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3DS, Castlevania, fantasy, Indie gaming, KalythvsBacklog, PC, retrogaming, Zelda

Kalyth vs the Backlog V

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Ed eccoci qui con una nuova rush di titoli recuperati, tra una recensione di PixelFlood e l’altra.
Oltre infatti a Alone with You, The Warlock of Firetop Mountain, RunGunJumpGunChase: Cold Case Investigations, Distant MemoriesPirate Pop Plus e Silence (molto bello!) sono riuscito a ritagliarmi del tempo per affrontare alcuni giochi che avevo lasciato indietro, non tutti proprio vecchi, questa volta!

15055783_10153743597495904_7795977704965308543_nDonkey Kong Country Returns 3D (3DS)

Port dell’omonimo titolo per Wii che vede il passaggio del franchise da RARE a Retro Studios, Donkey Kong Country Returns è un vero gioiello di game e level design.
Per ovvi motivi deve tanto ai capitoli originali per Super Nintendo, ma soprattutto questa versione portatile sbalordisce in più frangenti: vero, non gira a 60 FPS come la versione per Wii, vero, i controlli non sono sempre il massimo della comodità (anche a causa dell’impossibilità di configurarli liberamente), ma la sfida costante che presenta è aumentata dalle sfide extra da portare a termine (se vorrete completarlo al 100%).
In questa nuova versione ci sarà la possibilità di acquistare alcuni bonus con le monete trovate nei vari livelli, facilitando unlock vari, ma per completare tutto, dovrete raggiungere davvero dei livelli di padronanza dei comandi impressionante: si tratta spesso di trial & error che a volte vi sembrerà ingiusto, ma il gioco ha un grosso fascino e vi troverete spesso con la mascella a terra per la bellezza di alcuni scorci e quando capirete come affrontare alcuni passaggi apparentemente complicati.
Divertente, complesso e adatto sia a partite mordi e fuggi che a sessioni più prolungate, saprà di sicuro regalarvi tante sfide.

Retro moderno.

 

The Legend of Zelda: Oracle of Ages (GBC)_12

Seconda parte della duplice avventura su GameBoy Color di Link, Oracle of Ages mantiene quasi tutto della struttura di base presa a forza dallo splendido Link’s Awakening (leggi “asset riciclati”), come il suo doppio, Oracle of Seasons (di cui ho parlato QUI). A differenza di Seasons, però, Ages è decisamente più incentrato sulla risoluzione di enigmi piuttosto che sull’azione e sui combattimenti (che erano invece prerogativa del titolo gemello). Geniale la possibilità di legare le due storie in un unicum consecutivo, incredibile soprattutto per il periodo della loro uscita e su quale piattaforma giravano. Ancora una volta un semplice GameBoy si trasforma in una porta per il fantastico, e ci permetterà di viaggiare nel mondo di Labrynna esplorandone il passato, il presente e il futuro per salvare l’Oracolo del Tempo, Nayru dai piani della strega Veran.
Incredibile davvero trovarsi ad affrontare il gioco come secondo capitolo, prosieguo di Oracle of Seasons, e vedere come certe storie e side-quest possano essere trasferite da un gioco all’altro tramite i “segreti”.
Incredibile come il gioco sia invecchiato pochissimo e si riveli divertente quasi sempre (sì, lago degli Zora, sto guardando te!).

Sempre fantastico.


0997Castlevania: Aria of Sorrow (GBA)

E nascosto tra i titoli del backlog c’era anche lui, illustre capitolo della saga degli ammazzavampiri di Konami per GameBoy Advance. Terza incarnazione per il portatile Nintendo, ho deciso di portarlo sul canale per condividere quest’esperienza che tanti ritengono una delle migliori tra le avventure post-Symphony of the Night.
E devo dire che sono d’accordo: nonostante una durata non eccessiva e una storia molto (troppo) semplice, Aria of Sorrow ci rende partecipi della prima avventura di Soma Cruz nel castello di Dracula, che si manifesta durante un’eclissi.
Al suo interno, spetterà a Soma (e a noi con lui) esplorare i meandri del maniero e capire come tornare a casa e sventare il rischio di un’ennesima resurrezione del conte.
Impossibile non apprezzare il gioco, soprattutto se siete fan della saga: colonna sonora, struttura del gioco e character design sono “i soliti”, con team composto da Michiru Yamane, Koji Igarashi e Ayame Kojima in gran spolvero.

Vampire-killeroso.

orideboxartflat_by_jastorama-d9uxhm2Ori and the Blind Forest (PC)

Premiato come miglior gioco per Xbox One del 2015, Ori and the Blind Forest è un titolo incredibile che ho invidiato agli utenti della console Microsoft per un anno circa. Quando è stato poi annunciato anche per PC, soprattutto in versione “Definitive” e fisica, non ho potuto resistere.
Metroidvania fantasy fiabesco dall’altissimo valore artistico, il gioco dura il giusto (intorno alle 15 ore se volete scoprire tutti i segreti e completare le location al 100%), con un’escalation di abilità che ci permetteranno di eseguire evoluzioni sempre più complesse ed esplorare aree precedentemente irraggiungibili e un level design sopraffino. Il buon amico Daniele di Clemente, su GamesVillage l’ha avvicinato a Nintendo, nonostante non c’entri nulla come produzione alla grande N (QUI) ma piuttosto ha colto in pieno il valore ludico di Ori and the Blind Forest: un gioco deve divertire e stupire allo stesso tempo, e Ori questo lo fa, in continuazione. Tra il film di Miyazaki e la fiaba naturalistica, tra il Super Mario e l’Another World, il titolo Moon Studios fa uso di grafica e sonoro sublimi (se non vi basta il trailer qui sotto, QUESTA è la mia galleria presa da Steam in-game)per acchiappare e convincerci a riprovare per la trentesima volta il passaggio ostic davanti al quale ci ha messo di fronte, senza stufare. Mai. Fino all’epicissimo “scontro” finale e i titoli di coda. Davvero un platform incredibile che consiglio a chiunque.

Meraviglioso.

 

 

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