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Kalyth vs the Backlog VIII

VIIIOttava raccolta di giochi affrontati negli ultimi mesi!
Nostalgia canaglia, direi, visto che si tratta quasi esclusivamente di cose davvero vecchie o che imitano le glorie del passato.
Certo, sto anche giocando The Legend of Zelda: Breath of the Wild da marzo e per gli amici di Pixel Flood ho appena recensito anche The Long Journey Home (di cui ho iniziato anche un Let’s Play sul canale), ma la voglia di retrogaming è sempre presente, quindi eccoci con 3 perle del passato e 1 gioiello del presente.

ShantaeShantae (GBC)
I WayForward sono uno dei miei team indie preferiti, da quando li ho scoperti con Aliens: Infestation e Contra 4 per NDS.
Ho apprezzato anche Mighty Switch Force, ho adorato il loro Ducktales Remastered ma non mi sono mai avvicinato (stupidamente) a quello che può essere definito il loro successo più grande: la saga di Shantae.
Nonostante ne avessi sentito parlare solo bene e abbia ricevuto il terzo capitolo (The Pirate’s Curse) a prezzo stracciato in un Humble Bundle sia su 3DS che WiiU, ho deciso di approcciare la serie in ordine cronologico.
E quindi ho acquistato il primo capitolo tramite la Virtual Console del 3DS, per rimanerne sbalordito.
Adesso, nel 2017 ovviamente l’aspetto tecnico di un gioco di più di 15 anni fa non è per nulla innovativo e anzi, alcune meccaniche un po’ pesanti risultano a volte frustranti, ma se riuscite ad astrarvi, pensando che un gioco simile era fruibile su un semplice GameBoy Color, allora è tutta un’altra cosa.
Questo (rarissimo) gioco del 2002 è infatti una sorta di metroidvania che alcuni ai tempi avevano definito come sequel spirituale del gioco qui sotto (giuro, non l’ho fatto apposta), ma in realtà ha un’identità tutta sua.
Nei panni della giovane del titolo, dovremo impedire alla piratessa Risky Boots di impossessarsi di alcune pietre che vuole usare per creare l’arma definitiva e soggiogare il mondo.
Per farlo, dovremo esplorare un’ambientazione totalmente bidimensionale come da tradizione “Wonderboyosa” e anticipare la nostra nemesi affrontando complesse sezioni di platforming e di esplorazione alla ricerca di segreti, indizi e percorsi nuovi.
Raggiungere la carovana degli zombi, ad esempio, sarà una sfida non da poco all’inizio.
Durante l’avventura troveremo delle danze particolari da usare per teletrasportarci da un villaggio all’altro (se avremo recuperato almeno  4 piccoli polipetti), per trasformarci in animali e sbloccare nuove abilità e altro ancora.
Se aggiungete una miriade di mini-giochi intriganti, dei dungeon architettati molto bene, e un backtracking non necessario ma che premia i giocatori più attenti, allora capirete come non solo sia stato fantastico vedere il franchise espandersi e continuare fino a oggi, ma anche come fosse possibile ritenere Shantae uno dei migliori giochi per GBC di sempre.

Modernissimo.


Monser World IV (Mega Drive)
MWIVCover
E ovviamente la mia voglia di platform/metroidvania non poteva esaurirsi con Shantae, ma è proseguita con il quarto capitolo di una delle mie serie preferite di sempre. Dopo aver giocato Wonderboy in Monster World sul canale. Ho approfittato della rom tradotta dai fan di un gioco che altrimenti non avrei mai giocato in inglese. Monster World IV infatti non fu mai pubblicato in occidente ai tempi dell’uscita su Mega Drive, ma si dovette attendere la release su Virtual Console Wii e Xbox 360 per fruirne a modo.
E così, finalmente, anche io ho accompagnato la piccola Asha nella sua avventura a Monster World.
Da una premessa semplice, e con una storia proprio basilare, pretesto a malapena sufficiente per giustificarne le azioni, la ragazza dai capelli verdi si troverà a dover salvare il mondo da un’invasione di mostri.
Mantenendo le meccaniche base della serie, MWIV aggiunge alcune ottime idee al gameplay approfondendo il combattimento con la spada ma eliminando la possibilità di cambiare armi o di usare la magia.
Per fortuna l’implementazione del tenero Pepelogoo utilizzabile per viaggiare tra le piattaforme in maniera divertente e per risolvere gli enigmi nei dungeon sopperisce a tali mancanze.
La struttura da metroidvania del capitolo precedente è stata abbandonata per avere un hub principale e 4 livelli da affrontare in un ordine prestabilito: la cosa svilisce un po’ il senso di esplorazione ma funziona, e nonostante alcuni passaggi un po’ frustranti il level design è sempre fresco e originale.
Anche grazie all’aspetto grafico del gioco, che raggiunge le vette della produzione del 16 bit di SEGA, con sprite grossi animati splendidamente  e sfondi coloratissimi.
Peccato che l’audio non sia proprio all’altezza, con un brano solo rimaneggiato più volte e pochissime variazioni sul tema. Però è davvero un gioco che deve essere giocato da chiunque ami il genere e/o le avventure del ragazzo meraviglia.

Meraviglioso.

seikenSeiken Densetsu 3 (Super Famicom)
Altro retro-recupero per il canale! Altro retro-recupero di un gioco che non è MAI stato tradotto ufficialmente in inglese!
Il terzo capitolo della serie Mana fu infatti trascurato dalla localizzazione di Squaresoft ai tempi perché la divisione americana si stava occupando della produzione di Secret of Evermore, ottimo titolo ma slegato alla saga della spada magica dei precedenti Seiken Densetsu.
In Giappone, intanto, Square pubblicava questo gioiellino in grado i spingere l’hardware del Super Famicom ai livelli già raggiunti con Chrono Trigger, con una storia ambiziosa e dall’alta rigiocabilità.
All’inizio del gioco infatti ci sarà chiesto di scegliere i tre membri del nostro gruppo e, durante lo svolgimento della storia, vivremo il conflitto tra i regni di Navarre e Rolante da prospettive diverse in base alla nostra scelta.
Ogni personaggio con la sua classe e sottoclassi, con le sue abilità e la sua storia personale si muoverà in un modo enorme e caratterizzato molto bene soprattutto grazie ad un aspetto grafico meraviglioso e ad una pixel art fantastica. Anche la colonna sonora presenta brani spettacolari e vari, ma  purtroppo non è tutto oro quel che luccica.
La produzione frettolosa (data l’uscita a ridosso della fine del ciclo vitale della console) ha impedito a Squaresoft di ottimizzare tutti i dettagli di gioco, per cui prima di iniziare è necessario leggere alcune Q&A per evitare di potenziare abilità inutili come l’agilità, che non avrà alcun utilizzo o potenziamento in gioco.
Per il resto, si tratta di un gioco davvero epico che, se non fosse per l’eccessivo grinding richiesto in alcune aree e una collisione degli sprite a volte fastidioso, avrebbe potuto impensierire le eminenze più rinomate del panorama di JRPG per il 16 bit Nintendo… rimanendo comunque in casa Square! =)
Ah, i bei tempi andati…

Vecchie glorie.


ShovelShovel Knight: Specter of Torment (3DS)
E rimaniamo in casa WayForward (più o meno) con la seconda espansione di uno dei miei indie preferiti di sempre.
Shovel Knight, dei grandissimi e mai troppo osannati Yachtclub Games, ha ricevuto negli ultimi mesi un secondo grosso aggiornamento che ha aggiunto la seconda delle tre campagne extra promesse in fase di Kickstarter. Nei panni di Specter Knight, il signore del Giardino del Lich già affrontato come Shovel Knight e Plague Knight in precedenza, ci troveremo con un gioco quasi del tutto nuovo questa volta.
Se infatti la prima espansione era “semplicemente” un modo diverso di affrontare la stessa storia del gioco base, ma con meccaniche e gameplay stravolto (ma assolutamente funzionale e per certi versi più profondo), a questo giro le cose sono diverse.
Non c’è più una mappa da esplorare per sbloccare le location, ma la selezione dei livelli avviene da un hub principale e in stile MegaMan (cioè, potremo scegliere da un elenco i livelli da visitare nell’ordine che preferiremo).
La struttura dei livelli stessi è stata stravolta per agevolare il nuovo personaggio e il suo moveset, che favorisce le acrobazie aeree e gli attacchi volanti. Con un colpo in volo infatti il nostro spettrale eroe potrà librarsi in aria e catapultarsi verso i nemici per sfruttarli e superare baratri e, grazie alle diverse dotazioni, potrà anche planare, teletrasportarsi, sdoppiarsi e usare la sua falce come uno skate!
Insomma tante alternative per affrontare una storia nuova, un flashback ambientato PRIMA della formazione dell’Order of No Quarter con anche sezioni in bianco e nero per quel che riguarda il passato del protagonista.
Tanto stile, tanto gameplay per un’espansione che però, a volerle fare le pulci, è comunque la più breve e più facile del lotto, per ora. Spattacolare e lugubre quanto basta, la vicenda di Specter Knight sarà anche in grado di approfondire il background di quasi tutti i personaggi della storia raccontata finora.
Imperdibile, soprattutto vista la sua natura di aggiornamento gratuito.

Incredibile.

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