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letteratura, sci-fi

Human – Tommaso Percivale

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Titolo: Human
Autore: Tommaso Percivale
Pagine: 294
Editore: Edizioni Lapis
Pagina ufficiale

Negli ultimi anni, il tempo che riesco a dedicare alla lettura è sempre meno, purtroppo.
Se una volta riuscivo a divorare due o tre romanzi al mese, anche in contemporanea, adesso si contano sulle punte di una mano quelli che riesco a finire in un anno.
Il genere che continuo a preferire in assoluto, che si tratti di brevi opere autoconclusive o di saghe più lunghe, rimane la fantascienza: i temi, i significati, il modo di esporre determinate idee, trovano facilmente il modo di affascinarmi sempre.
Unite questa mia passione al mio amore per i videogiochi, per i fumetti e per l’animazione giapponese, e capirete presto perché ho apprezzato il romanzo Human, di Tommaso Percivale.
Sono stato attirato dalla copertina, l’altro giorno in libreria, ed essendo in ferie ho deciso di aggiungere un altro tomo al mio backlog di letture. Ma leggendo il riassunto e le prime citazioni da cui parte il romanzo, non ho saputo aspettare, e mi sono gettato a capofitto nella lettura, che ho completato nel giro di appena pochi giorni. Una cosa che non accadeva davvero da troppo tempo!

Apparente primo capitolo di una serie (spero, visto l’epilogo del romanzo), Human è riassunto così:

Cassandra ha perso i genitori in un attaco terroristico e si arruola in polizia per scoprire i colpevoli.
Finirà col trovare molto di più: se stessa. È una scoperta pericolosa, perché Cassandra è un robot.
In una spettacolare città del futuro, la storia emozionante di una ragazza androide alla ricerca della sua umanità.

Capirete poi che leggere le seguenti righe nella prima pagina mi ha convinto definitivamente ad acquistare il romanzo:
“Quando cominci a dubitare, non c’è modo di smettere.” – Masamune Shirow – Ghost in the Shell

Ebbene sì, le affinità tra me e l’autore del romanzo sono tante e non ho potuto ignorarle durante la lettura delle circa trecento pagine che lo compongono.
A partire dai nomi dei personaggi (Samus, Armitage, Darius Joust, Kerciak…), la loro rappresentazione e l’ambientazione in cui si svolge la vicenda, tutto mi ha ricordato il mio personalissimo modo di scrivere storie per le sessioni di gioco di ruolo con gli amici, alcuni miei racconti brevi o ancora il mio primo esperimento con RPG Maker di due anni fa.

Cassandra è una giovane androide “più umana dell’umano”, e come l’Alita del manga di Yukito Kishiro combatte per trovare la sua identità: ha le fattezze di una splendida ragazzina e il suo cuore e il suo cervello, seppur artificiali, sono quelli di un vero essere umano.
Come la Motoko Kusanagi di Ghost in the Shell poi, si trova a far parte di una specialissima forza di polizia composta da agenti specializzati in azione anti-cyborg e hacking informatico.
E il cast di personaggi si muove in un mondo che è un incrocio tra la New York de Il Quinto Elemento e la desolazione dei paesaggi di Tsutomu Nihei.
tumblr_nl4fhtl78R1rlaql2o7_500Aggiungete qualche altra citazione non ingombrante o pretenziosa da illustri colleghi come Dick e Asimov (il tema portante degli “artificiali” alla ricerca di un loro posto nel mondo e il cervello positronico) o altre serie di anime (le pistole di Psycho pass ad esempio ) ed avrete il quadro di insieme.
Ma tutto questo svilisce forse la narrazione? Direi di no, anzi! Le permette di trovare entusiasmo nel lettore che, come il sottoscritto, sa benissimo di cosa si sta parlando, e può prevedere gli eventi con un piccolo margine di errore.
Se così non fosse, non sarei arrivato all’ultima pagina nel giro di due o tre giorni. E non avrei letto di come, grazie alla sua forza di volontà, Cassandra investigherà sulla morte dei suoi genitori adottivi e scoprirà l’immancabile intrigo in cui tutti (o quasi) sono pedine.

Lo stile di Percivale (che non è al suo primo romanzo, ma ha già pubblicato altre due opere e si è aggiudicato dei premi letterari in Italia) è fresco, veloce ma mai superficiale, incalzante ma mai raffazzonato. La struttura del romanzo, costituita da capitoli brevi e che si snocciolano velocemente uno dopo l’altro, complice la trama abbastanza interessante da voler saperne sempre di più, lo rende una lettura piacevolissima in cui le varie fonti di ispirazione riescono a convivere senza risultare forzate: semplicemente, il romanzo è figlio di un autore che ha vissuto, letto, amato determinate opere e le ha fatte sue. Il tutto funziona anche senza cogliere i rimandi e le citazioni ovviamente, e può funzionare come aggancio al genere per un pubblico più giovane, che dopo questo romanzo vorrà non solo vedere pubblicato al più presto un secondo capitolo delle storie di Cassandra, ma anche dedicarsi magari ad alcune letture obbligate del genere come i già citati Isaac Asimov, Philip Dick o ancora William Gibson e Bruce Sterling.

Il romanzo non è perfetto, sia ben chiaro: ci sono delle cose che personalmente avrei cambiato, prima tra tutte la risoluzione troppo veloce della faccenda negli ultimi capitoli, ma si tratta di imperfezioni assolutamente perdonabili.
Certo, la critica più specializzata e snob potrebbe tacciare questo romanzo come qualcosa di non necessario, ma se si pensa al target a cui si rivolge (che io non conoscevo) può solo far bene al panorama letterario italiano: tra i nostri autori sono troppo pochi quelli “di genere”. Esattamente come nel cinema, o nella musica, anche nella letteratura italiana se non pubblichi “le solite cose” non ti prendono nemmeno in considerazione, eccezion fatta per alcuni rari casi (mi vengono in mente, ad esempio, Valerio Evangelisti e Licia Troisi), quindi ben venga un autore giovane che riesce a dare una spintarella in più al mercato in questa direzione: ne abbiamo davvero bisogno.

cyberpunkteaser

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