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3DS, Indie gaming, KalythvsBacklog, Nintendo, PC, PS Vita, Shin Megami Tensei, videogames, WiiU

Kalyth vs the Backlog II

KalythvsBacklogII

Nelle ultime settimane/mesi sono stato piuttosto impegnato sul fronte lavorativo, e alcune cose che ho giocato sono state recensite su Pixel Flood, quindi i titoli che ho giocato “solo per me” sono un po’ meno… Ma come ho fatto qualche tempo fa, volevo parlarvene comunque.
Oltre a questi titoli, ho anche stilato la classifica dei miei giochi preferiti del 2015, sempre per Pixel Flood, quindi non ripeterò, in questa sede, le parole spese per quei 4 splendidi giochi.

Soul HackersShin Megami Tensei – Devil Summoner: Soul Hackers (3DS)
Iniziamo con una mia recente passione sfociata in acquisti inconsulti e approfondimento impegnativo. Soul Hackers fa parte della sottosrie di Shin Megami Tensei che prenderò in esame in maniera approfondita solo tra qualche tempo nei miei video dedicati, ma ho avuto modo di giocare finalmente la versione per 3DS uscita qualche anno fa.
Trattasi di un remake dell’originale per Saturn uscito nel lontano 1997 solo in Giappone: è uno dei 4 capitoli della sotto-serie Devil Summoner ed è considerato da molti il miglior capitolo della saga. Il motivo? Semplice: Soul Hackers in questa sua nuova e (finalmente) comprensibile edizione presenta TUTTE le caratteristiche che hanno reso celebre la saga, ma si pone anche come possibile fruizione per i giocatori meno hardcore. C’è l’esplorazione dei dungeon in prima persona tipica della saga, c’è il sistema di reclutamento e fusione dei demoni, c’è un’ambientazione unica e diversa da quasi tutti gli altri capitoli, c’è una trama autoconclusiva che però farà si che i giocatori più appassionati possano ritrovare citazioni e collegamenti con i giochi che l’hanno preceduto. Il livello di difficoltà è settato su standard medio-alti, ma complici alcuni aggiustamenti e aggiunte di questa versione, è possibile rendere l’esperienza più accessibile per tutti.
Grafica leggermente ritoccata che sfrutta anche il 3D del portatile Nintendo, dialoghi interamente doppiati in inglese, compatibilità con le funzioni Streetpass del 3DS e possibilità di sbloccare anche nuovi demoni del franchise tramite i Play Coins della console modernizzano un gioco che è consigliatissimo a chi cerca un altro capitolo di SMT su 3DS, un’avventura cyberpunk con elementi horror e in generale un ottimo JRPG old-school ma invecchiato (grazie al lifting subito) in maniera quasi impercettibile.

Still alive and kicking.

 

 

FreedomFreedom Planet (WiiU, PC, Mac)
Davvero splendido: ecco come definirei questo platform indipendente coloratissimo e veloce. Ma è ovvio, da fan di vecchia data si Sonic, era impossibile che non apprezzassi quello che nasce proprio come fan-project dedicato al porcospino blu di SEGA. Sviluppato dal team Galaxy Trail e inizialmente esclusiva Nintendo WiiU, il gioco è successivamente approdato anche su Team (sia per PC che Mac) e merita davvero tanto.
Composto da otto lunghissimi livelli affrontabili con diversi personaggi (due all’inizio, ma è possibile sbloccarne un terzo durante il gioco e acquistarne di nuovi tramite DLC) sia in modalità Storia con intermezzi narrativi che in modalità classica uno dopo l’altro, Freedom Planet è davvero divertente.
Non è perfetto, dato che alcune meccaniche inserite per differenziarlo dal progetto originale sono implementate in maniera un po’ incerta (mi riferisco ad alcune mosse della protagonista, Lilac) ma è in grado di intrattenere per almeno 4-5 ore: i livelli non solo sono strutturati in maniera diversa e più esplorativa rispetto a quelli di un Sonic a caso (quindi meno frenetico a volte), ma le boss fight contro mostri spesso enormi sono molto più interessanti e impegnative che non nella serie a cui si ispira il gioco.

Retro-figaggine.

 

 

Gravity RushGravity Rush (PS Vita)
Tra gli ultimi acquisti fatti di recente, spicca anche una PSVita aggiudicata su ebay sia per recuperare alcuni titoli della libreria digitale PSP che nuovi gioiellini come questo Gravity Rush.
All’alba della release della versione Remaster (che strano!) per PS4, alla quale seguirà il secondo capitolo in esclusiva, ho giocato finalmente questa esclusiva Japan Studio davvero piacevole.
In sintesi, si tratta di una simulazione supereroistica che mi ha ricordato molto inFamous o i giochi di Spider-Man migliori, anche se con Gravity Rush il tutto è palesemente condito con salsa-manga: le cutscene animate, il character design, la storia, tutto richiama i fumetti giapponesi.
Nei panni di Kat, una ragazza con poteri speciali in grado di dominare la gravità, dovrete indagare sul vostro passato e sull’apparizione a Hekseville, città sospesa nel vuoto, di mostri che, apparentemente, solo voi potete combattere.
In Gravity Rush, tutto è dinamicissimo, e l’utilizzo dei poteri di Kat funziona alla grande: più volte mi sono trovato, come accadeva nei titoli simili
citati poche righe più su, a catapultarmi letteralmente nel vuoto solo per il gusto di farlo.
Un’ambientazione che sembra un po’ la Columbia di Bioshock Infinite, ma resa in cel shading, una colonna sonora azzeccata, un concept nuovo, una giocabilità
a cui farete presto abitudine e una lunghezza perfetta (circa 12 ore di main quest) lo rendono un titolo che davvero non può mancare se avete una PSVita.

Originale e “stiloso”.

 

 

LBPLittle Big Planet (PS Vita)
Altro platform di un paio di anni fa, Little Big Planet per PSVita appartiene a una serie che non ho mai approfondito: avevo iniziato il primissimo LBP su PS3 per scoprirmi dopo pochi livelli annoiato dal gameplay e dal suo feeling “particolare”, nonostante la grafica fosse davvero stupenda e il protagonista simpatico.
Dopo Gravity Rush, ho trovato diversi elenchi de “i migliori giochi per PSVita” e in tutte le top ten figurava Little Big Planet, etichettato come “la miglior versione possibile del franchise”.
Cosa è cambiato? A mio avviso, praticamente nulla: oltre a qualche meccanica nuova (come i rampini) e ovviamente una storia nuova a fare da traino al tutto,
questa edizione di LBP è identica a quelle per console fissa.
Ovviamente la portabilità la trasforma nella versione più facilmente fruibile: che si tratti di una partita ad un livello del gioco o di voler aggiungere un dettaglio a qualcuna delle vostre creazioni, potrete farlo in qualsiasi momento.
Sì, perché anche su PSVita il gioco presenta l’immancabile editor di livelli che contraddistingue il franchise, con i suoi alti e i suoi bassi: la sua duttilità è immensa, e da la possibilità ai più pazienti di creare cose pazzesche (e alcuni livelli trovati online sono davvero di una qualità superiore a quelli originali di Media Molecule) ma tanti, troppi, sono lavori amatorialissimi e pieni di problemi. Come biasimarli però? Il sistema è fin troppo complesso secondo me, e personalmente mi ha scoraggiato più volte già ai tempi del primo episodio.

Il “solito” vecchio LBP, ma giocabile ovunque.

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