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The Legend of Zelda: Twilight Princess

Ecco una recensione difficile da scrivere.
Difficile perché, in quanto fan della serie, sono necessariamente di parte.
Difficile perché Twilight Princess nasce in un contesto e con delle premesse davvero importanti.
Difficile perché nonostante alcuni difetti innegabili si tratta comunque di un capitolo importantissimo della serie.
Difficile perché ne ho giocato la controversa versione Wii, amata da molti ma bistrattata da altrettanti, che le preferiscono l’originale su GameCube.
Si tratta di un capitolo che ha spaccato in due i fan. Alcuni lo adorano, altri lo odiano. Twilight Princess esce nel 2006, è uno degli ultimi titoli per GameCube e, di conseguenza, uno dei primi giochi per Wii. Accompagnato da un hype SPAVENTOSO dopo che Wind Waker aveva deluso chi voleva uno Zelda “serio” e invece si è trovato a giocare nei panni di toon Link (che io adoro), fu presentato finalmente all’E3 del 2004 in uno dei momenti più epici che l’industria abbia mai visto. Inoltre, Twilight Princess ha l’ambizione di essere il “seguito” indiretto di Ocarina of Time, a tutt’oggi uno dei titoli più apprezzati (e a ragione) della saga.
Potete quindi immaginare quanta pressione gravasse sulle spalle di Miyamoto-san e il suo staff durante lo sviluppo di questo capitolo.
Non solo però il team doveva creare un gioco in grado di soddisfare chi era rimasto deluso (pazzi!) da Wind Waker, ma dovevano anche rinnovare una formula (quella di Ocarina of Time) che sarebbe altrimenti risultata in una riproposizione di qualcosa di già visto.

La storia di Twilight Princess vede il nostro “solito” alter-ego, Link, abitante del villaggio Tauro, alle prese con una sequenza di eventi legati all’invasione di Hyrule da parte di Zant, uno stregone del mondo dell’Ombra, e del suo esercito di creature oscure. Insieme a lui, anche la spocchiosa Midna si troverà sul Piano della Luce. Questa creaturina fastidiosa avrà bisogno dell’aiuto di Link per “sistemare le cose”, e il nostro non avrà alcuna scelta: l’invasione delle creature dell’Ombra l’ha trasformato in un lupo, e i suoi amici sono stati rapiti dal villaggio. Una volta partito alla ricerca di questi ultimi, scoprirà le trame più grandi che si celano dietro gli attacchi degli orchi al villaggio, la sparizione della principessa Zelda, l’esilio di Midna e tanto altro. Durante la sua missione dovrà attraversare non solo le insidie della Hyrule più “dark” che si sia mai vista (OK, forse l’ambientazione di Majora’s Mask era ancora più tetra), ma anche degli scorci del mondo dell’Ombra. Per fare ciò, sarà obbligato (almeno nella prima parte del gioco) ad utilizzare le sue capacità di licantropo e i suoi sensi acuti per rintracciare odori, usare il suo istinto primordiale per scovare spettri, combattere le bestie dell’Oscurità e recuperare di volta in volta i frammenti della Luce per riportare Hyrule allo splendore di una volta. Ma non solo, lo aspetterà come sempre una miriade di gadget da utilizzare a suo vantaggio, tra cui troveremo i soliti boomerang, fionda, bombe, arco e frecce, rampino e stivali di metallo, ma anche tantissime new entry come il maglio rotante, le bombe subacquee, la lanterna, il doppio rampino e via discorrendo, alcune più utili di altre a dire la verità.

E qui incontriamo il primo difetto di questo Zelda. Tutto l’armamentario descritto qui sopra risulterò spesso inutile se non in determinati frangenti. Alcuni di essi saranno relegati ad essere necessariamente usati solo nel dungeon in cui li troverete, per poi dimenticarli (forse) fino al dungeon finale. Per agevolare la prossima parte della recensione, mi focalizzerò sugli aspetti negativi, così da poter concludere lodando ciò che di positivo (tanto) c’è in Twilight Princess. Quindi, così, a freddo, potrei citare la presenza quasi nulla della nostra amata principessa, la noia derivante dalle parti in forma di lupo obbligatorie (e questo è sicuramente soggettivo, ma mi è sembrato più un motivo per contrastare il coetaneo Okami che al contrario rubava tutto dalla serie Nintendo), la terrificante gestione delle sequenze di pesca (obbligatorie solo in due parti, ma proprio in quei due frangenti molto peggio organizzate che non nelle quest simili facoltative), il carisma pressoché inesistente di Zant, che diminuisce ancora una volta raggiunto l’ultimo quarto del gioco, la frustrante e poco intuitiva caccia ad un certo personaggio per entrare nella Foresta Sacra e per finire la presenza di alcune situazioni e personaggi che stonano molto con l’ambientazione (su tutti, lo yeti e la sua magione tra le nevi).

