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Final Fantasy VI: War of the Magi – Capitolo 1

Dopo una prima introduzione alla serie e al motivo per il quale ho eletto Final Fantasy VI come esemplare più fulgido del genere e della serie, continuiamo con un po’ di storia.

Capitolo 1: Le differenti versioni del gioco

Prima di iniziare ad esaminare Final Fantasy VI nel dettaglio, è bene parlare delle differenti versioni del gioco che sono state pubblicate nel corso degli anni, cercando di capire le differenze e di rintracciare quale sia la versione migliore, quella da considerare finale insomma. Ma come vedremo non sarà facile.

 

Final Fantasy VI/Final Fantasy III (Super Famicom/SNES)

La prima versione in assoluto di FFVI fu pubblicata il 2 aprile del 1994 su Super Famicom e 6 mesi dopo (il 20 ottobre dello stesso anno) fece la sua comparsa anche la versione US (con il titolo Final Fantasy III, dato che gli Stati Uniti avevano potuto giocare solo il primo capitolo e FFIV, rinominato FFII).

Tra le due versioni ci sono stati alcuni cambiamenti in fase di localizzazione (ad opera del traduttore Ted Woolsey), oltre a quella del titolo.
Molti nomi di personaggi, luoghi e incantesimi hanno subito cambi/traslitterazioni, come si può notare qui di seguito.

Tina->Terra | Lock->Locke | Cayenne->Cyan | Mash->Sabin | Stragus->Strago Bannan->Banon | Cefca->Kefka | Gastra->Gestahl | Madeen->Maduin | Madeleine->Madonna | Biggs->Vicks | Midgardsormr->Terrato | Valigarmander->Tritoch | Catoblepas->Shoat | Bismarck->Bismark | Cait Sith->Stray | Quetzali->Palidor | Alexander->Alexandr | Jihad->Crusader | Zone Seeker->ZoneSeek | Carbuncle->Carbunkl | Seraphim->Sraphim | Lakshmi->Starlet |Raidin->Raiden | Narche->Narshe | Monte Colts->Monte Kolts | Continente->Demoniaco Continente Fluttuane | Pianure dei Mostri->Veldt

È chiaro come alcuni nomi siano solo stati adattati alla pronuncia anglofona (Narshe, Locke) mentre altri sono stati cambiati per questioni culturali e/o religiose: palesi sono i casi dei nomi di Esper Jihad e Lakshmi, la magia Sancta, rinominata in Pearl o ancora le insegne Pub cambiate in Café.Differenza invece più sostanziale si ha per quel che riguarda alcuni elementi grafici: gli sprite di Siren e Lakshmi o alcune parti del boss finale, che mostrano (in versione originale) particolari di corpi nudi evidentemente non adatti (secondo le rigide politiche di Nintendo of America) al pubblico statunitense.

 

Final Fantasy VI (PlayStation)

 

Final Fantasy VI sdoganò (almeno parzialmente) il genere dei JRPG anche in occidente, ma fu la PlayStation di Sony a far esplodere il fenomeno, proprio con Final Fantasy VII (nel 1997). Grazie a questo boom, Square non solo pubblicò una miriade di altri titoli legati allo stesso franchise come il meraviglioso Final Fantasy Tactics, ma ripropose anche i classici dello SNES che li avevano preceduti. La data dell’11 marzo 1999 vide la pubblicazione di una nuova versione di Final Fantasy VI in Giappone. Questo remake fu poi distribuito in America all’interno del doppio Final Fantasy Anthology (insieme al predecessore, Final Fantasy V, tradotto in questa sede per la prima volta) pochi mesi dopo, mentre l’Europa dovette attendere 3 anni (1 marzo 2002) per poterlo giocare, insieme a una demo per PS2 di Final Fantasy X, che sarebbe uscito il mese successivo. Finalmente FFVI era fruibile anche nel vecchio continente senza la necessità di rivolgersi al mercato dell’import.

Questa versione di FFVI vedeva molte differenze rispetto all’originale, anche se non si tratta di nulla di radicale. Innanzitutto la traduzione in inglese è stata rivista per l’occasione e ripresenta alcuni nomi originali. Secondariamente il titolo del gioco è stato ripristinato a FINAL FANTASY VI, quando la schermata iniziale della versione SNES era stata modificata. Per i giocatori più perfezionisti è stata aggiunta una galleria di immagini sbloccabili e un bestiario consultabile che annovera tutte le creature incontrate durante la partita. A livello estetico i cambi sono stati pochi, ma vista la natura della PSOne, Square ha aggiunto una vera e propria introduzione in Full Motion Video e un filmato finale riassuntivo, entrambi molto evocativi.
Ma la miglioria più efficace è data senza dubbio dalla possibilità di correre, assente nella versione a 16 bit del gioco, e in grado di rendere l’esplorazione molto meno tediosa in alcuni frangenti.
Purtroppo, oltre a questi cambi, la versione PSOne presenta un paio di problemi sotto forma di rallentamenti nella versione US, che però sono stati sistemati con la release europea. Che però mantiene il problema più grosso di questa edizione, dovuto alla natura del supporto ottico utilizzato: i tempi di accesso al disco.
Se si trattasse di un gioco di tipo diverso non sarebbero stati un problema, ma vista la sua natura, con combattimenti casuali frequentissimi e con un menu al quale accedere per fare quasi qualsiasi cosa, giocare questa versione oggi risulta davvero un po’ troppo frustrante forse. Soprattutto dopo che un altro porting disponibile ha invece eliminato questo problema.


I due filmati aggiunti su PSOne.

 

Final Fantasy VI Advance (GameBoy Advance)

Il GameBoy Advance, come tutti i portatili di casa Nintendo, fu un successo mondiale. Erede della console più venduta di tutti i tempi, divenne sotto molti aspetti un Super Nintendo da viaggio, soprattutto nella sua versione SP, che vedeva finalmente sostituite le classiche batterie stilo con una batteria interna ricaricabile. Giochi come F-Zero, Super Mario World, The Legend of Zelda: a Link to the Past e Metroid Fusion furono dei veri must per i suoi possessori, ma a questi vanno aggiunte sicuramente le riproposizioni dei primi capitoli della saga Square. Con un Final Fantasy I&II – Dawn of Souls, Final Fantasy IV Advance, Final Fantasy V Advance e ovviamente Final Fantasy VI Advance, era possibile ricostruire in versione portatile praticamente tutta la prima era della serie, eccezion fatta per il terzo capitolo, che sarà pubblicato solo su NDS anni dopo.
Queste versioni “ridotte” dei giochi Square sono delle ottime versioni in realtà, e non hanno nulla da invidiare alle loro controparti su SNES se non, sotto alcuni punti di vista, per alcuni dettagli tecnici che vedremo tra poco. Final Fantasy VI Advance venne pubblicato in Giappone il 30 novembre del 2006, mentre in America arrivò a febbraio 2007, e qui in Europa (e in Italia) il 6 luglio 2007. Perché la necessità di quell’inciso, vi chiederete? Semplice, perché la seconda metà dello scorso decennio fa già parte dell’era moderna della localizzazione, e tutti i titoli di maggior rilievo, anche su console portatile, venivano già totalmente localizzati.

Rispetto alla precedente edizione, Final Fantasy VI Advance ha visto rimossi i filmati in FMV, ha subito un leggero restyling della grafica con colori più chiari e ottimizzazioni per lo schermo della console e una nuova traduzione, sia in inglese che, quindi, in Italiano. Si è tornati ai nomi originali per allineare questa versione al lore della serie e uniformare quindi i nomi ricorrenti tra tutti i giochi della serie, ma sono anche state mantenute alcune traduzioni di Ted Woolsey a cui i fan si sono affezionati.
Il gioco presenta anche quattro nuovi esper, anch’essi ricorrenti nella mitologia della saga (Leviathan, Gilgamesh, Cactuar e Diabolos), due nuovi dungeon (il Dragons’ Den, in cui è possibile affrontare il Kaiser Dragon, un mostro presente nel codice del gioco originale ma non affrontabile e il Soul Shrine, un luogo dove poter affrontare infiniti combattimenti) e tre nuovi incantesimi.
Oltre a sistemare molti bug, in questa versione sono presenti anche il bestiario della versione PSOne e un music player per ascoltare i brani della colossale colonna sonora (di cui parleremo a tempo debito). Peccato solo che il difetto peggiore di questa versione sia proprio l’audio: gli speaker del GBA erano davvero limitati, e la maestosità delle musiche di Uematsu ne ha risentito parecchio.

 

Versioni scaricabili
Con l’avvento delle console più recenti e i relativi store, era impensabile che giochi come questo non venissero riproposti anche in digitale. E così le versioni per SNES e PSOne sono state riproposte identiche alle originali rispettivamente su Wii e PS3. La versione Nintendo ha visto la pubblicazione a marzo 2011 in Giappone e Europa, mentre è arrivata solo a giugno dello stesso anno in America. Nintendo ha inoltre ri-pubblicato FFVI in Giappone il 26 giugno 2013 sulla nuova Virtual Console WiiU.
Anche la versione PSOne ha visto la luce su PlayStation Store nel 2011 in tre momenti diversi: 20 april in Giappone, 2 giugno in Europa e 6 dicembre negli Stati Uniti.
Purtroppo, essendo queste versioni fedeli alle originali, anche i tempi di caricamento della versione PlayStation sono stati mantenuti, nonostante non ci sia alcun vero “accesso al disco”.

 

Versione mobile
Dopo il remake completo di Final Fantasy III per NDS (unica versione ufficiale in lingua non nipponica) e Final Fantasy IV (sempre rifatto con grafica poligonale), anche FFV e FFVI furono annunciati in una nuova versione da Takashi Tokita, director e producer di Square Enix. Ma se FFIII e FFIV sono disponibili sia su NDS e iOS, il quinto e ora il sesto episodio sono solo appannaggio dei possessori di un tablet/smartphone Android o iOS. Il lavoro svolto su FFV è stato solo una riproposizione in HD, mentre per FFVI si è trattato di un cambio più radicale: pur mantenendo la grafica bidimensionale infatti, si tratta di un restyle completo e che ha spaccato in due i fan.
Pubblicato su Android il 15 gennaio e su iOS il 6 febbraio 2014, Final Fantasy VI in versione mobile presenta moltissime differenze dalle altre versioni, non solo grafiche.

Innanzitutto, si tratta di un update della versione GBA, quindi tutti i contenuti di FFVI Advance sono presenti anche qui.
Le cose aggiunte sono praticamente tutte di tipo funzionale: da menzionare soprattutto la possibilità di muoversi in 8 direzioni, il sistema di combattimento diversificato (ora con una colonna per personaggio e con i comandi da selezionare facendo scorrere il dito sullo schermo), gli input touch per le mosse Blitz di Sabin, una modalità Album per rivedere i momenti clou della storia (che sarebbe utilissima durante la stesura di un trattato come questo!), un’icona “?” in alto a sinistra per ricordare al giocatore cosa deve fare e la possibilità di salvare la partita tramite cloud per spostarsi da un device all’altro.
Ma c’è sempre un rovescio della medaglia. E nella fattispecie si tratta di difetti non trascurabili.
Oltre al succitato restyle grafico che potrebbe non piacere a tutti e la facilitazione che grida al casual gamer a squarciagola (ma stiamo parlando pur sempre di una release mobile), i controlli touch risultano un po’ imprecisi e lenti, obbligando il giocatore a ore di pratica prima di abituarsi.
Altro problema non da poco è il prezzo. Non che Final Fantasy VI non valga 14,99 €, ma si tratta pur sempre di un gioco del 1994, e questo remake rispetto al lavoro svolto per FFIII e FFIV su NDS e mobile è sicuramente stato minore.
Ultima grossa pecca è costituita dalla presenza di DRM che rendono impossibile giocare al gioco se non in presenza di una rete wi-fi alla quale collegarsi.

 

Detto ciò, esiste una versione definitiva di Final Fantasy VI? No. Purtroppo non c’è. Certo, i puristi potranno dire che l’originale era il migliore, e a volte anche il sottoscritto si trova a pensarla così: le aggiunte successive sono solo un di più, è vero, ma la traduzione inglese del ’94 ormai è davvero desueta, soprattutto dopo l’allineamento che hanno avuto tutti i giochi della serie. Quella su PSOne poteva essere il candidato migliore: una nuova traduzione, contenuti più in linea con l’originale giapponese, un audio perfetto (soprattutto se paragonato a quello della versione GBA) e i filmati aggiuntivi ne fanno un papabile vincitore, ma i tempi di caricamento sono davvero inconcepibili, soprattutto se pensiamo alla versione per PlayStation Store, che poteva essere sistemata e allora sì, che sarebbe valsa la spesa (comunque contenuta). Forse la versione Advance a questo punto potrebbe essere la migliore a livello contenutistico, se siete pronti a sacrificare l’audio e non vi va a genio la nuova veste grafica della versione mobile. Ma procurarsi la cartuccia in versione PAL di Final Fantasy VI Advance potrebbe essere un salasso, aggirandosi (oggi, 9 luglio 2014) sui 250 € e facendone un pezzo da collezione.

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Discussione

3 pensieri su “Final Fantasy VI: War of the Magi – Capitolo 1

  1. Non vedo l’ora di leggere il resto, solo un appunto: FFIII è disponibile anche su PSN! E’ la versione PSP, che poi è praticamente un porting di quella DS, non so se presenta aggiunte. Boxato si trova solo Giappo, però per essere arrivato anche sullo store europeo è quantomeno in inglese, mi piacerebbe sapere quindi se anche in america ne è uscita una versione PSP boxata, la affiancherei volentieri all’1,2 e 4 con anche seguiti annessi.
    Ecco su PSP il 6 ha perso l’occasione per una vera versione definitiva, dato che quella iOS non si puo’ guardare, soprattutto in movimento

    Pubblicato da Marco Esposto | 17 luglio 2014, 16:08
    • Ciao! Il resto arriverà, anche se un poco alla volta.
      Volevo scrivere anche di altro e rendere meno monotematico il blog.
      Se riesco a rispettare la mia scaletta dovrebbero essere 13 capitoli, quindi ce ne saranno di cose da dire!

      Non sapevo che FFIII fosse disponibile anche su PSN/PSP, ma la cosa non interessa questo post, dato che si parla del sesto capitolo. Grazie della segnalazione comunque!

      Pubblicato da kalyth | 18 luglio 2014, 21:01
      • Sì sì era un appunto per quando appunto avevi scritto che esisteva solo per NDS 😉 Comunque sullo store sta a 15 euro, tipo, Square se non ci stra-guadagna ormai non è felice D:
        Attenderò le nuove parti!

        Pubblicato da Marco Esposto | 19 luglio 2014, 14:08

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