you're reading...
3DS, fantasy, Nintendo, videogame nostalgia, videogames, Zelda

The Legend of Zelda: Link’s Awakening

la_cover_frontOra capisco. Se seguite questo blog sapete quanto io consideri la saga di Legend of Zelda la migliore serie di videogiochi mai creata, tanti e tali sono i momenti epici che la compongono, sia in termini narrativi che di gameplay.
Ebbene, appena entrato in possesso del mio adorato 3DS ho acquistato dal’eShop tutti e cinque i titoli della serie (The Legend of Zelda e Adventure of Link per NES, questo Link’s Awakening, Oracle of Ages e Oracles of Seasons per GBC). Finora avevo giocato solo il capostipite , iniziato tante volte da amici in passato e su emulatore (e mi rendo conto solo ora di non averne mai scritto!) e iniziato il difficilissimo secondo capitolo, per lasciarlo lì, sconsolato dai troppi difetti che lo caratterizzano.
Con Link’s Awakening è un po’ diverso: ai tempi del  GBC avevo avuto modo di giocarlo quasi nella sua interezza, prima che mio fratello, da sempre “commerciante” e scambista di videogiochi, vendesse tutto quanto, lasciandomi con un’avventura incompleta, come era successo, per diversi motivi, anche con questo (completato anch’esso grazie alla pubblicazione su eShop).
Ma torniamo a Link’s Awakening. Dicevo: ora capisco come mai, nelle numerosissime classifiche online dedicate alla saga fantasy per antonomasia di Nintendo, questo capitolo portatile non solo è SEMPRE tra i primi posti, ma a volte anche considerato il miglior titolo della serie.
Se avete un GameBoy o un 3DS e vi considerate amanti dei videogiochi, semplicemente non potete permettervi il lusso di ignorare questo titolo.
Unendo una semplicità disarmante a delle meccaniche rodate in passato, si presenta come il gioco di avventura migliore che esista su qualsiasi piattaforma portatile.
Nato come esperimento di conversione del blasonatissimo A Link to the Past per Super Nintendo, fu sostanzialmente modificato in corso d’opera con inside jokes, richiami al mondo della grande N, citazioni e una trama alleggerita, quasi un tentativo la cui pubblicazione non era nemmeno certa all’inizio, un sogno dei programmatori che si trovavano con l’arduo compito di riproporre sul piccolo schermo in bianco e nero del GameBoy qualcosa di così epico e importante come il succitato titolo a 16 bit.
014La storia, anche se di vera trama non si può parlare vista la penuria di avvenimenti e di personaggi, vede Link naufragare durante un viaggio per mare (la timeline ufficiale di Hyrule Historia colloca questo capitolo tra i due Oracle e il primo capitolo della serie) e approdare sull’isola di Koholint. Qui, verrà salvato dalla bella Marin e da suo padre Tarin, ma scoprirà ben presto che l’unico modo per lasciare l’isola è svegliare il Wind Fish che riposa all’interno dell’uovo gigante che sovrasta l’isola. Fine. Davvero, a parte qualche sporadico avvenimento legato a Marin e pochi altri NPC, la trama non esiste.
L’intero gioco prevede che siate voi, nei panni del verde-vestito Link, a dover affrontare gli 8 misteriosi dungeon che vi garantiranno l’accesso ad altrettanti strumenti musicali da suonare per risvegliare il gigantesco cetaceo volante.
Contrariamente a quanto avveniva in A Link to the Past quindi, non ci sarà alcuno sviluppo narrativo, nessuna principessa rapita (anzi, Zelda non appare nemmeno) e nessun Ganon incattivito/risvegliato da combattere, ma solo un’avventura solitaria attraverso praterie, foreste, cimiteri, fiumi, montagne, villaggi, spiagge e deserti che compongono la piccola ma densissima isola di Koholint.
Già, viste le ridotte dimensioni della mappa, tantissimi dei “tile” che la compongono presentano qualcosa da fare: che sia parte di un puzzle ambientale come il Signpost Maze o le rapide da navigare con la zattera, o ancora presentino solo semplici entrate a grotte segrete, esplorare l’isola rappresenta la chiave per completare il gioco.
Tanto backtracking, tanti segreti e oggetti da trovare, side quest facoltative e obiettivi minori fanno da corollario a una missione principale da affrontare con i propri tempi (anche se nell’ordine prestabilito).

Link's Awakening_Map

Oltre a ciò, un grande punto di forza è costituito dalla possibilità di assegnare ai soli 2 tasti del GB due diversi strumenti che acquisirete mano a mano, permettendovi di variare dalla “solita” impostazione spada-scudo, rendendo davvero personalizzabile il modo di affrontare l’avventura.
Se pensate che ai tempi di giochi come questo ce n’erano ben pochi (mi viene in mente solo Final Fantasy Adventure, in realtà il primo capitolo della serie Mana), allora capirete come questo Link’s Awakening sia stato (come al solito) l’apripista per un genere e un modo di fare giochi anche su console portatile.
025Inoltre, è indiscutibile che, unendo la semplicità del primo Legend of Zelda (nessuna trama, pochi PNG, una missione unica e segreti da scoprire) e l’impostazione grafica di A Link to the Past, Link’s Awakening risulti un’idea vincente, che prende in eredità alcuni degli elementi più importanti dei capitoli bidimensionali della saga e vi unisce bizzarrie come le sezioni platform laterali, la possibilità di saltare grazie alla Piuma di Roc, un paio di “animaletti da accompagnamento” e i cameo di Mario, Peach, i Goomba, Kirby e nientemeno che i boss di A Link to the Past, diventando davvero un must per chiunque ami non solo il genere, ma i videogiochi in generale.
Con 18 ore all’attivo, ho visto il finale utilizzando solo un paio di volte una soluzione per dei dettagli che (a mio avviso) erano davvero non comprensibili (quella crepa nel muro dell’ottavo dungeon non si vede proprio) e mi sono divertito a documentare la mia avventura con una serie di foto che trovate QUI.
Dopo il controverso Twilight Princess (che ripeto, a me è piaciuto molto) un altro tassello della saga di Zelda è concluso. Una piccola grande avventura che ha settato degli standard importanti per quel che riguarda la saga in generale e, in particolare, i capitoli portatili che anche l’ottimo A Link Between Worlds secondo me fatica a mantenere se si pensa alla data di pubblicazione.
Riusciranno i due Oracle e Minish Cap ad esserne degni successori?

 

Link's Awakening_Banner

Annunci

Discussione

Trackback/Pingback

  1. Pingback: Kalyth vs the Backlog III | Distant Visions - 23 aprile 2016

  2. Pingback: Kalyth vs the Backlog V | Distant Visions - 16 dicembre 2016

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: