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animazione, letteratura, sci-fi

Ergo Proxy

Finalmente sono riuscito a vedere Ergo Proxy. Si tratta di una serie TV anime di fantascienza creata da Manglobe e Geneon Entertainment, trasmessa in Giappone dal 25 febbraio al 12 agosto 2006 sul canale satellitare WOWOW per un totale di 23 episodi. Diretta da Shukō Murase (Witch Hunter Robin) e sceneggiata da Dai Satō (Cowboy Bebop, Ghost in the Shell: Stand Alone Complex, Samurai Champloo, Eureka Seven), è l’ennesimo rappresentante della corrente poetico/filosofica di anime dai colori spenti, le musiche tristi e i contenuti universali (avete presente Wolf’s Rain?).

La trama: nella città-cupola di Rom-Do umani e androidi (chiamati Autoreiv, da “auto-slavery”, “auto-schiavitù”) vivono collaborando per salvaguardare la specie umana, quasi estinta dopo un disastro ambientale. A Rom-Do la vita scorre monotona e tranquilla, regolata dal perfezionismo, dal consumismo e dal distacco emozionale che gli abitanti devono dimostrare per essere considerati “concittadini” e quindi degni della società. Il mondo di Ergo Proxy è ambientato in un futuro molto tecnologizzato dove anche le nascite sono severamente controllate e meccanizzate. In questo “paradiso” la tranquillità viene improvvisamente infranta dallo scoppio di un’epidemia che colpisce gli Autoreiv, il Cogito, un virus di origine ignota che permette a quest’ultimi di acquisire consapevolezza di loro stessi, e li rende capaci di provare ogni genere di emozione umana; e dalla fuga da un laboratorio di ricerca segreto di una creatura non umana, chiamata Proxy, che veniva sottoposta ad esperimenti per capire il suo organismo e, in particolare, per scoprire il segreto delle cellule Amrita di cui è composta che la rendono immortale. Il Proxy durante la fuga semina morte tra gli abitanti di Rom-do. La nipote del Reggente, l’agente Re-L Mayer che ha il compito di investigare sui recenti omicidi, viene a contatto con il Proxy, che irrompe nel suo appartamento terrorizzandola. In un mondo in cui gli omicidi sono quasi inesistenti la pace di Rom-Do è in crisi, e Il Dipartimento di Sicurezza si affretta ad insabbiare la faccenda. Re-L non si dà per vinta e vuole scoprire tutta la verità sulla creatura, che ha visto con i suoi occhi. La sua ricerca parte da Vincent Law, un immigrato moscovita della divisione di controllo Autoreiv presso il suo stesso dipartimento (l’Intelligence), che è stato trovato svenuto nei pressi di casa sua il giorno dell’incontro con il Proxy. Re-L inizia a gettar luce sui misteri che ruotano attorno al Proxy e a questo misterioso Vincent Law.

La sua ricerca la porterà a seguire Vincent addirittura fuori dal dome della città e ad esplorare un mondo devastato dalla guerra nucleare, ma in cui la speranza non è ancora svanita.

Dopo le prime 8 puntate, l’ambientazione cambia radicalmente, e da serie post-cyberpunk, Ergo Proxy diventa un surreale viaggio alla ricerca delle radici e del passato perduto di Vincent (che oltre al nome ha più di un elemento in comune con il suo omonimo personaggio di Final Fantasy VII) e delle origini di Re-L (la cui somiglianza con la cantante Amy Lee degli Evanescence, nella copertina del primo album, Fallen, è sicuramente più che una coincidenza), che da cittadina indottrinata comincerà a mettere in discussione la sua realtà quotidiana e il mondo che le viene posto di fronte.

Ergo Proxy è una serie realizzata benissimo, con una cura incredibile per quel che riguarda l’aspetto grafico e sonoro. Anche la regia è ottima, e a parte alcuni dettagli forse scontati e alcuni episodi filler, tutto scorre perfettamente fino al ventesimo episodio. Da lì in poi è il delirio. I simbolismi si moltiplicano, i personaggi cominciano a comportarsi quasi in maniera insensata, colpiti dalla follia legata alle terribili vicende narrate. Personaggi fondamentali saranno anche la piccola Pino, giovane e ingenua bambina Autoreiv colpita dal virus che accompagnerà Vincent dal primo momento, Raul Creed, il capo del Reparto sicurezza di Rom-Do nonché “papà” di Pino, Deadalus, scienziato e dottore innamorato di/ossessionato da Re-L e l’Autoreiv della nostra eroina, Iggy, fedele a lei fino alla fine.

La serie, composta da 23 episodi in tutto (caricati su YouTube a questo indirizzo ma reperibili, se siete fortunati, in 6 DVD editi da Panini Comics in Italia), è da considerarsi una storia di ricerca personale: gli umani creati artificialmente dai reggenti della città, gli Autoreiv infetti che hanno preso coscienza, i Proxy del titolo, sono tutti stranieri nel mondo, e cercano un luogo da chiamare casa, per quanto devastato esso possa ormai essere. Impossibile non pensare a diverse fonti di ispirazione per quest’opera. Le principali influenze infatti sembrano essere Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley per quel che riguarda la società distopica di Rom-Do, in cui gli esseri umano vengono creati scientificamente, la crescita demografica è controllata e ognuno ha un compito prestabilito alla nascita. Ma ci sono anche eco de La Penultima Verità di Philip K. Dick, in cui la popolazione viene tenuta a bada con la menzogna di una costante guerra al di fuori del sottosuolo in cui i protagonisti sono relegati, come gli abitanti di Rom-Do, convinti che il mondo al di fuori della città sia ancora radioattivo. Re-L è poi paragonabile alla Motoko Kusanagi di Ghost in the Shell per la sua freddezza e razionalità (almeno all’inizio della storia).

Sicuramente si tratta di un’opera che merita molto, che affronta in modo originale alcune delle tematiche della sci-fi moderna quali la clonazione, la robotica, la coscienza umana, l’intelligenza artificiale, mischiandole con messaggi biblici e contesti da fine del mondo, perdendosi però un po’ nel finale da rivedere più di una volta per carpirne (se c’è) un vero significato, una vera risposta.

Il trailer originale giapponese:

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