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cinema, fantasy, sci-fi

Upside Down

di Juan Solanas

con

Jim Sturgess

Kirsten Dunst

Timothy Spall

Non si capisce perché, ma riesco sempre a farmi incuriosire dai trailer di film come Upside Down.

La trama, presa da questo sito:

Guardate verso il cielo e preparatevi a sgranare gli occhi: città, foreste e oceani, capovolti sopra le vostre teste. Due mondi tanto vicini, quanto irraggiungibili e ai cui abitanti è proibito interagire. Adam (Jim Sturgess) appartiene al mondo di sotto, Eden (Kirsten Dunst) a quello di sopra. Il loro errore sarà quello di innamorarsi rischiando di incrinare per sempre le leggi dell’universo. Eden è una giovane ragazza che vive nel mondo di sopra, ricco e prosperoso, collegato a quello di sotto unicamente attraverso la società Trans World, dove lei lavora. Eden ha un segreto: è innamorata di Adam. L’unico inconveniente è che il ragazzo appartiene al mondo di sotto e un rapporto tra i due è severamente vietato. Adam è un ragazzo che vive nel mondo di sotto, povero e degradato, ai cui abitanti è severamente proibito accedere al mondo di sopra. Ha perso i suoi genitori da piccolo e da quel momento sono davvero poche le persone che gli sono vicino. Un giorno Adam conosce Eden e se ne innamora perdutamente. Presto riuscirà a farsi assumere al Trans World, dove lavora la ragazza, con il solo scopo di ritrovarla.

In effetti, le idee potenzialmente vincenti a questo film non mancano, la tecnologia per mostrare scene assurde e fantastiche allo stesso tempo c’è e gli spunti per farne un capolavoro erano a portata di mano. Ma allora cos’è andato storto?

Tutto. Per fare di Upside Down un film grandioso dovevano solo concentrarsi su uno (massimo due) di questi spunti, e svilupparlo come si deve. Poteva essere una struggente storia d’amore impossibile tra gli abitanti di due mondi distanti degna di una tragedia shakespeariana moderna. Poteva essere un film di fantascienza ricco d’azione e significato. Poteva essere una metaforica storia di rivalsa sociale, di forza di volontà e coronamento dei propri sogni. Ma siccome tutti questi generi erano già stati presi (Blade Runner, Inception, Gattaca), gli autori han pensato di sminuire e smussare tutti i dettagli e le possibili complicazioni, rendendo Upside Down un miscuglio che non sa che pesci prendere, capisce la direzione quando è troppo tardi e si conclude in maniera frettolosa e insignificante.

Tecnicamente il film si lascia guardare, gli effetti grafici sono splendidi e le regole a cui devono sottostare i protagonisti sono tante e tali che anche il film stesso ad un certo punto sembra non ricordarle più. Piuttosto sarebbe stato bellissimo creare un videogioco, unendo le meccaniche di Ico e Shift 2 (ad esempio) e creare così una storia più lunga dei 100 minuti del film, per approfondire tutti gli spunti inseriti che così ne fanno un film banalotto e un po’ sprecato, con una chiusura velocissima e che peraltro non lascia nemmeno (o per fortuna) spazio a ipotetici seguiti.

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