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horror, Indie gaming, videogames

The Walking Dead – Season 1

Si parla da anni della maturità dei videogiochi. Della possibilità di questo giovanissimo new medium di essere paragonato ai suoi fratelli maggiori (cinema e ancor prima letteratura) per quel che riguarda potenza espressiva e contenuti. È innegabile che dai primi videogiochi di strada ne è stata fatta parecchia, e da semplice “intrattenimento videoludico” molti dei titoli delle ultime generazioni possono fregiarsi del titolo di “narrazione interattiva”. Basta pensare a Heavy Rain, per PS3, per capire come spesso questa etichetta possa essere una costrizione, limitando il giocatore ad alcune scelte cruciali in punti predefiniti per delineare una storia dallo svolgimento e dalla conclusione spesso riconducibile a una manciata di scelte (qualcuno ha pensato a Mass Effect 3?).

Questo preambolo è inevitabile se si vuole parlare del gioco che si è aggiundicato un numero altissimo di premi “Game of the Year” nelle ultime settimane. D’accordo o meno con questa attribuzione (il sottoscritto lo è al 100%), è innegabile quanto sia coraggioso, intelligente, ben congegnato e scritto questo gioco a episodi. Innanzitutto, parliamo delle origini di The Walking Dead. La fonte originale è una serie a fumetti tuttora in corso scritta da Robert Kirkman, che sta riuscendo a presentare in modo nuovo e mai scontato il tema della “zombie apocalypse” al giorno d’oggi tanto abusato. Piuttosto che concentrarsi sulle cause dell’epidemia, sui combattimenti contro i camminatori lenti e affamati, preferisce focalizzare l’attenzione su dialoghi, caratterizzazione dei protagonisti e cambiamenti fisici e psicologici degli stessi. Poi esiste una serie TV molto discussa, ben realizzata ma che prende le debite distanze dalla serie a fumetti, mantenendone però integre le finalità: non si tratta di un clone di Resident Evil a base di sparatorie ed acrobazie, ma l’odissea dei suoi protagonisti che cercano modi per sopravvivere sia ai mostruosi inseguitori che (soprattutto) ai degenerati personaggi umani che popolano il mondo devastato in cui si trovano.

Era solo una questione di tempo prima che i talentuosi studi TellTale lanciassero sul mercato qualcosa di tanto coraggioso e importante. Già alle prese con licenze famose come Sam&Max, Monkey Island, Back to the Future e Jurassic Park, questa software house molto apprezzata dai fan (e come biasimarli, visto l’amore per i fan verso suddetti franchise), non è nuova alla serializzazione dei suoi titoli, che infatti sono sempre stati presentati con cadenza episodica. The Walking Dead quindi non è un’eccezione per quel che riguarda il formato con il quale è stato presentato (che si sposa perfettamente, tra l’altro, con il formato a fumetti del materiale originale), quanto semmai per i contenuti decisamente più forti. La vicenda che vivrete nei panni di Lee Everett, il protagonista dei cinque capitoli di cui si compone la storia, è precedente a quella di Rick Grymes e del gruppo di sopravvissuti più famosi del comicdom mondiale, e vi porterà anche a visitare luoghi e incontrare personaggi ormai adorati dai fan. Ma lo scopo della narrazione non è quello di strizzare l’occhio al fratello maggiore, piuttosto di costituire un compendio della stessa (se non maggiore) efficacia. In arresto e ammanettato, il nostro si trova infatti in viaggio verso una prigione con un poliziotto redneck quando esplode l’epidemia che causa anche l’incidente che lo libererà, scaraventandolo in un mondo ormai sconvolto. E da li in poi sarà una ricerca disperata di rifugio, di salvezza, di compagnia umana, di sopravvivenza. Il suo primo incontro, fondamentale, farà in modo che si ritrovi con delle responsabilità che mai avrebbe pensato di avere, e da li in poi verrà sancito un legame speciale tra un ex-criminale come lui e la piccola orfana Clementine.

