli versioni e interpretazioni, dal glam allo sleaze, dal thrash all’heavy metal, dal prog al power. Ma quasi in risposta a tutto ciò, il leader dei W.A.S.P., gruppo in scioglimento per problemi tra i vari componenti, Blackie Lawless, compone il suo capolavoro. Tale capolavoro prende il nome di The Crimson Idol, ed è una rock opera completa e matura, dove gli stilemi del genere non sono fini a se’ stessi come invece poteva apparire nei pezzi precedenti, più grezzi e infantili forse, più facili concettualmente (ma non per questo anche tecnicamente). Prodotto, scritto, arrangiato, cantanto e suonato interamente da Lawless (voce, chitarre, basso e tastiere), con solo alcuni ospiti come Bob Kulick (chitarra) e Frankie Banali e Stet Howland (batteria), The Crimson Idol è riconosciuto all’unaninmità come pietra miliare del genere, e non solo. Basti pensare a tutti i concept album rock/metal usciti in seguito (compreso The Neon God [http://www.waspnation.com/neonstory.htm], sempre dei W.A.S.P., un doppio disco che cerca di essere un bis ma ne risuòlta essere solo una pallida imitazione), per capire come questo disco di Lawless sia stato seminale e influente.

Vediamo se riesco a presentarvelo come si deve (la storia è presa da wikipedia).

01. The Titanic Overture

La storia narrata nel disco ha per protagonista un giovane adolescente di nome Jonathan Aaron Steel. Figlio di William ed Elizabeth Steel, Jonathan vive fin dall’infanzia una vita triste e desolata in virtù del fatto che i suoi genitori lo considerano un fallimento, soprattutto se in rapporto al loro figlio primogenito, Michael, che sembra l’unico a dar loro soddisfazione. Se da un lato la madre si limita semplicemente ad ignorare l’esistenza di Jonathan, dall’altro il padre arriva quasi a detestarlo per quello che è: il figlio che non avrebbe mai voluto avere, un inutile peso da sorreggere.

02. The Invisible Boy

In tutta la famiglia, l’unica persona ad interessarsi ai problemi di Jonathan è suo fratello Michael, che ne diventa il confidente, il migliore amico, l’eroe. Nei momenti di solitudine, Jonathan trova spesso consolazione nello specchio, una entità che assume quasi un carattere mistico, grazie alla quale il ragazzo può costruire intorno a se stesso l’immagine che desidera: un mondo fantastico in cui tutto ruota intorno al suo volere. In questo scenario di emarginazione e degrado, Jonathan cresce fino a quando, un giorno, avviene qualcosa che sconvolgerà la sua vita per sempre. Michael, infatti, muore tragicamente dopo essere stato vittima di uno sfortunato incidente stradale. Da quel momento per Jonathan inizia un periodo di crisi durante il quale il ragazzo comincia ad abbandonarsi ad un circolo di alcolismo e ribellione. Un giorno, però, scopre nella vetrina di un negozio una sfavillante chitarra elettrica. Improvvisamente, Jonathan capisce che rifugiarsi nella musica potrebbe essere la sua salvezza, il modo migliore per esprimere il suo disagio ed imparare a combattere i suoi problemi. Una volta acquistata la chitarra, Jonathan scopre un talento del quale non aveva neppure sospettato l’esistenza. In breve tempo diviene un ottimo musicista e comincia a scrivere canzoni, dedicando anima e corpo alla sua nuova passione. Resosi conto della qualità dei suoi lavori, il ragazzo decide un giorno di scappare di casa per dirigersi in una grande città con la speranza che qualcuno lo noti.

03. Arena of Pleasure

Per due lunghi anni Jonathan vive alla giornata, mendicando per le strade e suonando canzoni di fronte ad uno smisurato pubblico di passanti distratti. In un giorno come tanti, alla fine, Jonathan incontra un uomo d’affari di nome Charlie, che sostiene d’essere molto interessato alla sua musica. L’uomo, infatti, si rivela essere il presidente di una delle maggiori case discografiche internazionali.

04. Chainsaw Charlie (Murders in the New Morgue)

Charlie offre a Jonathan un contratto al quale il ragazzo non può dire di no. Qualche giorno più tardi Jonathan viene presentato anche ad Alex Rodman, un manager emergente dotato di enorme talento, che da quel momento in poi avrebbe avuto l’incarico di occuparsi dei suoi affari. Nel giro di poche settimane il giovane inizia a lavorare sul suo primo disco insieme ai migliori professionisti del settore.