Per il resto, Twilight Princess è una meraviglia. Prende ciò che c’era di bello in Ocarina of Time e lo amplifica. Hyrule è più grande ed è la stessa, seppur diversa, di Ocarina of Time: il villaggio Kakariko, il Deserto di Gerudo, Monte Morte e via dicendo sono tutti presenti ma al contempo sono differenti da come li ricordavate e spesso vi ritroverete a cavalcare Epona anche solo per il piacere di farlo. I combattimenti sono più articolati, con la possibilità di sbloccare più mosse e manovre tramite l’addestramento di un altro eroe del passato, anch’egli in grado di manifestarsi sotto forma di lupo (che molti sospettano essere proprio il Link di Ocarina of Time) ed è stata aggiunta la possibilità di combattere anche a cavallo, con risultati epici a dir poco. I dungeon sono una cosa meravigliosa: il level design raggiunge picchi astronomici mettendo alla prova il vostro cervello in non poche situazioni con enigmi strutturati splendidamente e mai in maniera frustrante (nemmeno nel Tempio dell’Acqua!). Il backtracking e i segreti da svelare sono tantissimi e mai obbligatori (il gioco non è difficilissimo) ma i completisti ne avranno davvero per ore e ore tra insetti dorati da collezionare, pesci da pescare, cuori da trovare, fantasmi invisibili da annientare e un difficilissimo dungeon facoltativo in cui mettersi alla prova fino in fondo. Le boss fight sono memorabili, anche se, il più delle volte, sono molto più semplici delle prove affrontate per raggiungere questi scontri.

E poi c’è Midna. Questo esserino arrogante e fastidioso presto diventerà la vostra migliore amica, con quei suoi versetti teneri ma al contempo pieni di superbia. Ma col passare delle ore insieme, anche senza che cambi nulla dal punto di vista delle animazioni o dell’audio, si creerà un legame fortissimo con lei che riesco solo a definire come un “miracolo” in termini di caratterizzazione, senza riuscire a razionalizzarlo. Complice la politica di Nintendo di non far davvero parlare i personaggi della serie, anche con i dialoghi caratterizzati solo da qualche suono a sottolineare le linee di testo, acquisisce una personalità sempre più profonda. Lasciare a sua disposizione solo una manciata di suoni e risatine non dovrebbe funzionare a farcela piacere. Sono le stesse risatine che sentiamo fin da subito, quando non ha nulla di adorabile, ma verrebbe solo voglia di scaraventarla già dai tetti del castello di Hyrule. Eppure quegli stessi suoni assumono col tempo una valenza diversa, sia durante le scene di intermezzo che durante il gameplay. Da quasi antagonista si trasformerà nella spalla perfetta, nell’amica su cui contare e, forse in un’altra occasione, anche qualcosa di più (ma mi fermo qui per evitare spoiler). Sul finale non potrete non commuovervi se siete dotati di un po’ di cuore.

A concludere questo grande affresco troviamo un comparto grafico di prim’ordine se si pensa che si tratta di un gioco per GameCube riportato su Wii. Io l’ho giocato su WiiU, e nonostante le sfocature e i difetti che saltano fuori con una TV moderna (pena anche la mancanza di un vero upscaling per la retro compatibilità WiiU-Wii in Europa) la mia esperienza non è stata per niente penalizzata, e davanti ad alcuni scorci mi sono ritrovato comunque a bocca aperta, addirittura più di quanto mi fosse successo con Ocarina of Time. Le dimensioni di Twilight Princess e dei suoi dungeon, di alcune delle sue creature, le distanze da percorrere, non fanno altro che sottolineare l’epicità di questa avventura, coadiuvata da una colonna sonora stupenda, e che intelligentemente mischia le classiche melodie della serie ai toni dark fantasy della soundtrack di Conan il Barbaro (da molti considerata ancora oggi il miglior accompagnamento sonoro fantasy di tutta l’industria cinematografica), guarda caso utilizzata per la famosa presentazione di cui abbiamo parlato in apertura. Queste, e l’indimenticabile Midna’s Lament rendono l’accompagnamento musicale di Twilight Princess perfetto, capace di sottolineare alcuni dei momenti più tristi ed epici di tutta la saga. La ciliegina su una torta venuta al meglio delle possibilità vista la situazione in cui è stata creata: sicuramente non poteva accontentare tutti, e sicuramente non è un gioco perfetto, ma una volta arrivati alla fine non potrete non ripensare con nostalgia a tutto quello che avete vissuto insieme a Midna, Epona e all’Eroe del Tempo.

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