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The Legend of Zelda: Hyrule Historia

25 anni. Un quarto di secolo. Ecco il traguardo temporale raggiunto dalla serie di Shigeru Miyamoto The Legend of Zelda nel 2011. Un traguardo importante, che ha visto avvicendarsi giochi diversi tra loro, in grado di appassionare milioni di giocatori grazie ad un elemento chiave di cui pochi altri sviluppatori hanno saputo cogliere l’importanza. Non è quello che si racconta, ma è come lo si racconta che importa davvero. La lunghissima saga del biondo Link infatti ha saputo trasformare il suo semi-sconosciuto protagonista in un personaggio simbolo tanto importante e riconosciuto quanto il “fratellastro” Mario. Con quanto affermato sopra non voglio però sminuire le storie di Link, Zelda, Ganon e via dicendo ma anzi, li sto elevando a mito. Grazie alla loro semplicità (spessissimo l’idea originale si può ricondurre a “Zelda viene rapita da Ganon e Link deve trovare i pezzi della Triforza per salvarla”) se ne puó parlare alla stregua di fiabe moderne. Per tessere le lodi di questo franchise non basterebbe un articolo, ne’ questa sede è la più adatta.

Siamo qui invece per parlare di un volume commemorativo speciale già pubblicato nel 2011 in Giappone e solo adesso (fine gennaio) dato alle stampe anche in inglese grazie ai ragazzi di Dark Horse (per chi non li conoscesse, sono gli editori dell’Hellboy di Mike Mignola), un vero gioiello che FINALMENTE riesce a svelare molti dei dubbi relativi alla cronologia della saga, forse una delle più complicate in assoluto nella storia dell’intrattenimento elettronico.

Dopo una semplice ma seminale introduzione da parte del guru della grande N a proposito della nascita di Link e di Hyrule, la prima sessantina di pagine ci mostra in tutto il suo splendore il mondo, i personaggi, i mostri e i protagonisti dell’ultimo capitolo della saga, Skyward Sword. Una zona alla volta, ci verranno mostrate tutte le location del gioco, con centinaia di bozzetti e concept art dedicati a Skyloff, le Isole nel Cielo, l’Accademia e i suoi studenti, i mercanti del Bazaar, Thunderhead, la Foresta di Faron e l’albero gigante, i Goron, i Kikwi, i Parella (che in origine scopriamo qui dover essere una razza di creature simili a Zora, una degli antichi saggi),e tantissimo altro. Questa sezione, anche se Skyward Sword non vi fosse piaciuto, non lascia alcun dubbio sulla minuzia con cui questo titolo sia stato trattato, fornendo alcuni dettagli maniacali sul look del gioco (come la forma di uccello sullo scudo di Link, chiaro rimando al Loftwing da lui cavalcato), chiaro indice di amore e passione infusi in quello che può si essere definito “l’ennesimo capitolo” di un franchise, ma che supera di gran lunga la media dei prodotti simili per quel che riguarda la cura e l’attenzione verso il non “strafare”. Tutto è delicato, mai invadente o esagerato. Elegante ed essenziale. Pura magia.

La seconda parte del volume è costituito da quello che tanti fan aspettavano da anni ormai: la storia di Hyrule, e dei suoi protagonisti, finalmente in un ordine comprensibile e ufficiale. Tanti fan e critici infatti hanno più volte ricreato una timeline degli eventi di tutti i giochi della serie cercando di dare un ordine coeso e uniforme, senza però mai riuscirci. E ora eccola qui: la cronologia ufficiale della serie!

Fondamentalmente tutto il dilemma risiede in Ocarina of Time: è quel singolo capitolo a fornire la possibilità di tre diverse linee temporali in base all’esito dello scontro finale con Ganon. I primi capitoli, in ordine, sono Skyward Sword (Wii), Minish Cap (GBA), Four Swords (GBA) e finalmente Ocarina of Time (N64, 3DS). Chi ha giocato a questo capolavoro saprà benissimo che esistono due diverse ere: quella del Link bambino e quella del Link adulto. Alla fine del gioco, con la vittoria di Link, avremo due diverse diramazioni. La storia del Link bambino vedrà seguirla gli eventi di Majora’s Mask (N64), Twilight Princess (Gamecube, Wii) e Four Swords Adventures (Gamecube). Le vicende dell’eroe adulto invece faranno da preambolo a quanto narrato in Wind Waker (Gamecube), Phantom Hourglass (NDS) e Spirit Tracks (NDS). Esiste però anche la possibilità che Link venga sconfitto da Ganon, e generi la parte più oscura della saga, composta da A Link to the Past (SNES), Oracle of Ages & Oracle of Seasons (GBA), Link’s Awakening (GB) e infine l’originale The Legend of Zelda e il suo seguito, The Adventure of Link (entrambi su NES). Ovviamente leggere tutto questo in modo schematico non ha molto senso, ma raccontato con dovizia di particolari, immagini e dettagli (tantissimi) è davvero emozionante per un appassionato della saga.

Terza parte del volume è costituita da una marea di illustrazioni e bozzetti per tutti (o quasi) i giochi della serie, con tanto di spiegazioni e scelte stilistiche, l’evoluzione dei personaggi principali e infine il catalogo completo della serie. A chiudere il maestoso volume, una conclusione firmata da Eini Aonuma (produttore di Nintendo e della serie) e un manga di una trentina di pagine ispirato a Skyward Sword.

Personalmente, ho apprezzato tantissimo questo volume, che rappresenta un ottimo modo di commemorare una delle serie migliori della storia del medium, ma non capisco davvero la necessità di fornire certe spiegazioni ai fan. Come detto in apertura, The Legend of Zelda vuole essere per propria ammissione una “leggenda”, una favola. Non necessita alcun tipo di consequenzialità, funziona perfettamente anche senza unire tra di loro i vari capitoli, che a mio avviso non sono altro che “retelling” della stessa grande avventura. Ovviamente ogni volta cambia qualcosa, l’ambientazione è diversa, i personaggi sono caratterizzati in modo leggermente differente (la Dazel di Wind Waker è molto diversa dalla Zelda degli inizi o dalla Sheik di Ocarina of Time) ma si tratta di qualcosa di talmente completo ogni volta che davvero non ho mai pensato avesse bisogno di essere tutto unito, e sono convinto che i nessi e gli agganci siano stati studiati/inventati solo dopo che i fan l’hanno chiesto a gran voce. Con ciò non voglio dire che non apprezzo il lavoro presentato, anzi, confermo quanto detto e non posso non consigliare questo splendido volume a tutti coloro che, almeno una volta nella vita, si sono persi tra le pianure di Hyrule, sulle onde del suo mare, o tra le nuvole dei suoi cieli limpidi, dove grazie ad una semplice console, hanno potuto prendere parte alla vera e propria magia di uno qualsiasi dei capitoli di The Legend of Zelda.

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