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Art of Gaming, Indie gaming, PS3, videogames

The Unfinished Swan

Ci sono giochi, a volte, che rappresentano un punto di vista diverso. Visioni uniche che riescono ad unire un gameplay innovativo e una grafica sbalorditiva, idee geniali ma al contempo semplicissime che possono lasciare davvero a bocca aperta. Qualche anno fa fu Flower ad avere questo effetto su di me (e non solo), poi, l’anno scorso, fu il turno di Journey (che ancora non ho preso, mannaggiamme’) e, proprio in questi giorni, è stato questo The Unfinished Swan a farmi capire quanto possa essere potente una semplice idea, se sviluppata nel modo giusto. Sì, perché di giochi come questo, come Limbo, come Braid, il mondo videoludico ha davvero bisogno.

Prodotto sempre da Santa Monica Studios, ma sviluppato dai ragazi di  Giant Sparrow, The Unfinished Swan è definibile come un mix di platform in prima persona e puzzle game, ma anche una fiaba interattiva in cui perdersi, o ancora un quadro astratto in divenire che beneficia delle tecniche consentite dalla tecnologia moderna. Il piccolo Monroe, cresciuto dalla mamma, è rimasto orfano. In orfanotrofio gli consentono di tenere solo una delle tante tele incompiute della madre pittrice. L’opera preferita della donna era quella del cigno incompleto, e il nostro alter-ego decide di conservare proprio quella. Una notte, Monroe si sveglia e scopre che il cigno sulla tela è sparito, ma ne vede le impronte e le segue attraverso una piccola porta magica, armato solo del piccolo pennello argentato della madre.

È da qui in poi che ne vestiremo i panni, ritrovandoci a vagare in un ambiente totalmente bianco. Dopo qualche attimo di disorientamento, alla pressione casuale di un tasto vedremo volare una sfera nera di inchiostro che, una volta spiattellata a terra, lascerà una prima macchia che definirà una parte dell’ambiente circostante. Continuando a lanciare queste gocce di inchiostro saremo noi a scoprire pian piano il mondo onirico in cui dovremo aggirarci, seguendo le orme dorate del cigno bianco. E armati solo di queste bolle, dovremo scoprire/leggere/attraversare quattro parti della nostra fiaba illustrata, ognuna delle quali ci vedrà interagire in maniera diversa. Se il primo “livello” funziona come appena spiegato, il secondo ci vedrà alle prese con delle bolle d’acqua che faranno crescere degli arbusti verdissimi da scalare per trovare la strada in un labirintico castello fatto solo di ombre. Il terzo racconto ci metterà di fronte a una foresta oscura, in cui l’unico sprazzo di luce è garantito da dei fiori/frutti tondi luminosi da colpire, pena il perdersi nell’oscurità totale, abitata da creature indefinite dagli occhi rossi. Successivamente dovremo esplorare l’interno del castello, costruendo blocchi di vernice e “arredandone” l’interno, fino a raggingere lo scorbutico re che ha costruito questo mondo cercando di farlo perfetto e di cui avremo letto pezzi di storia durante il nostro cammino.

Impossibile non restare con la bocca aperta in più occasioni durante l’esperienza che è costituita da Unfinished Swan. L’immedesimazione col piccolo Monroe sarà tale che lo stupore davanti ad alcuni momenti sarà inevitabile. Spesso vi sentirete come persi in un quadro di Escher, ma liberi come un bambino di sperimentare, di esplorare senza rischiare (non si muore mai in The Unfinished Swan), con l’incoscienza tipica dei bimbi, spinti dalla curiosità a capire cosa c’è dietro quell’angolo o oltre quel muro, a cercare di superare quella barriera sicuri che la sorpresa sarà grande. Una storia semplice e lineare, infantile nella più positiva delle accezioni (avete presente Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry? Stessa cosa) in grado di insegnare molto sia dal punto di vista puramente estetico che da quello di gameplay a tanti sviluppatori moderni che si limitano a spacciare ogni anno il solito, noioso capitolo della loro serie decennale di sparatutto in prima persona. Un’esperienza unica accompagnata da una colonna sonora incredibile, affrontabile sia con un controller normale che con Playstation Move, e un’esclusiva PS3 da non lasciarsi scappare. Se amate i videogiochi, se li amate davvero, per quello che rappresentano, per quello che permettono di fare, allora amerete The Unfinished Swan, che rappresenta una vera e propria dichiarazione d’amore a questo medium.

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