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Contact

Ecco, questo è un titolo non facile da esaminare. Criticato da tanti e adorato da altrettanti giocatori, questo titolo Grasshopper si distingue dal resto (come tutte le produzioni del team di Suda51), per l’atipicità con cui si pone. A fianco di una trama semplice e banale infatti il giocatore si troverà a dover gestire il rapporto tra Terry, un giovane ragazzino che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato, e il Professore, un “alieno” che chiederà al giovane di aiutarlo a recuperare degli Elementi energetici andati dispersi quando la sua astronave è precipitata.

Per fare ciò però il professore ha bisogno dell’aiuto del giocatore, che è il CONTATTO tra i due, che guiderà Terry contro il gruppo terroristico Klaxon, intenzionato ad ottenere i sigilli a sua volta per risvegliare il potere.
Tutto questo sarà possibile esplorando alcune isole che compongono il mondo di Terry, ognuna con le sue caratteristiche peculiari, la propria fauna e i propri abitanti.
Il sistema di gioco prevede combattimenti in tempo reale, ma non nell’accezione classica del termine. Potrete infatti far entrare Terry in modalità combattimento per vederlo attaccare da solo, e voi potrete fargli eseguire colpi speciali o curarlo. Tutto qui. Semplice anche il gameplay.
Ma allora cosa ha fatto gridare al miracolo tutti gli estimatori del gioco?
Non lo so davvero. Si, lo ammetto, ci sono molti aspetti

secondari piacevoli e originali, ma non sono assolutamente integrati come avrebbero dovuto per “obbligare” il giocatore a sviscerarli per bene. Primo tra tutti parliamo del sistema di costumi.
Nel suo seppur breve pellegrinaggio, Terry potrà acquisire alcuni costumi che gli permetteranno di sbloccare determinate abilità, impugnare alcune armi e prediligere un tipo di combattimento. Gli stessi, saranno fondamentali per alcuni mestieri in cui il nostro si potrà cimentare. Come la cucina, la pesca, il furto. Pescare da soli è come uccidere mostri, e sarà uno dei modi di procurarsi materie prime da cucinare una volta indossato il grembiule.
Preparasi da mangiare da soli, grazie a esperimenti o a delle ricette specifiche, vi permetterà di ottenere oggetti da mangiare per curarvi o ottenere altri bonus momentanei.
Il furto invece vi permetterà, come in ogni gdr che si rispetti, di scassinare serrature e forzieri, oltre che di rubare dalle tasche dei PNG che incontrerete.
Altra grossa “novità” per un gdr di stampo giapponese come questo, è infatti costituita dalla possibilità di bersagliare anche i personaggi non giocanti che incontrerete nei villaggi e nelle città. Rubare, o peggio ucciderli, vi farà perdere punti di fama e i superstiti vi guarderanno con un occhio diverso.
È un peccato però che tutte queste intuizioni, così come l’aspetto grafico che mette in netto contrasto il mondo di Terry, colorato e dettagliato, e quello del Professore, “a 8 bit”, siano sprecate, per un gioco che di sostanza ne ha pochissima!
La storia è appena abbozzata, e colpevole anche una traduzione italiana davvero pessima risulta quasi inesistente e raccontata male. Non esiste una vera difficoltà del gioco, a patto che, ogni volta raggiunta una nuova isola, vi cerchiate il vostro bel save point in mezzo al dungeon e vi diate al grinding sfrenato finché i mostri della zona non fuggiranno (letteralmente) da voi.
Tutto in Contact è presentato in maniera criptica, tanto che in alcuni punti vi richiederà di fare delle cose talmente “sperimentali” che sarà necessaria una guida.
Inizialmente pensato per essere pubblicato su GBA, Contact quindi risulta un esperimento in cui perdersi solo a patto di voler spulciare tutto senza cercare una vera storia, accontentandosi di un look accattivante, a delle strizzate d’occhio mica da ridere a mostri sacri dell’industria videoludica (Metal Gear Solid e Castlevania, in modo evidentissimo) e a tutto il modus vivendi degli appassionati di videogiochi.
Ma se siete alla ricerca di un’esperienza più coinvolgente, più lunga e soddisfacente, allora cercate altrove.
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