05. The Gypsy Meets the Boy

Mesi dopo, poco prima del giorno in cui il suo primo album avrebbe dovuto debuttare nei negozi, il ragazzo incontra sul ciglio della strada una zingara. Incuriosito dalla visione, Jonathan attira la sua attenzione. La zingara gli si avvicina e gli domanda se per caso fosse interessato a conoscere il proprio futuro mediante la lettura dei tarocchi. Jonathan acconsente e la zingara inizia quindi a raccontare i dettagli del suo passato e del suo presente, interpretando le carte con maestria. Ad un certo punto però, arrivato il momento di scoprire il futuro di Jonathan, la zingara si interrompe con orrore. Il ragazzo la prega di proseguire e lei gli rivela che il futuro non ha in serbo niente di buono per lui. La zingara gli confida di avere avuto la visione di un eroe che cade in disgrazia. Subito dopo lo ammonisce: “Attento a ciò che desideri, perché potrebbe realizzarsi davvero.” Col passare del tempo il primo album di Jonathan diviene un successo intercontinentale. Il ragazzo triste e sconsolato che aveva avuto una infanzia d’inferno si trova così proiettato in un mondo di ricchezza, denaro e ambizione. Jonathan Aaron Steel si è ormai del tutto trasformato nell’idolo delle folle, il solo ed unico “The Crimson Idol”.

06. Doctor Rockter

Una sera, durante una festa mondana, Jonathan viene avvicinato da un tizio che gli dice di chiamarsi Doctor Rockter. Sotto la sua guida, il giovane musicista viene a conoscenza di uno stile di vita nel quale droga e perdizione non sono altro che semplici passatempi.

07. I Am One

Per i tre anni seguenti, Jonathan rimane letteralmente schiavo delle sostanze stupefacenti, arrivando quasi al punto di perdere se stesso. Anche lo specchio, che era rimasto il suo unico confidente da quando suo fratello Michael se n’era andato, inizia progressivamente a perdere il suo ascendente su Jonathan che, sempre più distratto e allucinato, viene addirittura minacciato da Alex Rodman di essere scaricato dall’etichetta discografica.

08. The Idol

Ma nel momento in cui il suo manager lo redarguisce, Jonathan viene illuminato da una visione. Si rende conto di quanto schifosamente falso sia il successo per cui ha faticato negli ultimi anni. Si rende conto di quanto ipocrita sia l’universo che gli gravita intorno. E soprattutto si rende conto che l’unica cosa per la quale veramente sarebbe valso soffrire è anche l’unica cosa che davvero gli manca: l’amore e l’affetto delle persone care.

09. Hold on to My Heart

Dopo ore ed ore passate in silenzio, chiuso nella solitudine della sua lussuosa dimora, Jonathan decide infine di fare una telefonata. Sono trascorsi anni da quando ha lasciato i suoi genitori, così decide di mettersi in contatto con la sua vecchia famiglia. Quasi incapace di proferir parola per l’emozione, tutte le sue aspettative di conforto ed apprensione vengono tristemente vanificate dalle parole di sua madre. La conversazione rimane fredda, il tono della voce distaccato. La frase di congedo, un vero e proprio colpo di grazia con il quale Elizabeth Steel lascia Jonathan in balia del suo crudele destino è “Noi non abbiamo nessun figlio.”

10. The Great Misconceptions of Me

Qualche giorno più tardi, subito dopo la fine di un concerto, il corpo del mitico “The Crimson Idol” viene trovato privo di vita in un camerino, impiccato alle corde di quella stessa chitarra che tante emozioni gli aveva donato. Una delle più grandi stelle nascenti della storia della musica era ormai caduta dal cielo della notte, avendo smesso per sempre di brillare.

Ecco alcuni estratti da recensioni online.

Metallized.it

Musicalmente parlando, invece, The Crimson Idol è da considerarsi come il punto più alto raggiunto dalla band statunitense (da poter accostare solamente ai primi due album, l’omonimo debut e il seguente The Last Command, risalente a sette anni prima), un vero e proprio capolavoro artistico da avere a tutti i costi nella propria collezione. Come si dice in questi casi, un must.

TrueMetal.it

Dai caratteri quasi di una colonna sonora, The Crimson Idol è un concept labirintico, una raccolta di metafore, un’opera sublime, inaspettata e sconvolgente. Un album che con una mano porge la sua splendida musica, figlia di un’evoluzione stilistica terminata e compiuta, mentre con l’atra nasconde dietro la schiena le trame introspettive e ragionate che dominano il livello nascosto di questo lavoro. Per stessa ammissione di Lawless nulla in quest’album è ciò che appare, tutto è simbolo, simulacri e icone destinate all’eternità e a interpretazioni sempre diverse.

Insieme all’animalesco debut album, questo è l’apice indiscusso della band californiana, in una parola sola: capolavoro.

