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3DS, horror, NDS, RPG, Shin Megami Tensei, videogames

Shin Megami Tensei: Devil Survivor Overclocked

Originariamente pubblicato su NDS nel 2009, e riproposto in questa sua nuove versione aggiornata (Overclocked), Devil Survivor fa parte della grandissima serie di giochi di ruolo creata da Atlus nel lontano 1987!

Sapevo che tra spin-off e capitoli della serie principale i giochi erano molti, e invece di parlare solo di questo stavo pensando di fare un bell’articolo su tutta la serie, ma mi è bastato dare un’occhiata alla pagina di Wikipedia relativa per capire che la mole di lavoro necessaria sarebbe stata davvero troppa. Quindi niente retrospettiva o spiegazione dettagliata su cosa sia Shin Megami Tensei. Vi basti sapere che la serie (inizialmente ispirata a dei romanzi) si è sempre contraddistinta per la valida alternativa al “solito” fantasy onnipresente nella produzione videoludica made in Japan (Final Fantasy e Dragon Quest su tutti), essendo di solito ambientata in epoca moderna, con protagonisti ragazzi normali alle prese con il sovrannaturale. Certo, ci sono state eccezioni illustri come i due Digital Devil Saga per PS2, ma il fulcro è sempre stato l’esoterismo e la mitologia prettamente orientale. Se volete i dettagli, ecco il link all’elenco delle opere che costituiscono la saga.

Ma torniamo a Devil Survivor, in cui interpreterete un ragazzo giapponese che, insieme a Yuzu e Atsuro, i suoi migliori amici, si troverà chiuso entro in una zona delimitata di Tokyo a causa dell’improvvisa apparizione di demoni per le strade della capitale. La gente normale non saprà come affrontare la cosa, mentre i nostri 3 “eroi” saranno dotati dei COMP, delle console da gioco modificate dal cugino del protagonista, Naoya, per poter evocare, acquistare e fondere tra loro i demoni stessi.

Sulla loro testa apparirà un numero che solo il leader del gruppo può vedere e che sta a indicare quanti giorni di vita rimangono a ciascuno di loro. Stranamente a tutti gli abitanti della città paiono essere rimasti solo 6 giorni al massimo, mentre i soldati di istanza sui confini della zona in quarantena non hanno alcuna “data di scadenza”. I nostri dovranno indagare per le vie e i quartieri della città, incontrando gente più o meno normale e cercare di capire cosa sta succedendo e come uscire da quella che sembra una trappola mortale. Durante le investigazioni entreranno in contatto con il gruppo religioso degli Shomonkai, con una cantante depressa, predoni che si approfittano della situazioni di panico, gente che cerca di sopravvivere alla bell’e meglio, una otaku impazzita e tantissimi altri personaggi più o meno normali.

Proprio il cast di personaggi è la maggiore attrattiva di Devil Survivor Overclocked, che saranno il fulcro attorno al quale ruoterà l’intera esperienza di gioco. Se infatti dal punto di vista esplorativo il gioco è piuttosto limitato, saranno le vicende personali del cast a coinvolgervi maggiormente e a portarvi a fare delle scelte. Durante il gioco infatti avrete a disposizione le varie zone di Tokyo da visitare semplicemente selezionandole. All’interno di ognuna di esse potrete solo guardarvi intorno, ascoltare cosa dice la gente e parlare con i vostri compagni. Tutto questo si risolverà con qualche linea di testo piuttosto sbrigativa. Le eccezioni saranno date dagli eventi  contrassegnati da un orologio, ognuno dei quali consumerà 30 minuti della giornata in corso. La storia infatti sarà costituita da 7 giornate (più una ottava aggiunta per questa edizione) che iniziano alle ore 09.00 e finiscono alle 19.00, e vi vedranno obbligati ad affrontare alcune vicissitudini (di solito i combattimenti con i boss) ma per il resto starà a voi decidere come spendere il tempo a disposizione. Capiterà più volte di vedere sulla mappa alcuni dei personaggi con l’icona del tempo di fianco. Scegliere di andare a parlare con Haru invece che con Gin ad una determinata ora potrebbe salvarla e portare avanti il plot secondario legato alla prima piuttosto che al secondo, che mezz’ora dopo potrebbe non essere più rintracciabile sulla mappa. Se all’inizio questi “bivi” saranno pochi, con il proseguire della storia dovrete prendere decisioni simili sempre più spesso, creando la vostra storia personale ad ogni replay. Ovviamente cercare di parlare sempre con tutti sarà impossibile, e ciò è un bene, dato che con un tale espediente i programmatori sono riusciti a dare una parvenza di vita a questi personaggi, che se non verranno in contatto con voi, andranno avanti per la loro strada.

