you're reading...
3DS, KalythvsBacklog, PS Vita, videogames, WiiU, Zelda

Kalyth vs the Backlog III

Kalyth vs the Backlog IIIE si continua a “macinare” titoli lasciati indietro o acquistati di recente ma non nuovissimi, mentre recensisco giochi per Pixel Flood (Temple of Yog, The Legend of Zelda: Tri-Force Heroes, Read Only Memories, Final Fantasy Explorers e Layers of Fear).
Come potete notare mi sono concentrato su PSVita, console in procinto di concludere il suo ciclo vitale ma dalle tantissime piacevoli sorprese, prima tra tutte il gioco con il quale apriamo questa carrellata!

 

Muramasa RebirthMuramasa Rebirth (PSVita)

Splendido. Ecco come definirei questo remake in HD di Muramasa: the Demon Blade su PSVita. Esclusivo action game pubblicato su Wii qualche anno fa, anche quest’opera di VanillaWare trova il suo massimo valore nell’aspetto estetico. Guardate il trailer qui sotto per capire a cosa mi riferisco. Lo stile classico della software house nipponica è in questa occasione ancora più ispirata rispetto alle glorie del passato (Odin Sphere, Princess Crown o il successivo Dragon’s Crown): sarà l’ambientazione giapponese, sarà il più morigerato art-style (niente maghe con enormi tette al vento), sarà la qualità del display di PSVita, ma Muramasa Rebirth è un continuo sorprendere il giocatore. Divise in sezioni collegate tra loro come una sorte di dungeon a stanze, le ambientazioni del gioco non finiscono mai di stupire per la loro ricchezza di dettagli e tocchi di classe. Vedere spuntare una personaggio in lontananza tra un livello di parallasse e l’altro durante un salto, osservare i particolari delle canne di bambù in primo piano durante uno scontro con dei ninja o ancora vedere il sole tramontare mentre un campo di fiori ondeggia al vento rappresenta sicuramente una delle esperienze visive più artistiche e incredibili disponibili sulla portatile Sony.
Se a questo aggiungiamo un accompagnamento sonoro perfetto, un gameplay elegante e funzionale ma mai caotico o snervante e una difficoltà di tutto rispetto ci troveremo con un vero gioiello tra le mani, espandibile con 4 DLC in grado di allungare davvero tanto l’esperienza di gioco con altrettante nuove storie dal sapore prettamente mitologico giapponese.

Meraviglioso.

 

Rayman Legends (WiiU)Rayman Legends

È strano: sarà il mio amore per i giochi del passato, sarà per la voglia di qualcosa di semplice rispetto ai soliti RPG infiniti, ma è un periodo in cui ho voglia di platform old school e action leggeri. Se poi si tratta di capolavori come questo Rayman Legends allora il successo è garantito. Ultimo capitolo di questa famosissima serie che non avevo MAI avvicinato (ora posso dire, con sommo rammarico), Legends è una meraviglia: non solo visivamente è spettacolare come tutti i giochi creati col motore UbiArt (Child of Light e Valiant Hearts), ma si presenta, a livello di gameplay e level design, come validissima alternativa a Super Mario.
Livelli tematici divertenti, implementazione dei controlli tramite GamePad perfetta, colonna sonora divertentissima (i livelli musicali sono dei capolavori) e divertimento altissimo sono solo alcuni degli elementi che rendono Rayman Legends uno dei platform più riusciti di sempre.
Con una longevità altissima grazie anche a riproposizioni di livelli del precedente Rayman Origins, sfide settimanali, personaggi sbloccabili e teen da salvare, il gioco si presta ad essere affrontato sia dai giocatori occasionali che dai completisti più sfegatati, anche grazie alla sua presenza su praticamente tutti i sistemi esistenti (tranne su 3DS), quindi non avete nemmeno una scusa per non giocarlo, davvero.
Non ve ne pentirete.

Il platform perfetto.

 

LuminesLumines: Electronic Symphony (PS Vita)

Peccato. Peccato aver comprato questo gioco in versione retail e non digitale. Perché? Presto detto: come feci tempo fa con il 3DS, dove acquistai Tetris a 10,00 euro in versione digitale poco prima della cessione dei diritti a Ubisoft, avrei dovuto prendere anche Lumines in versione digital per averlo sempre appresso. Questo gioco sta a lla PSVita come il rompicapo russo più famoso del mondo sta alle portatili Nintendo. Un gameplay semplice che vi vedrà cercare di creare quadrati dello stesso tipo di piastrellina rotandone formazioni da 4 alla volta in maniera sempre più incalzante è il semplice concetto alla base di questo gioiellino in grado di dare assuefazione da “un’altra partita e poi spengo”. Una colonna sonora techno davvero quasi perfetta (alcuni remix sono davvero insopportabili), tanti unlockables (soprattutto brani musicali) e un continuo variare di sfondi e animazioni rende sempre entusiasmante avviare il gioco sulla console Sony.
Consigliato a tutti i giocatori, Lumines si presta a sessioni lunghissime per chi vuole migliorare il proprio punteggio e continuare a sblocare modalità e canzoni, ma anche a chi vuole solo rilassarsi 10 minuti.
Dopo il successo su PSP, questo secondo capitolo, sempre ad opera di Mizuguchi-sensei saprà davvero intrattenervi per ore e ore.

Sempreverde.

 

Oracle of SeasonsThe Legend of Zelda: Oracle of Seasons (GBC)

Insieme al suo gemello Oracle of Ages, Oracle of Seasons rappresenta la “prima volta”  di Capcom con The Legend of Zelda. Successori di quel Link’s Awakening che aveva sbalordito in tanti, i due titoli, giocabili sia singolarmente che in successione, costituivano un progetto ambiguo. Se da una parte avevano la possibilità di riutilizzare tutti gli asset di Nintendo (a volte in maniera troppo evidente), dall’altra dovevano riuscire ad accontentare i fan della saga dopo un gioco come quel capolavoro che li aveva preceduti.
Capcom non solo sfrutta l’idea vincente già utilizzata con i Pokemon creando due giochi paralleli e giocabili nell’ordine preferito con un sistema di password e collegamento tramite link-cable geniale, ma è anche riuscita a creare (in questo caso) un titolo davvero di prim’ordine.
Ovviamente non si tratta del miglior Zelda mai prodotto, anzi, ma la mamma di Street Fighter è riuscita a riprendere tutti gli aspetti vincenti di Link’s Awakening e aggiungere la meccanica del controllo delle stagioni creando enigmi interessanti e mai frustranti che arricchiscono un’esperienza che altrimenti sarebbe stata solo un “more of the same”.
Avendo completato questo gioco per primo, poi, quando mi accingerò ad affrontare Oracle of Ages la trama del gioco continuerà dagli eventi conclusivi di Oracle of Seasons, davvero geniale, soprattutto per i tempi.
E nonostante una storia non incalzante come quella dei più blasonati titoli della saga, non posso davvero dirmi deluso da questo piccolo gioiellino, che ho acquistato dall’eShop insieme a tutti gli altri Zelda che mi ero perso del periodo NES/GB.

Fantastico.

Annunci

Discussione

Trackback/Pingback

  1. Pingback: Kalyth vs the Backlog V | Distant Visions - 16 dicembre 2016

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Archivi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: