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cinema, horror, musica, vampires

Only Lovers Left Alive

Ovvero: La vita è una merda, e poi (NON) muori.

Lo so, tempo fa ho scritto un post sui film più attesi dai Marvel fan italiani, e nel frattempo ne sono usciti ben tre, io ne ho visti due, e non ho avuto voglia di scrivere di nessuno. Ieri sera è uscito X-Men: Giorni di un Futuro Passato, ma alla faccia della commercialata (che andrò a vedere nel weekend probabilmente) ieri ho deciso con un amico di andare a vedere questo Solo gli Amanti Sopravvivono. Avevo visto il trailer tempo fa, e non sapevo che fosse già uscito, ma appena sono stato “risvegliato dal torpore” dal mio amico con un sms che diceva “Andiamo a vedere il film dei Toreador?” ho colto la palla al balzo.

Se avete cliccato sul link avrete già capito a cosa si riferiva il mio amico, altrimenti è presto detto. Si tratta di un clan del gioco di ruolo Vampire: the Masquerade, e nella fattispecie del mio preferito. La descrizione li definisce così:

I Toreador sono chiamati in molti modi – “degenerati”, “artisti”, “sempre-in-posa”, “edonisti” per citarne solo qualcuno. Ma qualsiasi catalogazione generica non rende un gran servigio al Clan. Dipendendo dall’individuo e dalle sue inclinazioni, i Toreador sono alternativamente eleganti e focosi, brillanti e giocosi, visionari e dissipati. Forse l’unito denominatore comune applicabile a tutti i membri del Clan è il loro zelo estetico. Qualsiasi cosa un Toreador faccia, lo fa con passione. Qualsiasi cosa sia un Toreador, lo è con passione.

Per i Toreador, la vita eterna va gustata. Molti Toreador in vita erano artisti, musicisti o poeti; molti altri hanno trascorso frustranti secoli producendo ridicoli tentativi d’arte, musica e poesia. I Toreador si atteggiano come i cultori di quanto di più bello c’è nell’umanità. Talvolta, un quale creativo particolarmente ispirato o dotato riceve l’Abbraccio all’interno del Clan, al fine di preservare il suo talento per l’eternità. In questo modo, il Clan Toreador ha potuto annoverare fra le sue schiere alcuni fra i più grandi artisti, poeti e musicisti Umani; naturalmente, se una cosa va detta a proposito dei Toreador, è che nemmeno due di loro riescono a mettersi d’accordo su che cosa “ispirato” e “dotato” voglia dire.

Perché sono i miei preferiti? Per una miriade di diverse ragioni, che questo film racchiude ed espone in maniera egregia.

Andando con ordine, ecco la sinossi della storia (da Wikipedia):

Il film vede come protagonisti due amanti apparentemente normali, Adam ed Eve, che poco dopo l’inizio del film si rivelano essere vampiri. Adam vive a Detroit in un quartiere degradato ed abbandonato in una vetusta casa dal giardino poco curato. Eve vive nella esotica Tangeri, dove vive anche un altro vampiro loro amico di nome Marlowe con il quale si incontra periodicamente. I due vampiri hanno vissuto secoli su secoli di storia, conoscendo vari personaggi illustri in ogni campo dello scibile umano ed eccellendo in ognuno di essi. Il film è ambientato nel XXI secolo nell’epoca contemporanea e l’atmosfera del film è permeata dal tedio dei due protagonisti e dal loro pessimismo che li porta ogni giorno di più a vedere gli esseri umani come degli zombie che tendono alla graduale e totale autodistruzione. Adam dedica ogni sua notte al componimento di musica underground nel suo appartamento, tentando di rimanere lontano da occhi indiscreti e al riparo dai suoi fans curiosi, Eve invece dedica il suo tempo alla lettura di una vasta quantità di libri scritti nelle lingue più disparate. I due non sono più vampiri che uccidono per bere il sangue delle loro vittime, come il film lascia intendere. Invece si procurano il proprio nutrimento corrompendo dottori, ricercatori ed altri individui del genere facendosi consegnare sacche o bottigliette di sangue pulito dietro pagamento di ingenti somme di denaro. Questa scelta è dovuta al fatto che gli umani comunemente in circolazione possiedono ormai, nella maggioranza dei casi, sangue contaminato o infetto.

A differenza degli altre visioni cinematografiche/televisive di tono vampiresco moderne, che uniscono violenza sovrannaturale, sesso e sangue (penso a True Blood) o sono delle pallide imitazioni del mito dei succhiasangue (The Vampire Diaries, Twilight), Only Lovers Left Alive è fondamentalmente una tragedia. Come è giusto che sia se si parla di esseri in vita da sempre, che hanno avuto il tempo di divenire perfetti, apprendendo qualunque arte, imparando ad eccellere in ogni campo e conoscendo le più illustri figure della storia.

Il film è goth in maniera volutamente esagerata. È decadente. È lento e stucchevole in alcuni momenti, anche vista la lunghezza della pellicola. Ma è un’attenta riflessione sulla condizione umana vista dall’esterno. Racchiude il dilemma di Highlander (essere immortali mentre il resto del mondo invecchia), quello de L’Ombra del Vampiro (l’essere incapace di rapportarsi con gli umani e anche solo fingersi uno di loro), quello di Intervista col Vampiro (la necessità di trovare delle alternative alla vita predatoria, e della solitudine obbligatoria), ma li mostra da un punto di vista nuovo, solo apparentemente leggero o frivolo.

Nonostante i richiami importanti e le pretese (i nomi dei due protagonisti, le loro azioni nel corso della storia, i soprannomi scelti nel tempo) il film sembra non prendersi mai sul serio, nemmeno davanti alla morte di un personaggio fondamentale per uno dei protagonisti. I melodrammi dei personaggi di Anne Rice vengono scherniti in maniera cinica. I problemi degli “zombie” (così vengono chiamati gli esseri umani, innegabile richiamo al cinema di Romero) diventano fastidiose preoccupazioni per delle creature così potenti, che trovano insopportabile la loro vicinanza, il loro affannarsi, il loro “baccano”.

Ma come non dar loro ragione? Musica, arte, scienza, filosofia: alcune cose buone l’uomo le ha fatte, anche senza immortalità. Adam ha degli eroi umani, delle figure che sono state in grado di rivoluzionare la storia, ma che sono stati condannati (Galileo, Tesla, Copernico) dall’ignoranza dei loro simili. Gli artisti più geniali muoiono poveri per essere riscoperti secoli dopo, e le città vengono abbandonate al degrado, e dove sorgeva un maestoso teatro “ora c’è un parcheggio”.

Come può sopportare cose del genere un animo romantico e sensibile? Come si può vivere in un mondo in cui viene premiata la mediocrità e castrata la genialità? Per un momento solo Adam pare aver trovato la soluzione, melodrammatica ed esagerata, quando si procura parodisticamente un proiettile di legno. Ma Eve ha un’idea migliore.

Ballare. E tirare fuori le zanne, quando serve.

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