Il gioco fondamentalmente è molto semplice, non ci saranno sfide davvero difficili da superare, tra esplorazione, risoluzione di enigmi lineari e qualche Quick Time Event, ma lungo i 5 capitoli che compongono questa esperienza le difficoltà maggiori saranno date dalle scelte che prenderete. Non esisterà, diversamente dagli altri titoli in commercio, una scelta giusta o una sbagliata, ma tutte porteranno a dei risultati a breve o lungo termine. Decidete di schierarvi con Kenny al posto di Lily nel secondo episodio? La cosa avrà ripercussioni (anche serie) nel terzo. Decidete di mentire a un personaggio e poi venite scoperti? La vostra autorità verrà minata in maniera pesante per ogni prossima scelta. E proprio queste scelte, che coinvolgeranno voi in primis e il cast che vi circonda direttamente, farà si che ogni momento venga soppesato con attenzione, anche quando non ce ne sarà il tempo! Questo sarà il cuore del gioco, e questo sarà il motivo percui vi troverete spesso spiazzati, frustrati, dispiaciuti, commossi o arrabbiati con tutti i personaggi che incontrerete, tutti indimenticabili. E anche le comparse e quelli minori sono caratterizzati talmente bene da farvi ricordare anche con il passare del tempo il loro nome. Ammettetelo, quante volte vi è capitato di ricordare anche il nome del tizio che muore all’inizio di un gioco? Tutto questo perché vi importerà di tutti e tutto quello che succede intorno a voi.

The Walking Dead, disponibile su praticamente ogni piattaforma (PC, PS3, X360, iPhone, iPad), è anche appena stato pubblicato in versione retail (almeno negli US) dopo una serializzazione durata alcuni mesi, e sta facendo incetta di premi ovunque venga preso in esame, surclassando anche titoli come Dishonored, Mass Effect 3 o Assassin’s Creed III. E per un mercato che di solito premia i blockbuster commerciali e “sempre i soliti titoli”, vedre trionfare così tanto un prodotto come questo non può altro che far piacere. Forse invece di continuare a pubblicare l’ennesimo “successo sicuro” Halo o Call of Duty, anche altri publisher potrebbero decidere di dare spazio a progetti come questo The Walking Dead, che con la sua struttura classica e innovativa allo stesso tempo, il look azzeccatissimo, una presentazione episodica perfetta e una storia, fulcro dell’esperienza, in grado di farsi ricordare a lungo. O almeno fino alla pubblicazione della seconda stagione, già confermata.

Non si tratta di una produzione esente da difetti, sia chiaro, ma sono tali e talmente pochi da non minare assolutamente il valore di questo primo excursus nel mondo creato da Kirkman. Tanto per citarle, si potrebbe dire che le animazioni non sono sempre il massimo, che alcuni episodi non siano lunghissimi (in particolare il terzo) e che a volte (almeno nella versione Steam giocata dal sottoscritto) alcuni file del gioco non vengono copiati nella cartella corretta del gioco e dovrete farlo manualmente, pena la perdita dei dati e delle decisioni prese (nella fattispecie, si tratta del file “prefs.prop” che va copiato nella cartella Documenti/TellTaleGames/The Walking Dead; il problema ovviamente non si pone su console e non è quindi da imputare a TellTale, ma al client di Steam). Però si tratta di cose davvero minime, che non vanno ad impattare sull’esperienza di gioco, che rimane davvero un’alternativa grandiosa nonostante il tema stra-abusato recentemente: da Resident Evil a Left 4 Dead, da Dead Rising a Dead Island sono molteplici i titoli ad avere come protagonisti i morti viventi, ma questo The Walking Dead riesce a ritagliarsi uno spazio tutto suo, permettendosi di tenervi incollati alla sua storia dall’inizio alla fine, per poi essere rigiocato e mostrarvi eventi diversi in base alle vostre scelte. Gioco dell’anno 2012? Decisamente.

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