you're reading...
animazione, cinema, fumetti, sci-fi

Pacific Rim

Pacific Rim è un film fantastico. Senza se è senza ma. Realizzato con una cura e una devozione (poi ci arriviamo) senza pari, è una vera e propria lettera d’amore all’animazione giapponese degli anni ’80, ma non solo.
Avete presente Gundam, Mazinger, Goldrake, Daitarn III e compagnia bella? Ecco, Del Toro li adora. Ma adora anche Neon Genesis Evangelion ed Escaflowne, le due serie degli anni’90 che hanno saputo riportare in auge il genere dei “robottoni”.
E sì, adora anche Godzilla, per forza.
Non si spiegherebbe altrimenti un film come questo.
Già regista di film “baracconi” come i due (ottimi) Hellboy, ma anche di un simil-horror quale lo splendido Il Labirinto del Fauno, il cineasta messicano avrebbe dovuto dirigere un film basato sul racconto di Lovecraft Le Montagne della Follia.
Saltato il progetto (per fortuna), si vociferava di un suo coinvolgimento ne Lo Hobbit, oltre ad alcuni progetti videoludici con THQ, software house che ha però chiuso i battenti mesi fa.
E così, dato che fu sventato il pericolo di vedere un film live action su Evangelion (sarebbe stata una porcheria), decide lui di fare il “suo film di Evangelion”, senza tutte le paranoie esistenziali della serie animata.
Pacific Rim è un film realizzato in maniera impeccabile. Certo, è lineare, la storia è semplice, i personaggi quasi al limite dello stereotipo, ma chi se ne frega.
Tutto fila liscio senza intoppi, e dopo le ultime visioni (Star Trek – Into Darkness, Man of Steel e World War Z) vedere un film che mantiene le promesse fatte con i suoi trailer è già un successo. Inoltre è la prima volta in cui il 3D non è fastidioso, anzi! Vedere i colossali Jaeger prendere a cazzotti i mostruosi Kaiju in una sala IMAX o simili vale tutti i soldi del biglietto.
In sintesi, la trama racconta di una crepa sul fondo dell’oceano (indovinate quale) che è in realtà un portale dal quale dei mostri marini giganteschi hanno preso ad attaccare le città del mondo. Per contrastare queste immonde creature, gli eserciti del pianeta hanno deciso di unire gli sforzi e creare i Jaeger, dei mastodontici robot che necessitano di due piloti collegati nevralgicamente e in totale sintonia tra di loro. Il protagonista della storia è il classico biondo belloccio e palestrato che durante uno scontro perderà il fratello maggiore con il quale condivideva il controllo dell’esoscheletro. E da lì in poi si dipana una vicenda di accettazione del proprio passato e conseguente confronto delle proprie paure da parte sua e di tutto il team, unico baluardo dell’umanità.
Pensate di sapere come va a finire? Esatto, proprio come immaginate, ma il punto non è questo. Lo scopo principale del film è intrattenere in maniera spettacolare, omaggiando una sfilza di serie animate con le quali Del Toro, come gli spettatori che andranno a vederlo, sono cresciuti.
Non voglio fare spoiler, quindi non dirò nulla, ma durante le scene di combattimento è i possibile non sentirsi come dei bambini di fronte alla maestosità di certe scene.
Perchè finché erano disegnati, e sullo schermo del televisore, i mostroni e i robottoni che li combattevano, da Gundam a Macross, agli Eva all’Escaflowne, seppur affascinanti, erano finti, bidimensionali. Guillermo Del Toro, grazie alla magia del cinema e al suo amore li ha resi reali.
Annunci

Discussione

Un pensiero su “Pacific Rim

  1. Sono perfettamente d’accordo con te. E la recensione sul mio blog te ne darà conferma…! 😉

    Pubblicato da Spider-Ci | 14 luglio 2013, 16:26

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: