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Indie gaming, sci-fi, videogame nostalgia, videogames

Primordia

Un robot umanoide arrugginito siede su una poltrona rossa, adagiata su quello che rimane dello scafo di una nave spaziale. Osserva le circostanze con un gigantesco telescopio, e i suoi occhi di energia scorgono solo pile di immondiza e macerie che si stagliano contro il cielo arancione. Tempeste di sabbia e pulviscolo spazzano il cielo, ammassando polvere negli ingranaggi di Horatio Nullbuilt, la cui attenzione viene attirata da un gigantesco monolite nero volante armato di laser che fa breccia nello scafo della sua nave, la UNIICC, e ruba il nucleo di energia che ne sostiene le funzioni principali, sparendo all’orizzonte.

Questo è l’incipit di Primordia, l’ultima fatica di WadjetEye Games, che dopo il superlativo Gemini Rue aveva un non leggero peso da sostenere. Come avrete capito, sempre di fantascienza si tratta, ma di un genere diverso: se infatti il gioco precedente si ispirava chiaramente a Blade Runner nelle atmosfere noir e futuristiche allo stesso tempo, la desolazione e la distruzione che costituiscono l’ambientazione di Primordia ci ricordano molto da vicino il mondo di Machinarium. Ma non solo, chiarissima ispirazione di Primordia è infatti anche il celeberrimo e seminale Beneath a Steel Sky. Come i protagonisti di questi due titoli infatti Horatio dovrà avvicinarsi in una città ostile e confrontarsi con i suoi abitanti e i suoi pericoli. Come il Foster di BaSS sarete accompagnati da un robot parlante, Crispin Horatiobuilt, un sidekick divertente la cui funzione sarà duplice: potrete utilizzarlo come oggetto per fargli compiere alcuni task durante l’avventura e potrete farvi suggerire alcune mosse per superare i punti più ostici. Durante la loro avventura alla ricerca del nucleo energetico in grado di sostentarli, Horatio e Crispin dovranno scoprire cosa ne è stato dell’umanità, oggetto ormai di culto presso i robot più religiosi, scoprire cosa ha fatto crollare la società di Metropol e sbloccare i ricordi che si trovano nella memoria di Horatio.

Per fare ciò, il giocatore si trova davanti a una classicissima avventura punta-e-clicca, anche ‘stavolta sviluppata grazie ad Adventure Game Studio, ricca di enigmi da risolvere grazie agli oggetti trovati, a scelte in alcuni dialoghi e alla propria capacità di decrittazione. L’aspetto grafico è curatissimo, e le ambientazioni sono suggestive e dettagliate, ma a volte la troppo “alienità” delle stesse rischia di confondere. Anche le musiche sono azzeccate, ma a volte suonano un po’ anonime e meno incisive rispetto a quelle del predecessore, Gemini Rue. Dal punto di vista della giocabilità invece ci troviamo davanti a una sfida non troppo complicata, che sarà possibile portare a termine in meno di dieci ore grazie ai consigli di Crispin, ma visti i finali alternativi e gli achievement da sbloccare, una seconda run potrebbe essere necessaria per approfondire tutti i risvolti (anche della trama) che potrebbero esservi sfuggiti la prima volta.

Primordia è un vero gioiellino, confezionato con cura e con maestria, omaggia fonti illustri del passato mischiandone i richiami con alcune idee del presente in una commistione poetica, triste e carica di pathos degna della miglior letteratura di genere.

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