Entrate Parallele

“The Crimson Idol” è probabilmente il lavoro più completo, maturo e meglio riuscito dei W.A.S.P. e certamente uno dei migliori concept album di sempre. […] “The Crimson Idol” è un punto di rif…, cioè, è IL punto di riferimento di ogni rock opera realizzata dagli anni ’90 ad oggi; un disco che ha avuto più riconoscimenti che copie vendute, una pietra miliare dell’heavy metal, sicuramente il lavoro di maggior spessore dei W.A.S.P. e tra i migliori di sempre nel genere. “The Crimson Idol” non ha raggiunto nemmeno un disco di platino, nemmeno uno, vai a capire il perché. Personalmente la prendo come un’offesa alla musica, a questa musica.

Un po’ di pareri in inglese: http://www.metal-archives.com/reviews/W.A.S.P./The_Crimson_Idol/3980/

Insomma, avrete capito che si tratta di una storia struggente di ascesa e caduta, in cui è impossibile non percepire una vena autobiografica, narrata magistralmente sia dal punto di vista emotivo che professionale. Impossibile stufarsi delle 10 tracce che lo compongono, tanti e tali sono i temi e le variazioni al loro interno. Impossibile negare le qualità intrinseche di un’opera così grandiosa e introspettiva allo stesso tempo. Fatevi un favore, procuratevelo in qualsiasi modo e ascoltatelo. Ma ascoltatelo davvero, e cercate di non commuovervi sulle note introduttive di The Idol o sul drammatico finale del disco. Un esempio di perfezione musicale.

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Discussione

Un pensiero su “The Crimson Idol – 20 anni dopo

  1. Ciao Edo, e’ con piacere che intervengo, stavolta, su the Crimson Idol
    Ho vissuto l’uscita, la non ascesa, l’inesorabile “fadeout” di questo disco.

    Anni dopo ho scoperto essere la passione anche del chitarrista/cantante dei Nowhere, molto aldilà dei Metallica, insomma.

    I tre anni trascorsi nella promozione dell’album, di cui tratta the Crimson Idol, non sono riferiti a questo, bensì a the Headless Children dell’89 (the Crimson Idol e’ del ’92).
    Headless Children, primo album davvero “impegnato” degli WASP e dalla caratura tecnica superiore a questo, che nasceva infatti per essere un solista di Lawless e raccontare quanto avvenuto con la band
    Infatti il mood dell’album, bellissimo, non c’è di che, non solo non presenta variazioni, ma persevera immutabile dall’inizio alla fine, ove gli arpeggi minori e il refrain “I just wanna be I don’t wanna be/Crimson Idol of 1,000,000” si rincorrono per l’intero album di brano in brano.
    Non solo, Lawless contesta il management che ha sfruttato e messo uno contro l’altro lui e il chitarrista solista Chris
    Non per niente, ossessionato da Seventh Son of a Seventh Son (come lo capisco), contatta Rod Smallwood del Sanctuary management per farsi indirizzare: ne viene fuori l’album più maideniano di nonmaiden in circolazione (appunto the Crimson Idol). Solo che nel ’92 (altra cosa che sembri ignorare, vantando Fear of the Dark) gli Iron Maiden erano dati per finiti, proprio mentre Rob Halford mollava i Judas Priest, Dickinson ne aveva le scatole piene di Harris ed Eddie e in America album come Dog Eat Dog dei Warrant (che due anni prima spopolarono con Cherry Pie), the Wild Life degli Slaughter (due anni prima in testa ad ogni hit parade con Up All Nite) Revenge dei KISS ed Adrenalize dei Def Leppard (24.000.000 di copie con Hysteria)… zoppicavano… Per colpa della mefitica pestilenza irradiata da Seattle.
    The Crimson Idol e’ frutto, per Smallwood, della tradizione Harrisiana d’ispirarsi a film e letteratura, ecco pertanto che lo specchio funge da “ritratto di Dorian Gray” per le malefatte di Jonathan
    Ma Lawless, più americanamente pragmatico lo raffigura come il complice, prima, al muro, delle ambizioni di Jonathan stesso, poi, dal muro deposto infine su un tavolino qualsiasi, delle strisce propinate da Doc Rockter.
    Ero in Inghilterra ininterrottamente dal ’92 al ’97 (studiai al College Holy Child Jesus di Hastings e poi vi tornai via via da “monitor”, ovvero accompagnatore dei ragazzi più giovani) assistendo o ai Monsters of Rock a Donington o al Reading Festival. Ho visto precipitare la popolarità dei Maiden da Fear of the Dark a the X Factor (due album che mi piacciono) e dei WASP da the Crimson Idol a Still Not Black Enough (stessa formazione e sound di Crimson Idol)
    Non era il momento…
    Inoltre MudHoney, Nirvana e Stone Temple Pilots erano speciali, ma Alice in Chains, SoundGarden e PearlJam lo erano di più…
    Claudio.

    Pubblicato da Claudio | 12 novembre 2012, 22:14

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