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Art of Gaming, chitarra, musica, PS3, videogames

Rocksmith

Sembra davvero passato pochissimo da quando la moda per Guitar Hero esplodeva su tutte le piattaforme esistenti, con i suoi cloni, spin-off, rhythm game che sfruttavano questo boom musicale (sempresialodato) che economico (troppa plastica in giro). Una miriade infinita di giochi che però si sono esauriti nel giro di un paio di anni, divertendo tantissimo, ma rinnovandosi davvero poco. E complice il sistema di DLC ormai tanto sfruttato dalle software house, ci è voluto poco perché venissero prodotti dei veri e propri nuovi capitoli, permettendoci di espandere all’inverosimile la libreria del nostro gioco preferito ancora oggi, con uscite settimanali (per Rock Band e Guitar Hero) continue. Ubisoft ci riprova però, con un’idea non originalissima ma finalmente distribuita anche in Europa.

Già, perché questo Rocksmith, negli States, è disponibile già da novembre scorso. E la cosa non è necessariamente un male: il tempo trascorso ha permesso a Ubisoft di sondare il terreno, capire se il gioco avesse un bacino di utenza abbastanza largo per piazzare il gioco anche da noi e hanno avuto tempo di sviluppare e pubblicare dei pacchetti di canzoni (a pagamento, ovviamente) per permettere di personalizzare di più la propria esperienza. Detto questo, come si differenzia questo nuovo “gioco” dalla concorrenza? È presto detto: invece di una chitarrina di plastica con 5 tastoni colorati, complice un jack/USB si potrà usare la propria chitarra a 6 corde oppure quella del bundle esistente, una Epiphone Les Paul Junior fatta apposta. Ciò comporta quindi non solo una difficoltà generale decisamente più alta ma anche la fine dei rhythm game “inutili”. Sì, le tablature dei pezzi di Rock Band erano ciò che più si poteva avvicinare ai movimenti della mano su una chitarra vera, e con Rock Band 3 (sempre solo negli US) è stata resa disponibile anche una chitarra a 122 tasti o una Fender apposita a 6 corde, ma la possibilità di utilizzare il proprio strumento è qualcosa di perfetto per chi già suona. La struttura del gioco ricalca più o meno quella dei suddetti titoli di Activision e EA, con una modalità carriera che presenta canzoni sempre più difficili da affrontare, ma aggiunge una sacco di elementi utili al pacchetto. Parliamo di vere e proprie lezioni di tecnica e relativi mini-giochi didattici che aiutano a mettere in pratica le nozioni appena apprese, con tanto di medaglie relative all’esecuzione della tecnica di turno. Inoltre, ogni brano sarà affrontabile sia in modalità Nota singola (solo le note della chitarra solista, in pratica) che Combo (sia i riff della parte ritmica che di quella solista, in base a qual è la parte più udibile/orecchiabile). Ogni “concerto” prevede un numero variabile di brani (2 all’inizio, per aumentare mano a mano che si raggiunge la fine) da suonare uno alla volta, per fare pratica, e poi tutti di fila durante l’esibizione. E se sarete abbastanza bravi, il pubblico vi chiederà un bis “segreto” con un pezzo non provato (per sbloccare, se sarete abbastanza bravi, tutti  i brani nascosti).

Contrariamente però ai succitati giochi però, la meccanica di base è diversa. Una volta iniziata una canzone, non ci sarà alcune “barra di energia” a decretare il vostro successo o il vostro fallimento. Semplicemente il “livellatore” del gioco deciderà quante note farvi suonare nella prossima strofa in base a come ve la siete cavata in quella precedente, fino alla fine del pezzo, quando verranno tirate le somme e sarà deciso se vi sarete qualificati (in base ai punti totalizzati) per suonare quella canzone nel concerto. Quindi per proseguire dovrete suonare singolarmente tutti i pezzi della scaletta in corso, provandoli, esercitandovi (anche con lezioni e tecniche che il gioco vi propone per ogni brano) e qualificarvi in ognuno di essi, per poi suonarli insieme, tutti uno dopo l’altro. E parlando di canzoni, troviamo il primo punto dolente o comunque assolutamente soggettivo del gioco: la setlist. È innegabile, i (tanti) brani presentati da Rocksmith (senza parlare delle DLC e dei pezzi scaricabili) potrebbero lasciare davvero perplessa una gran parte dei giocatori/musicisti che si avvicinano al titolo Ubisoft.


… continua su Art of Gaming

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