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Indie gaming, Pixel Flood, PS3, sci-fi, videogames, WiiU

The Swapper

Swapper_CoverLo so, avrete già letto i pro e i contro della scheda e starete pensando: “Ci sarà un errore, si sono dimenticati di mettere gli ARR!” E invece no. È così, The Swapper è un’esperienza unica e imprescindibile per chiunque consideri il videogioco una forma d’arte.
Avete presente i vari Braid,  Journey, Bastion, To The Moon? Ecco, The Swapper (seppur in maniera unica e personalissima) rientra nella schiera dei titoli indie imprescindibili e che rendono onore a un gruppo piccolo come i Facepalm Games, che con questo “piccolo passo” superano al volo moltissimi dei giganti dell’industria in sostanza, gameplay ed eleganza.
Certo, le influenze da cui attinge The Swapper sono molteplici, e nel passi del vostro alter-ego all’interno della base spaziale Theseus echeggiano quelli della Samus di Metroid, del ”piccolo” Limbo e della Chell di Portal e dell’Isaac di Dead Space. Stiamo scomodando dei “grandi”, certo, ma i ragazzi di Facepalm Games si meritano un trattamento del genere, perché con The Swapper hanno fatto centro, creando qualcosa che sarà difficile replicare e che va ben oltre alla somma delle sue parti.

Credetemi, parlare di The Swapper in una semplice, banale recensione non è facile. La trama del gioco vi vedrà bloccati inizialmente sul pianeta Chori V (nel prologo) e in seguito nella stazione Theseus che vi orbita intorno. Non ci sono sopravvissuti al suo interno e presto verrete in contatto con il potentissimo artefatto che da il nome al gioco. Indagando nelle diverse zone della base troverete diari di bordo sempre più angoscianti non solo legati allo strumento che potrà salvarvi la vita, ma anche a delle misteriose forme di pietra rinvenute sulla superficie del pianeta, che comunicheranno con voi in maniera telepatica. Che ne è stato dell’equipaggio? E chi è che sembra anticipare le vostre mosse in ogni momento?

Continua su Pixel Flood…

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  1. Pingback: Game of the Year 2014 | Distant Visions - 30 dicembre 2014

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