Se da questo punto di vista sembra quasi di trovarsi di fronte ad un’avventura testuale (arricchita ovviamente di disegni statici in stile anime e sfondi più o meno dettagliati, oltre che dalle voci dei personaggi in questa versione Overclocked), la sfida vera e propria è costituita dalle battaglie in cui i vostri personaggi saranno coinvolti. Periodicamente dovrete scontrarvi con dei gruppi di demoni per salvare la vostra pelle o quella di altri cittadini e personaggi. Per farlo, il gioco vi mostrerà una zona della città sulla quale sarà applicata la classica griglia da JRPG strategico alla Fire Emblem/Final Fantasy Tactics, all’interno della quale dovrete posizionare i vostri eroi (fino a un massimo di 4). Venuti a contatto con i demoni, si potrà decidere di attaccarli ed entrare così nelle fasi di combattimento vere e proprie in cui scatenare la potenza dei demoni che avremo acquisito fino a quel momento per sopraffare il nemico. Già, perché grazie ai COMP di cui si parlava prima, Atsuro, Yuzu e gli altri potranno fregiarsi del titolo di “demons tamer”.

Nei menu del COMP infatti sarà possibile acquistare nuovi demoni nelle aste digitali, fonderli per crearne di più potenti, salvarne delle versioni personalizzate evocabili e modificare le squadre a disposizione (cioè, equipaggiare fino a due demoni per ognuno dei personaggi). Ogni demone non solo potrà attaccare o usare abilità e incantesimi come fosse un personaggio durante gli scontri, ma garantirà anche delle abilità passive al team di cui farà parte, come la possibilità di attaccare a distanza, di attaccare due volte nello stesso turno e via dicendo. Quindi la sperimentazione e la personalizzazione diventano fondamentali per riuscire a superare le sfide obbligate. Ma un intelligente sistema di battaglie “gratuite” (cioè che non impiegano tempo della giornata per essere affrontate), sebbene poco realistico funziona egregiamente per permettervi di ottenere esperienza e Macca (la valuta con la quale partecipare alle aste ed evocare demoni).

Tecnicamente non ci troviamo di fronte a un capolavoro, considerando che si tratta esattamente dello stesso gioco già pubblicato su NDS anni fa, con solo alcune aggiunte: i dialoghi interamente doppiati (che offrono davvero molta immersione in più), una giornata extra nella storia e pochissimo 3D sfruttato nello schermo superiore della console. Per il resto è lo stesso identico gioco. Non facilissimo, apparentemente complicato ma mai esageratamente criptico nelle meccaniche e mai noioso, grazie a battaglie che seppur difficili non risultano mai frustranti o ripetitive, Devil Survivor è un ottimo spin off della serie: un ibrido particolare scritto bene, con personaggi ben caratterizzati e mai banali le cui storie saranno il punto focale che vi terrà attaccati a due schermi del 3DS come una bella serie di anime sa fare.

Da segnalare, per chi volesse cimentarsi in altri titoli della serie su 3DS, la presenza di Devil Survivor 2 (versione NDS) appena importato sempre da Ghostlight (ma che è anche stato appena upgradato alla versione 3DS in Giappone). Inoltre negli Stati Uniti è uscito quest’estate anche Shin Megami Tensesi IV, capitolo ufficiale della serie regolare e in Europa, poche settimane fa, anche Shin Megami Tensei: Devil Summoner – Soul Hackers, remake di un capitolo pubblicato solo in giapponese su Saturn e Playstation più di dieci anni fa. Insomma, ce n’è per tutti i gusti, soprattutto se siete stufi dei soliti gdr fantasy.

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