you're reading...
letteratura

Dance Dance Dance

Autore: Haruki Murakami

Casa editrice: Einaudi

Pagine: 492

Da Wikipedia:

Trentaquattrenne, giornalista freelance, una separazione alle spalle incrina il suo equilibrio precario. Tutti quelli a cui tiene finiscono col lasciarlo alla sua inconcludenza, svuotandolo un pezzo alla volta di qualcosa. Ma c’è un albergo a Sapporo, immerso nella nevi dell’Hokkaidō, dove qualcuno lo aspetta, per ricominciare un ballo in cui non ci si può fermare.

“Un folgorante noir giapponese”???

Cosa ci sia di folgorante in Dance Dance Dance, o di noir (a parte alcuni momenti) non lo so. Anche dal riassunto in quarta di copertina, si parla di thriller, ma direi che descrizione mai fu così poco azzeccata. Lento, troppo dettagliato, (a volte) inconcludente e sicuramente NON avvincente come i più commerciali di Follett o altri autori di VERI thriller, Dance Dance Dance è comunque un ottimo romanzo.

Ho letto solo un’altra opera di Murakami (La Fine del Mondo e il Paese delle Meraviglie), e tra i due si nota più di un elemento in comune. Pur essendo calato in una realtà dettagliatissima (dalla musica ai cibi alle location) riesce con quei 3-4 elementi straordinari a diventare quasi un racconto dell’assurdo. Bastano l’uomo pecora, il fantasma di un albergo, una misteriosa donna scomparsa a trasformare la vita del protagonista, del suo disperato amico Gotanda e della famiglia di Yuki (tra cui spicca il divertentissimo doppio fittizio di Murakami) in un vortice lento e inesorabile pronto a risucchiarli.

Uno spaccato di vita giapponese, che presenta le frustrazioni non tanto di una realtà al limite dell’assurdo (quella della vita a Tokyo, così lontana da noi occidentali), ma della vita in se, capace di devastare anche gli animi dei più forti, con i suoi problemi quotidiani, con le situazioni di impasse e compromessi che tutti dobbiamo affrontare. Desideri, doveri, incontri fortuiti, nella vita come nel romanzo di Murakami, possono essere fatidici e fatali senza dei solidi appigli.

Ed è questo che cerca il protagonista senza nome per le circa 400 pagine del libro, un appiglio che aveva trovato nella bella e sfuggente Kiki, e che ritroverà, dopo aver fatto pace con la sua vita e le cose lasciate in sospeso, nella tenera Yumiyoshi. Consigliato, ma non aspettatevi di leggere quello che viene descritto sulla copertina. Si tratta (per fortuna) di un’esperienza molto diversa.

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: